PATTO DI BASE: «SOLO PROPAGANDA DAL GOVERNO. POCHI FONDI»
L'AQUILA. Il Patto di Base, l'associazione che raccoglie le firme sindacali di Confederazione Unitaria di Base, Cobas e Sindacato dei Lavoratori intercategoriale, ha definito negli scorsi giorni insufficienti i fondi stanziati dal governo, dai cinque ai sette miliardi di euro, per la ricostruzione post terremoto in Abruzzo.
I sindacati uniti propongono al governo, tra le tante cose, l'azzeramento del deficit sanitario regionale creato, a detta di Patto di Base, dalla scellerata gestione della sanità da parte dell'ex giunta presieduta da Pace. Disastro perpetuato dal Governo successivo di Ottaviano Del Turco.
Proposta inoltre anche per l'immediata assunzione di tutti i precari del pubblico impiego, il blocco del taglio di 1.400 posti di lavoro nella scuola abruzzese e l'assunzione straordinaria di personale scolastico nell'aquilano per l'inizio del prossimo anno. Oltre a questo il riconoscimento dell'indennità speciale di disoccupazione di ottocento euro a tutti i lavoratori senza occupazione a causa del sisma. Ultimo punto trattato dal Patto di Base, non per importanza, è relativo all'estensione degli sgravi fiscali e delle risorse per tutte le comunità colpite dal sisma, non soltanto ai 49 comuni individuati dalla Protezione Civile. Questi temi fanno parte di una piattaforma sociale che i sindacati consegneranno al Governo Regionale.
«Le risorse stanziate, circa cinque miliardi di euro, sono assolutamente inadeguate» – commentano i vertici di Patto di Base – «ed è chiaro il fallimento dell'opera propagandistica del Governo, che nel finanziare un piano di rientro si è affidato ad una politica di tagli indiscriminati alla spesa sociale. L'idea della New Town non può essere la soluzione ideale all'inagibilità di fatto dell'intera città di L'Aquila e dei paesi limitrofi. Il superamento dell'emergenza deve passare obbligatoriamente per quelle che sono le reali esigenze dei cittadini».
«Dal canto suo il Governo regionale che fino ad ora è stato commissariato da quello nazionale» – concludono le firme sindacali – «è giusto che faccia sentire la propria voce con proposte ed atti concreti».
Intanto per lunedì 22 giugno, a partire dalle ore 10.00, è prevista una manifestazione-presidio alla sede della regione Abruzzo in Viale Bovio.
20/06/2009 10.31