Venerdì 10 Settembre 2010
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IN ABRUZZO, FINIANI E BERLUSCONIANI DOVREBBERO DIVIDERSI?
No
Il sondaggio si conclude il 11/9/2010 11:52
Piano sanitario, altre critiche dopo l’approvazione a Roma

ABRUZZO. E’ veramente cosa buona e giusta nostro dovere e fonte di salvezza, rendere grazie al Governo ed al commissario Chiodi per l’approvazione del Piano sanitario che forse risana i conti della sanità abruzzese, ma taglia brutalmente posti letto ed ospedali?



Il Programma Operativo per l'anno 2010 è stato approvato dal Ministero dell'Economia e delle Finanze e dal Ministero della Salute.

In seguito agli incontri delle scorse settimane con i Ministeri, la Regione Abruzzo, infatti, aveva ritenuto opportuno apportare alcune modifiche alle azioni già programmate. Nello specifico si è deciso, in primo luogo, di definire il cronoprogramma di riconversione di alcune strutture della rete che non soddisfano i criteri di qualità del servizio erogato in "presidi territoriali" aperti 24 ore al giorno. Quest'azione comporta che per le strutture di piccole dimensioni individuate si potenzino le attività di accoglienza e primo soccorso mentre le attività a maggiore specializzazione vengano concentrate nei presidi più adeguati.

«In questo modo - ha spiegato il presidente Chiodi - il cittadino potrà continuare a disporre di servizi ordinari (es. ambulatorio, esami clinici) sotto casa e 24h/24h e, in caso di necessità, potrà rivolgersi a strutture ospedaliere più specializzate».

 In secondo luogo, stabilizzare il personale precario in servizio prediligendo i contratti a tempo indeterminato a quelli a tempo determinato per evitare continui cambi di personale che rischiano di avere effetti sulla qualità del servizio. Qualità del servizio che potrà essere ulteriormente potenziata se si considera che il personale specializzato, proveniente dalle strutture riconvertite, andrà a rafforzare i servizi dei presidi più specializzati. In questo modo «sarà aumentata l'offerta di prestazioni con l'ulteriore effetto di diminuire i tempi di attesa. In questo scenario di risanamento un ruolo attivo può spettare anche al cittadino».

 LE PROTESTE DEL TERRITORIO

 In realtà questi giorni, nelle zone interne dell’Abruzzo montano, sindaci e cittadini colpiti dai tagli hanno l’impressione di vivere più la messa del Venerdì di passione che quella di Natale. Da Pescina a Casoli, da Guardiagrele a Gissi e Tagliacozzo, passando per San Valentino, dai sindacati confederali a quelli autonomi, dai politici di centrosinistra a quelli di centrodestra non si alza un coro gioioso per l’approvazione del Piano, ma piuttosto un Miserere. Con uno strano controcanto o comunque una voce fuori dal coro: l’odg presentato dal Pdl al Consiglio regionale straordinario di pochi giorni fa.

In questo documento ufficiale si legge che «il Piano di riordino del sistema sanitario regionale è condivisibile circa le strategie generali delineate per raggiungere gli obiettivi indicati in termini di miglioramenti qualitativi, economici e finanziari». Inoltre «gli obiettivi, gli strumenti, le metodologie, i tempi indicati risultano tracciare i percorsi idonei e necessari a raggiungere con efficacia ed efficienza i già richiamati obiettivi di ottenimento dell’equilibrio economico-finanziario del sistema sanitario regionale, di riqualificazione offerta ospedaliera e dei servizi territoriali e di miglioramento della qualità percepita da parte dei cittadini».

 

Detto questo si invita il presidente Chiodi «ad istituire formalmente tavoli di coordinamento sul tema, presieduti ciascuno dal rispettivo Presidente delle quattro Province abruzzesi, per individuare soluzioni adatte e comunque non confliggenti con l’impostazione generale del Piano in termini di obiettivi globali di riordino, riorganizzazione e di saldo totale economico e finanziario».

 Il tono trionfalistico delle dichiarazioni del Commissario Chiodi e della sua maggioranza è molto stridente con le notizie di cronaca e con le dichiarazioni che vengono dal territorio, soprattutto perché queste ultime sono bipartisan. Cioè i vertici amministrativi di centrodestra vengono contestati dai sindaci dello stesso colore politico, oltre che dalle opposizioni, mentre sale sempre più la protesta contro i consiglieri regionali eletti nelle zone colpite dai tagli e accusati di non aver saputo tutelare i loro territori.

