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PESCARA. Lorenzo Sospiri aveva preannunciato di essere felice di poter finalmente chiarire la sua posizione al magistrato che lo ha indagato. Ma in procura Sospiri non si è visto. * IL PATTO SOSPIRI-CORDOMA E GLI ACCORDI DISATTESI
Intanto, dopo la chiusura delle indagini sui concorsi che gli inquirenti reputano truccati a Montesilvano del 2007, sono scaduti i termini per gli indagati di essere interrogati e presentare memorie difensive per cercare di emendare eventuali errori della procura ed uscire anticipatamente dall’indagine. Ma dal pm Giampiero Di Florio non sono andati né Sospiri né il sindaco di Montesilvano Cordoma. Il prossimo passo sull’inchiesta sarà la richiesta di rinvio a giudizio e la fissazione dell’udienza preliminare. Le carte ormai non più segrete e sono al vaglio degli avvocati che stanno elaborando strategie difensive. Emergono informazioni e scenari di sicuro rilievo pubblico in grado di delineare meglio personalità complesse come quelle di alcuni amministratori pubblici. L’indagine della Squadra Mobile di Pescara ha permesso di ricostruire in maniera meticolosa, precisa e pressocchè certa tutta la vicenda seguendo il percorso del plico delle domande e risposte che la società Quanta aveva girato in anticipo all’amministrazione comunale. Ricostruzioni preziose fatte di testimonianze riscontrate attraverso i tabulati telefonici e le preziosissime intercettazioni telefoniche attraverso le quali sono gli stessi indagati a fornire conferme e spunti interessanti. Sono 20 le persone finite a vario titolo nell'inchiesta. Tra questi molti amministratori di Montesilvano e partecipanti al concorso, alcuni sponsorizzati dagli stessi esponenti dell'amministrazione pubblica. L’indagine ha infatti provato come la selezione fosse stata letteralmente lottizzata dai partiti di maggioranza che avevano chiesto di far vincere ognuno i propri candidati. E tra i vincitori (ma anche tra gli sfortunati raccomandati che sono stati esclusi per cause “esterne”) vi sono moltissime persone che avevano ricevuto rassicurazioni dai politici anche perché tutti in qualche modo legati o da rapporti di parentela o di partito. NASCE L’INCHIESTA: L’IMPREVISTO DI DUE PERSONE ONESTE CHE SI “SCANDALIZZANO” Cordoma è stato vittima delle proprie “libere” scelte: il sindaco, eletto sotto gli slogan della legalità e del cambiamento dopo il marciume emerso dall’inchiesta Ciclone, scelse infatti come fido assistente ed ufficio stampa una persona preparata e sensibile all’onestà che sarà la stessa che (involontariamente) darà il via all’inchiesta. Una serie di coincidenze hanno poi permesso il raggiungimento dei difficili risultati investigativi. Sta di fatto che nell’imminenza dei concorsi (era l’11 dicembre 2007) Andrea Koveos, addetto stampa di Cordoma, chiama il consigliere di minoranza Leo Brocchi e gli racconta scandalizzato che i concorsi sono stati in qualche modo taroccati. Brocchi il giorno dopo invita Koveos nel suo studio e gli chiede nuovi particolari su chi e come è intervenuto sulla procedura di selezione pubblica. Koveos riferisce che i concorsi sono stati truccati perché le domande e le risposte sono state diffuse ai candidati anzitempo e ne avrebbero beneficiato il sindaco ma anche l’assessore Carbani ed il consigliere Marchegiani. Ma il più attivo sarebbe stato Lorenzo Sospiri. L’addetto stampa scandalizzato e disgustato per la cosa riferisce anche alcuni nomi di raccomandanti, ben noti in città, come Valerio Forcucci (indagato) e Domenico Natale (indagato) L’avvocato Brocchi per precauzione registra la conversazione che finirà di lì a poche ore nelle mani di un ispettore della Mobile che capisce al volo l’importanza di quella prova. Nel giro di un paio di giorni vengono richieste e concesse le intercettazioni telefoniche che dureranno pochi mesi, il tempo utile per ricostruire gli intrecci. Koveos in seguito a questi fatti, che lo segnarono molto, chiese di andare via. L'INTERCETTAZIONE ''CASALINGA'' DI BROCCHI L'ex addetto stampa così racconta i taroccamenti: KOVEOS: «... si, tutti insieme ... di tutti e quattro... amministrativi e tecnici ! ! ! ... ora che cosa è successo ... che ovviamente c'è stato un ... io non ho mai partecipato ... normalmente partecipo a tutte le riunioni ... però a questa sul personale non ci ho voluto mettere bocca perché sapevo che ... inc ... tieni presente che questa cosa è un fatto ... c'è stata una, chiamiamola convivenza, quasi