Domenica 21 Marzo 2010
Ultimo Aggiornamento:
20/03/2010 ore: 19:19:09

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Il mistero dei 100mln dell’Europa per progetti informatici. Chi li ha visti?









LA GRANDE BEFFA TECNOLOGICA. ABRUZZO. Non lo sappiamo ma viviamo in una regione ad altissima densità tecnologica ed informatica. Sono diverse decine i progetti finanziati con fondi pubblici da anni i cui esiti sono assolutamente ignoti. Importi incredibili per fare cose difficilmente comprensibili.
Si spera che qualcuno poi abbia verificato che i soldi spesi siano effettivamente serviti perché si parla di cifre milionarie.
Più di 100 milioni di euro dal 2001 ad oggi.
Di sicuro lodevoli gli obiettivi ipotizzati. Criptici ed evanescenti gli strumenti per raggiungerli.
Ma alle soglie del terzo millennio si partiva con una certezza: «l’Abruzzo ha un forte ritardo nella Communication and Information Technology».
Da qui «l’urgenza di proiettare la Regione verso un nuovo modello di sviluppo e gestione dei servizi condiviso con le amministrazioni locali al fine, da un lato di definire strategie in campo informatico e valorizzare lo scambio fra i vari territori ed amministrazioni di esperienze, risorse e progetti, dall’altro di ridurre i costi di realizzazione delle soluzioni intraprese assicurando uniformità di servizi erogati dalle Amministrazioni Locali sul territorio regionale».
Numerosi studi mostravano gli effetti balsamici dell’ «interconnessione sistemica interna alla Regione al fine di garantire standard europei di qualità ed eccellenza nel trasferimento del flusso di informazione».
E come dargli torto: una buona informatizzazione potrebbe rendere la vita degli abruzzesi molto più semplice ed inoltre attrarre investimenti da fuori regione.
Ma tutto questo è successo davvero?
Il cittadino tocca con mano la rivoluzione tecnologica?
I progetti sono stati portati a termine?
Cento milioni di investimenti o di sprechi?
Il rapporto tra cittadini, imprese e Pubblica Amministrazione è davvero migliorato?
In quanti conoscono questo Abruzzo virtuale ma altamente informatizzato?
In una parola sono stati davvero utili i progetti realizzati o solo un pretesto per spendere fondi pubblici in appalti qualche volta contestati?
Difficile stilare un bilancio di un settore così complesso ma nevralgico al tempo stesso.
C’è di tutto, anche stranezze, inefficienze e mancanze talmente evidenti che balzano anche agli occhi di un profano.
Ci si domanda come mai nessun ente pubblico -e magari anche la giustizia- abbia mai fatto chiarezza su questo immenso buco.
Pare infatti ci siano stati negli anni diversi esposti presentati ad alcune procure della Repubblica che non hanno avuto risvolti pubblici.
Per non parlare del paradosso che su questi progetti, finanziati con l’intento di «aumentare la trasparenza e la partecipazione civica», non si trovino informazioni su chi, quando, a quale costo abbia realizzato cosa.
Insomma li abbiamo finanziati sulla fiducia. Oggi però vogliamo conoscere e sapere se qualcosa è andato storto.

LA REGIONE CORREVA AI RIPARI.

Tutto parte dall’Europa.
Ma le «registe» sono le Regioni.
Così, alla debolezza dell’Abruzzo in campo tecnologico, l’amministrazione regionale risponde con la Legge Regionale n.25 del 2000 che introduceva molte novità per perseguire lo sviluppo della “Società dell’Informazione”.
Da buona stratega, la Regione ha compilato, o meglio ha fatto compilare alla I.P.S srl (aggiudicataria dell’appalto di cui non si conosce l’importo) il cosiddetto “piano d’azione”.
Non manca la costituzione (leggi:uffici, responsabili, dipendenti) di “Struttura Speciale di Supporto Sistema Informativo Regionale” che funge da referente per la programmazione e del coordinamento del Sistema Informativo Regionale.
In quell’occasione venne anche istituita l’Agenzia Regionale per l’Informatica e la Telematica (Arit) con il compito di gestire un settore divenuto importante anche per l’entità dei finanziamenti. Tutte le gare d’appalto degli investimenti in Information Technology sono state espletate dall’Arit.
Molte in questi anni sono già state analizzate da PrimaDaNoi.it, ce ne sono però altre che furono fortemente contestate per i metodi utilizzati e incongruenze mai spiegate che hanno alimentato atroci sospetti. Poi anche quelli finiti nel dimenticatoio.

LE CIFRE DELLA RIVOLUZIONE TECNOLOGICA

Per realizzare tutti gli interventi era prevista (dall’Accordo quadro tra Governo e Regione del 2002) una copertura finanziaria totale di 27,5 mln di euro erogati in parte dal Cipe (19,6 mln) e dai fondi Docup (7,9 mln).
Successivamente sono arrivati tre atti integrativi del primo accordo. Tradotto: tanti ambiziosi obiettivi e altrettanti milioni di euro stanziati. Il primo atto integrativo del 2004 metteva sul piatto della rivoluzione tecnologica altri 24 mln di euro.
Il secondo atto, firmato nel 2005, prevede un finanziamento di 41 mln di euro (Fondi Cipe e Docup).
Nella terza integrazione, la cifra scende a 8,6 mln (fondi Cipe).
In totale 101,1 mln di euro. A lavoro sulla miriade di progetti informatici ci sono, oltre ai dipendenti dell’Arit, altri 40 consulenti esterni per una spesa complessiva solo per l'anno 2010 di 480 mila euro.

