UNA NOTTE TRA I MALATI: «PAURA E PANICO NON FINISCONO MAI»
L’AQUILA. Una notte al punto medico avanzato in piazza d'Armi a L'Aquila, raccontata da Lorenzo Marvelli, infermiere al 118 di Pescara. In quel presidio ci sono una trentina di posti letto per i ricoveri urgenti.
C’è una sala di pronto soccorso ed una farmacia accanto. C'è luce al neon a differenza delle tende nel campo ma nessun riscaldamento. «Il gelo della notte sarà la forma di questo ricordo», ci dice Lorenzo Marvelli, operatore del 118. «Ricorderò questo terremoto con un brivido di freddo. Sempre».
Lorenzo ha appena concluso il turno di notte con alcuni colleghi del 118 di Pescara e tre infermieri teramani.
Ora il PMA, passata la prima fase di emergenza, accoglie pazienti affetti da patologie che in genere non costituiscono un imminente pericolo di vita.
Nei giorni immediatamente successivi alla scossa del 6 aprile, nel PMA «sono transitate persone affette soprattutto da traumatismi vari», racconta Marvelli. Sono state ricoverate qui dove hanno ricevuto le prime cure, i più gravi sono stati trasferiti in ospedali della regione.
«Questa notte», continua l’infermiere, «si sono rivolti a noi soprattutto pazienti in preda al panico. La paura in questo campo è l'elemento comune a tutti: c'è chi trema di paura, chi piange di paura, chi ride di paura chi si mostra indifferente per paura».
In più le scosse non smettono mai: questa notte alle 3 in punto c'è stata una scossa 5.1. La paura, la solita paura, ha assunto la forma del panico.
«Ho sentito urla, lamenti, anche tirate comiche tese a sdrammatizzare», racconta ancora
«Credo che molto si dovrà fare nel prossimo futuro per arginare la paura dirompente. Le benzodiazepine non potranno costituire la soluzione al problema, possono essere un tampone, un contenimento momentaneo ma dovremo inventarci altro visto che non basterà ricostruire le case.
Ieri sera ho conosciuto dei medici clown che lavorano con la paura. Ci scherzano su, la accarezzano e la smontano. I bambini sembrano divertirsi. Anche gli adulti e gli anziani. Il teatro, la clownerie, possono essere in futuro delle possibili alternative alle benzodiazepine».
Ma c'è anche altro in queste notti di terrore: «ci sono tossicodipendenti in trattamento che chiedono metadone, anziani affetti da altzheimer che non sanno cosa stia succedendo intorno a loro, ci sono bambini senza scuola. bambini al freddo, ci sono alcolisti cronici che non hanno un posto dove comprare il vino che li riscaldi e li addormenti di notte. Ci sono schizofrenici che non sentono più voci e non hanno sigarette, ci sono clandestini che cercano clandestini che non si trovano. Ci sono sciacalli. Veri sciacalli, falsi sciacalli. C'è il battaglione San Marco che presidia i cumuli di macerie».
10/04/2009 10.24