tutta la Giunta.. BROCCHI: « perchè in giunta ne hanno parlato? K:«... guarda, questo è il minimo ! ! ! ... allora tieni presente ... allora i compiti sono stati passati ... cioè gli scritti sono stati passati a ... B: « ... cioè la copia ... le domande e le soluzioni? ...» K: «... e le soluzioni ! ! ! ... esattamente ... sono stati passati, cioè lo sapevano e quindi ne hanno avuto copia ... oltre che i membri della Giunta tipo Carbani, Passerini ... credo anche Daventura ! ! ! ... poi ce lo ha avuto Marchegiani ! ! ! ... questi sono quelli che ...» LE TELEFONATE NOTTURNE PER TESTARE L'AFFIDABILITA' Koveos nel suo racconto a Brocchi riferisce anche di aver appreso dal capo di gabinetto, Alberico Ambrosini (che è anche sindaco di Moscufo) di telefonate di alcuni candidati che volevano sapere se le risposte che aveva fornito Sospiri erano davvero attendibili, cioè quelle esatte. KOVEOS: «... io lo so perché ... la sera tardi, mi chiama ... Alberico ... il Capo di Gabinetto, mi dice "senti a me mi ha chiamato ieri sera uno di Moscufo, non so di Picciano, e mi ha chiesto se i compiti, cioè le soluzioni che dava Sospiri, erano attendibili o meno" ... perché si fidano così tanto di Sospiri che addirittura i suoi, avendo avuto questo ... quindi sono partite un giro di telefonate la sera verso le undici e quindi uno di questi che ha avuto le risposte, i quiz esatti ! ! ! ... voleva chiedere al Capo di Gabinetto ossia ad Alberico, se effettivamente ci si poteva fidare di Sospiri oppure no ! ! ! ... quindi, alle undici ...» Ambrosini poi confermerà la circostanza raccontando: «E ' vero che la notte prima degli esami, intorno alle ore 23.00, ho ricevuto dapprima delle telefonate e poi una visita presso la mia abitazione di Moscufo, da parte del candidato Ruggeri Roberto (indagato, ndr), il quale voleva sapere se era vera la notizia della disponibilità dei compiti da parte degli altri candidati. A Ruggeri ho risposto che ero rientrato in quel momento dalla Francia e che non avevo notizie in tal senso». Poi Ambrosini sollecitato precisa ancora meglio la circostanza. «In effetti Ruggeri, prima al telefono e poi addirittura recandosi alle ore 23.00 circa, presso la mia abitazione mi disse che lo aveva chiamato Sospiri, svegliandolo a casa e dandogli le soluzioni. Il Ruggieri mi riferiva altresì che il Sospiri lo aveva chiamato anche per un incontro a cui lo stesso avrebbe poi partecipato. Ruggieri chiese a me conferma sulla veridicità delle soluzione dei compiti passategli da Sospiri, ma rammaricato da questa notizia e deluso da simili affermazioni, dissi che non sapevo nulla» Ruggieri poi interrogato ammetterà di aver avuto le risposte da Sospiri ma aggiungerà di non averle utilizzate perché scoraggiato da Ambrosini. Il pm Di Florio però non gli ha creduto. IL VIAGGIO DEL PLICO Le famose domande con le risposte esatte delle varie prove giunsero qualche giorno prima inviate dalla Quanta, la società (oggi indagata) che era stata scelta per la preparazione dei concorsi. Il contratto con il Comune, però, prevedeva che il lavoro della ditta terminasse prima dell’inizio delle prove poiché il contratto escludeva ogni tipo di responsabilità durante lo svolgimento. Attraverso una serie di riscontri testimoniali gli inquirenti riescono a sapere che un delegato della Quanta consegna il plico al capo di Gabinetto, Ambrosini, in un appuntamento all’uscita dell’autostrada. Ambrosini era accompagnato dall’autista di Cordoma che in una prima versione dirà di aver lasciato il plico sulla scrivania del direttore generale Nunzia Buccilli (non indagata) e poi ammetterà di averlo lasciato su quella del sindaco. A leggere bene le carte e le deposizioni si scopre sovente come queste spesso non coincidano, segno inequivocabile che qualcuno mente. Bugie che spesso non trovano sufficienti riscontri e che dunque non danno seguito ad ulteriori conseguenze giudiziarie. Sta di fatto che le voci girano già pochi giorni prima della prova scritta e questo probabilmente contribuisce a cambiare le carte in tavola ed i piani prestabiliti. Infatti alcuni candidati sponsorizzati che dovevano risultare vincitori, come da spartizione preventiva, saranno bocciati all’orale dopo un brillante esame scritto. Le commissioni si dimostreranno inflessibili. Al riguardo il sindaco Cordoma nelle intercettazioni che seguono sostiene di aver individuato il responsabile. Alessandro Biancardi 29/07/2010 10.18
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