 LE PROTESTE CONTRO IL PIANO DA GISSI, CASOLI E GUARDIAGRELE

 E’ così nell’Aquilano, soprattutto a Pescina, è così a Gissi, Casoli e Guardiagrele che contestano il metodo (nessuna consultazione, nessuna informazione) ed il contenuto del Piano. L’amministrazione comunale di Gissi protesta perché il cosiddetto riordino «è fortemente penalizzante per il vastese che, con la chiusura dell’ospedale di Gissi ed il ridimensionamento di quello di Vasto, vede drasticamente ridotto il numero di pl tanto da trovarsi notevolmente al di sotto della media regionale: 1,8 per 1.000 abitanti a fronte di una media regionale di 3,5, bilanciata con 7 posti ogni 1.000 abitanti nel nord della Provincia. Siamo sconcertati dalle dichiarazioni di Chiodi, che parla di taglio “di rami secchi» e degli «inutili centri di potere e clientele», e poi concretizza il suo pensiero mantenendo gli ospedali “cloni” nella provincia di Teramo (Teramo, Giulianova, Atri e Sant’Omero) e i Dipartimenti nell’ospedale clinicizzato di Chieti, ed elimina il nostro ospedale che da anni (chiusi da tempo i reparti di chirurgia e medicina) erogava servizi adeguati alle popolazioni del nostro territorio con i reparti di Geriatria e Lungodegenza sempre pieni, con il servizio di Oculistica che attirava pazienti anche da altre Regioni, con il servizio di  Diabetologia divenuto punto di riferimento del territorio».

«E’ vergognosa», continua il pensiero condensato in un documento della amministrazione di Gissi,«è l’inerzia dei nostri rappresentanti in seno al Consiglio regionale che, a differenza di altri loro colleghi, non sono stati capaci di tutelare il nostro territorio».

 Da Casoli, il sindaco Sergio De Luca, scrive: «gridare vergogna, vergogna ai responsabili di questo Piano mi pare quasi un complimento». E aggiunge: «avevo creduto nella disponibilità di Chiodi per un’apertura. E invece no: tutto è andato avanti senza sentire sindaci e cittadini e senza una parola dei  rappresentati della Provincia di Chieti eletti nei collegi della ex Asl Lanciano-Vasto, sono colpevoli della cancellazione di un sistema sanitario funzionale che non sarà più a disposizione dei 72 comuni e dei 228.000 cittadini che vi risiedono».

«La chiusura  dei reparti di Riabilitazione e Lungodegenza del Consalvi di Casoli è una vera porcata, vista la loro produttività, così come il declassamento della rete di emergenza-urgenza. Insomma qui i Lea non ci sono più».

 Anche Guardiagrele, con il sindaco Sandro Salvi, di centrodestra, protesta: un paio di anni fa proprio la sua parte politica aveva presentato un piano per salvare l’ospedale, ma è stato buttato nel cestino. E l’incontro con il sub commissario Giovanna Baraldi, che si è tenuto giovedì pomeriggio, ha dimostrato che le ragioni dei tagli non sono state così convincenti come si dice.

 ANCHE GLI INFERMIERI CRITICANO LA MANCATA CONSULTAZIONE

 Scendono in campo per protestare anche gli Infermieri di Nursing Up: sono contro il Piano che con i suoi tagli non garantisce i servizi sanitari sul territorio e lamentano la mancata consultazione degli addetti ai lavori prima della stesura del documento di riordino della rete ospedaliera.

«Noi conosciamo il territorio – scrivono Patrizia Bianchi ed Emanuele Lattanzio, Nursing Up - e le difficoltà di arrivare a domicilio dei cittadini malati, vista la complessità orografica dell’Abruzzo. Ipotizzare perciò che al posto degli ospedali tagliati ci siano servizi a disposizione degli utenti, significa non fare il conto con il fallimento di tutti gli esperimenti finora tentati per la deospedalizzazione o per la diminuzione dei ricoveri. La rete assistenziale sostitutiva extraospedaliera va creata con risorse e personale, così come la rete dell’emergenza. Ma entrambe vanno attivate prima dei tagli e non dopo. L’assistenza sanitaria è una cosa seria e non può essere lasciata agli esperimenti cartacei dei Piani, senza intervenire concretamente sulla realtà dei bisogni dei cittadini».

Ci penserà agosto a smorzare i toni delle polemiche?

 Sebastiano Calella  31/07/2010 10.51

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Autore Contenuto
stilo
Data di invio: 31/7/2010 11:32  Aggiornato: 31/7/2010 13:28
Commentatore - da piazza
Iscritto: 27/2/2010
Da:
Inviati: 117
 Re: Piano sanitario, altre critiche dopo l’approvazione...
VIOLAZIONE DELLE REGOLE SOTTOSCRITTE

Autore Contenuto
trilex
Data di invio: 31/7/2010 12:01  Aggiornato: 31/7/2010 12:03
Commentatore da Bar
Iscritto: 14/9/2008
Da:
Inviati: 72
 Re: Piano sanitario, altre critiche dopo l’approvazione...
Quante amenita', e' evidente che per una regione di poco piu' di 1 milione di abitanti tutti questi ospedalicchi non sono sostenibili.

