L'AQUILA. «Un momento di gloria intenso, il sangue che fuoriusciva dalle ferite della statua di Gesù mentre ero intento a spolverarla». Il racconto è quello di Padre Nike, al secolo Maurizio De Sanctis, prete ballerino che da anni ormai cerca di trasmettere il credo religioso ai giovani con un paio di scarpe da ginnastica ai piedi. Questa volta in ballo c’è molto di più: un presunto miracolo ma la parola al momento è scomoda e formalmente bandita. L'episodio si sarebbe verificato per tre giorni consecutivi, martedì, mercoledì e giovedì scorsi mentre il sacerdote era intento a pulire la statua del Cristo con un panno bianco nella chiesa di San Flaviano, a L'Aquila. «Adesso la statua l'abbiamo spostata nella sagrestia», racconta il prelato a PrimaDaNoi.it, «lontana da occhi indiscreti e fino al prossimo venerdì non sarà visibile». Quella statua Padre Nike, oggi la sente anche un po' sua. La sua voce pacata e condita dall'eco della parrocchia non nasconde l'emozione. Lui cammina avanti e indietro, consumando quelle celebri scarpe griffate per la navata della chiesa ed è palese l'emozione e la contentezza di un uomo di fede che per una volta ha messo da parte cautela e scetticismo e si è buttato a respirare a pieni polmoni l'aria del “miracolo”. La notizia ha fatto subito il giro della città e in centinaia sono accorsi per vedere con i propri occhi. Ma in molti rimarranno delusi perchè adesso la statua è «al riparo». Non si possono più vedere i segni di una colatura color rossastro dalla mano destra della statua dal volto ipnotizzante e sereno. Questo pomeriggio sono arrivati in parrocchia anche alcuni medici di una clinica privata per gli "esami del sangue". A dirla così suona anche un po' blasfema. Si tratta di segno divino o di una burla? Padre Nike non ha bisogno del risultato perchè in cuor suo sa già di cosa si tratta: «io ho visto con i miei occhi il sangue sgorgare da quella ferita e so che il signore mi ha voluto dare un segno divino. Sono ancora scosso», ammette. Più cautela arriva dalla Curia. Monsignor Molinari invita alla prudenza e ricorda che il parroco in questione «è un tipo esuberante» e quello che dice va preso con le molle. «Non voglio contraddire il vescovo», risponde amareggiato il sacerdote, «ma questa esperienza l'ho vissuta in prima persona e non posso tacere cosa mi è successo. Ho sentito sulle mie mani il sangue fresco che sgorgava». Al momento del fatto, che sarebbe avvenuto la scorsa settimana, erano presenti anche alcuni parrocchiani. «Martedì mi ero accorto di quei segni rossi...ma non ci ho quasi dato peso», ricorda. «Ho pensato a qualche scherzo di qualche giovane della parrocchia. Ma mercoledì non ero solo. C'erano anche alcuni fedeli. Non sono stato il solo a vedere. Avevo chiesto a tutti la massima riservatezza per accertare prima che cosa fosse successo realmente...e invece...». E invece sì sa, nei piccoli centri è difficile tenere un cecio in bocca. La notizia è passata di casa in casa, «in via confidenziale», con la promessa di non rivelarlo troppo: «Io te lo dico, ma tu non raccontarlo a nessuno». E sulla sua «esuberanza» oggi tanto contestata dal Vescovo, padre Nike continua: «sono una persona molto equilibrata, sono laureato in psicologia e ci penserei bene due volte prima di inventare una cosa del genere». Ma se non fosse sangue, potrebbe trattarsi di un gesto goliardico? «Me lo sono chiesto anche io», confessa. «Mi sono fatto molte volte questa domanda, ma dentro di me sento fortemente che il signore ha voluto darmi un segnale della sua presenza»
LA CURIA CHIEDE CAUTELA
E se padre Nike sta agendo per conto proprio assoldando gli specialisti di una clinica privata, la Curia ha fatto sapere che «l'autorità religiosa predisporrà tutto ciò che serve perchè i fatti siano analizzati e valutati nel modo migliore» L'arcivescovo dell'Aquila, Giuseppe Molinari, ha invitato il parroco e i fedeli «a dimostrare la massima prudenza e a non enfatizzare quanto accaduto. E' importante − scrive l'arcivescovo - invece, vivere ciò che la fede ci propone ogni giorno: la partecipazione alla Santa Messa e ai sacramenti, la preghiera e l'adesione sincera, umile e quotidiana alle direttive del Vangelo che la Chiesa ci ricorda ogni giorno». Venerdì prossimo alle 21 è stata indetta una veglia di preghiera «in riparazione per il Sacro Cuore di Gesù». Lo spostamento della statua non è stata accolta bene dalla Curia che ieri aveva chiesto «di non apportare cambiamenti nella chiesa e di lasciare le statue al loro posto».
Alessandra Lotti 18/06/2007 15.45
|