LIPU:«CENTRALI EOLICHE LA ROVINA DEI PARCHI»
«Le centrali eoliche, e ancor più quelle di ultima generazione, sono di grandissimo impatto non solo sul paesaggio ma anche sull’ambiente e sulle sue componenti faunistiche», denuncia Stefano Allavena, delegato Lipu per l’Abruzzo.
Il territorio viene modificato enormemente dalle opere per la messa in opera degli aerogeneratori: grandi fondamenta per tenere in piedi le torri eoliche, altri scavi di varia natura, strade diffuse, rumore.
Allavena sottolinea che gran parte delle centrali eoliche vengono realizzate in ambienti di grande pregio naturalistico.
«Molti uccelli (e molti pipistrelli) vengono fatti a pezzi dalla collisione con le pale rotanti. Nella “Risoluzione sull’impatto degli impianti eolici industriali sull’avifauna” approvata a Sabaudia, il 17 ottobre scorso, dai partecipanti al XV Convegno Italiano di Ornitologia, si legge, tra l’altro, che le centrali eoliche costituiscono una delle più gravi minacce per l’avifauna, capace di determinare estinzioni (di specie di uccelli) su tutto o su gran parte del territorio nazionale».
Si chiede pertanto, nella stessa Risoluzione, di escludere la realizzazione di centrali eoliche nelle aree protette nazionali e regionali, nonché in un’adeguata fascia di protezione mai inferiore a 5 Km. attorno alle suddette aree.
«Del resto è ovvio», sottolinea l'esponente della Lipu, «che la realizzazione di opere aventi un impatto tanto elevato su ambiente, fauna e paesaggio debba essere interdetta nelle aree tutelate, qual è appunto il Parco Nazionale della Maiella. In caso contrario si annulla il significato del Parco stesso e si va a distruggere proprio quei valori che sono alla base della costituzione del Parco Nazionale. I valori ambientali e paesaggistici del Parco Nazionale della Maiella sono unici, di grandissimo livello».
Allavena chiede che sindaci accorti e lungimiranti valorizzino attentamente queste risorse, «materia prima per lo sviluppo di un adeguato turismo di qualità, vera risorsa economica sostenibile e di lungo respiro di tante zone dell’Abruzzo interno e non distruggerla con opere, quali appunto le centrali eoliche, di così pesante impatto sul paesaggio e sull’ambiente».
Un discorso del tutto analogo vale per il Parco Nazionale d’Abruzzo, Lazio e Molise, spiega l'esponente della Lipu, «dove centrali eoliche sono in progetto in diversi comuni, come Introdacqua, Villalago e Gioia dei Marsi, in zone fuori dal Parco ma ad esso assai vicine e di grande importanza, tra l’altro, come insostituibile ambiente di vita per l’orso marsicano».
«E si potrebbe continuare ricordando ad esempio gli scempi che si stanno perpetrando e si sono già perpetrati nel Parco Regionale Sirente-Velino (Collarmele, Pescina, ecc.) e nell’Alto Vastese, e altri ancora. Andando avanti in questo modo è facile prevedere, entro pochi anni, l’estinzione in Abruzzo di diverse specie di uccelli, come l’aquila reale e il grifone, e la grave rarefazione di molte altre».
12/12/2009 12.30