Venerdì 10 Settembre 2010
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IN ABRUZZO, FINIANI E BERLUSCONIANI DOVREBBERO DIVIDERSI?
No
Sì
Il sondaggio si conclude il 11/9/2010 11:52
Collecorvino, dimissioni di 6 consiglieri di maggioranza. Si torna alle urne

COLLECORVINO. «Mancanza di confronto interno nella maggioranza e immobilismo amministrativo».



Per queste ragioni 6 consiglieri di maggioranza hanno dato le dimissioni e provocato lo scioglimento del Consiglio Comunale di Collecorvino con 2 anni di anticipo.
Bersaglio principale della rottura politica, il sindaco Massimiliano Volpone, accusato di non aver dialogato con i membri consiliari di maggioranza e aver assunto decisioni unilaterali.
«Questo comportamento ha frantumato la coalizione: il sindaco ha reciso il dialogo con una parte della maggioranza», spiega  Andrea Faieta, assessore provinciale alle Grandi infrastrutture e consigliere comunale.

«Dopo le elezioni che abbiamo vinto nel 2007, al sottoscritto, nonostante le 600 preferenze personali, è stata negata la delega di vicesindaco. Ho continuato a lavorare con disciplina e serietà».
 Poi in occasione della campagna elettorale per la Provincia qualcosa pare si sia incrinato: «il sindaco e metà dei membri della giunta mi hanno remato contro», assicura Faieta. «Nonostante ciò, io e il mio gruppo siamo stati disponibili al dialogo. Successivamente –continua l'ormai ex assessore – malgrado il sottoscritto non abbia ritenuto opportuno chiedere al sindaco la verifica politica e nonostante mi sia allontanato dalla politica locale rimettendomi in discussione, pensando che il problema fosse la mia presenza in giunta, è venuto meno il dialogo».

In questo modo si è accentuata ancor di più la rottura tra il sindaco e il gruppo consiliare di maggioranza.
«Volpone», prosegue Faieta, «purtroppo non si è limitato a bloccare le nostre proposte per superare la crisi, ma le ha derise e manifestato la totale mancanza di apertura al dialogo e alle soluzioni alternative
per superare questa incomprensione. C’è stato un immobilismo amministrativo stupefacente, accompagnato da scelte unilaterali del sindaco, non concertate con tutti i consiglieri di maggioranza».

Tutto questo ha creato frizioni divenute insanabili, tanto che lunedì sono arrivate le  dimissioni.
«Siamo amareggiati», assicura Faieta, «in quanto il sindaco non ha fatto buon uso di quel senso di responsabilità che lui contesta a noi».
Il consigliere poi scioglie il nodo dell’urbanistica: «La giunta Volpone insediatasi nel 2002 aveva criticato la passata amministrazione per non avere redatto la variante al PRG, ma nell’arco del suo mandato pur avendo paventato a più riprese la variante non l’ha mai realizzata e - prosegue ancora Faieta - abbiamo registrato in questi ultimi mesi troppi contenziosi con i cittadini; peraltro i giudici hanno condannato il Comune, causando debiti fuori bilancio».
Sul futuro Faieta è chiaro: «se la coalizione di centrodestra me lo chiederà, io darò la mia disponibilità a candidarmi a sindaco e proporrò un nuovo progetto politico supportato dall’entusiasmo di una
squadra giovane. Rimango dell’avviso che se Volpone avesse avuto un dialogo costante con la sua maggioranza ci sarebbe stato un altro epilogo».

29/07/2010 16.05

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