Come non rammentare poi l'ironia proprio della sx in relazione ad esempio all'ospedale di Gissi appena qualche anno fa'.

Dire che poi Chiodi "tira per Teramo" e' una affermazione "quaqquaraquaistica", visto che semplicemente in provincia di Teramo, ci sono solo 4 ospedali, ciascuno con almeno un bacino di utenza di 50.000 persone, che non esistono ospedali privati e che delle 4 province e' quella che ha sempre scialato di meno al riguardo.

Rammento inoltre che ridurre l'offerta sanitaria nel teramano sarebbe controproducente visto che avendo l'ospedale di san benedetto o ascoli ad una manciata di chilometri, un cittadino di alba ad esempio, facilmente potrebbe optare per queste strutture, regalando soldi alla sanita' marchigiana (che per inciso funziona).


p.s. all'estensore del messaggio sopra il mio, faccio presente che l'invito ad "andare a menare" alla giunta, configura un reato, lo dico anche per i gestori del sito, sempre attenti ai temi della legalita' e delle manette.

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flaherty2
Data di invio: 31/7/2010 12:49  Aggiornato: 31/7/2010 12:49
Commentatore Neofita
Iscritto: 4/9/2009
Da:
Inviati: 17
 Re: Piano sanitario, altre critiche dopo l’approvazione...
Purtroppo la logica che risiede dietro le scelte in merito alla sanità in Abruzzo non è legata agli interessi della gente affinchè venga curata ed assistita nel modo migliore razionalizzando la spesa.
Sembro un ingenuo dicendo ciò.
Sarebbe interessante conoscere l'agenda del Presidente Chiodi (h24), dei mesi passati e sapere tutti gli incontri riguardanti la sanità (ma tutti però anche le cene).
Non sono un illuso.

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aelion41
Data di invio: 31/7/2010 13:55  Aggiornato: 31/7/2010 13:55
Commentatore - da piazza
Iscritto: 14/6/2007
Da:
Inviati: 138
 Re: Piano sanitario, altre critiche dopo l’approvazione...
Ma Sant'Omero come si configura nella realtà Teramana?..... certo che tutti hanno le proprie opinioni ma c'è un credo da sfatare togliere gli ospedali senza avere nulla su territorio se non avere %o mn di macchina per il primo PS non è amenità ma è la negazione del diritto alla salute che le popolazioni ultrasessantenne ha nel entroterra ... provvederemo a denunciare la asl l'assessore regionale alla sanità e il commissario ogni volta che se ne presenterà l'occasione di lunghe liste di attese di ricoveri lungo i corridoi come avviene nell SS Annuziata di cheti e attese che dalla chiamata l'arrivo in qualunque pronto soccorso si supera la soglia fatidica dei 50 minuti..forse si puo consigliare a questa giunta regionale di approntare un piano di case popolari e non nella zona litoranea perchè è li chi si ammasseranno gli abbruzzesi che hanno un costante bisogno di sanità

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kikieda
Data di invio: 31/7/2010 17:47  Aggiornato: 31/7/2010 21:54
Editorialista
Iscritto: 25/7/2009
Da:  さつき
Inviati: 899
 Re: Piano sanitario, altre critiche dopo l’approvazione...
concordo in pieno sul fatto che prima di effettuare dei cambiamenti e tagli drastici ma purtroppo necessari, sia prioritario organizzare un'ottima rete assistenziale fatta di uomini e mezzi che copra l'intero territorio e che vada a colmare i vuoti che potrebbero crearsi con l'attuazione del piano.

è altresì necessario, informare bene la popolazione sui cambiamenti e le nuove realtà a cui rivolgersi.

il concetto introdotto di creare dei punti di primo intervento dislocati sul territorio che garantiscano almeno un medico e personale infermieristico h 24 è una buona proposta a mio avviso, perchè sarebbe un primo punto di riferimento assistenziale, non lontano dal paziente e che garantirebbe esami e prestazioni di base nelle urgenze.
e dico questo perchè nelle marche è una realtà già rodata da tempo e sembra funzionare.
spero che chiodi e venturoni abbiano pianificato bene la rete assistenziale sul territorio e le dotazioni di mezzi e personale, perchè un pz con un infarto importante o una fibrillazione ventricolare richiede un veloce intervento medico e la normativa prevede che normalmente il mezzo del 118 debba arrivare sul luogo entro 20 min se fuori dai centri abitati e 8 min nei centri storici.

per il resto, la regione doveva essere più aperta e condividere il piano con chi sul territorio vive, lavora e necessita di assistenza.

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