TUTTI I PROGETTI … O QUASI

Gli interventi previsti dall’accordo quadro (APQ) sono 14.
Ma possiamo sapere qualcosa di più (si fa per dire) solo dall’undicesimo in poi.
Gli altri non ci sono sulla pagina istituzionale (la trasparenza in zona Arit non è mai stato un punto di eccellenza…).
Ma anche per quelli contemplati la storia è monca e molto spesso da immaginare a piacimento in quanto il capitolato e l’esito della gara non ci sono.
Tra i progetti finanziati figurano: ristrutturazione della sede del centro tecnico della Com-Net-Ra (€ 650 mila); Infrastruttura Centro Tecnico ComNet e poli di erogazione servizi provinciali sulla ComnetRA (2,2 mln); Intranet della Regione Abruzzo (2,1 mln); Infrastruttura di comunicazione Enti Locali della Regione Abruzzo (5,2 mln); Sistema di gestione di servizi centro tecnico e poli di erogazione servizi provinciali Comnet-RA; Servizi applicativi avanzati erogati sulla ComNet-Ra (1,5 mln); Servizi di cooperazione applicativa ed integrazione anagrafi erogati sulla ComNet-RA (1 mln); Carta Servizi Generali per i cittadini della Regione Abruzzo (650 mila); Servizi integrati catastale e geografici per il monitoraggio amministrativo del territorio (2,1 mln).
Insomma come se comprassimo un libro da 15,4 mln di euro ma potessimo leggere solo il titolo. Siamo all’oscuro dell’autore e del contenuto.
Obiettivo trasparenza: colpito e affondato.

APQ13-11: Centro Servizi Territoriali.
Anche qui non si può sapere chi ha realizzato e quanto è stato speso perché sul sito ufficiale del Docup, c’è solo il titolo (esattamente solo quello che qui vedete in grassetto).
Eppure si tratta di 3,7 mln di euro.
Non mancano relazioni di monitoraggio che mostrano «benefici medio-alti» per tutti (cittadini, amministrazioni, imprese) ottenuti grazie ai centri di servizi territoriali. Ma in quanti di voi prima di oggi hanno mai sentito parlare di un posto «dove si diffonde una gamma di servizi informativi di e-government che consentono realmente un deciso innalzamento dell’offerta di servizi che la Pubblica Amministrazione locale fornirà ai cittadini ed alle imprese»? Ed invece pare che esista a Sulmona (città scelta perché ricompresa nell’area Obiettivo2).
Il tutto è gestito anche da una società amministrata da Paolo D’Amato e costituita nel 2007 dal Comune di Sulmona, il Comune di Avezzano, le Comunità Montane Peligna, Alto Sangro e Altopiano delle Cinquemiglia, Sirentina, Valle del Giovenco, Marsica 1, e Valle Roveto.

APQ13-12 Realizzazione del sistema informativo per il “Portale Integrato Multicanale”.
Il progetto è volto alla realizzazione di una piattaforma infrastrutturale che permetta di presentare e accedere a servizi erogati sia dagli enti locali che centrali.
Il costo complessivo è di 947.690,00 euro e la gara è stata aggiudicata nel 2002 ad un raggruppamento temporaneo di imprese (RTI) composto da Telecom Italia Spa (Milano), Finsiel spa (Roma),Sediin spa (Roma).
Ma la cifra stanziata nell’accordo di programma era di 1,3 mln di euro.
Cosa si è realizzato con la differenza?
Comunque il portale è consultabile al seguente link. I contenuti in alcune parti sono la fotocopia di quanto già visibile sul sito dell’Arit ma evidentemente pagati come “originali”, un copia-incolla decisamente costoso.
Si trovano concentrati su una stessa home svariati link sull’Abruzzo (turismo, arte, foto).

APQ13-13 Realizzazione del sistema informativo del “Centro Servizi sul Turismo Culturale”.
C’è il capitolato.
Il termine per la presentazione delle offerte è scaduto il 25 ottobre 2002 ma non è dato sapere l’esito della gara.
Cifra stanziata 2,2 mln di euro.
Soldi realmente utilizzati nella totalità o in parte?
Da realizzare un sistema Informativo per la gestione del Centro Servizi sul Turismo Culturale e il relativo portale; una banca dati turistica della Regione Abruzzo; una rete locale per il Centro Servizi sul Turismo Culturale; avviamento, test, attivazione e formazione all’utilizzo del Centro Servizi sul Turismo. Il tutto da fare nel 2003.
Ma se per un attimo provassimo a fare i turisti ed ad inserire su Google “turismo culturale Abruzzo” avremmo delle spiacevoli sorprese.
In verità il sito esiste ma è accessibile facilmente solo dal sito dell’Arit (che tutti i turisti conoscono…).
La visita di questo portale poi non gioverebbe a molto: da una ricerca potrebbe risultarvi che a Pescara non ci sono biblioteche o musei d’arte e addirittura che a Chieti non ci sono teatri.
Obiettivo di far conoscere l’Abruzzo raggiunto?

APQ13-14 Realizzazione del sistema informativo per lo “Sportello Unico per le Attività Produttive”.
Anche qui, largo spazio all’immaginazione.
C’è solo il capitolato di una gara scaduta nel 2002. L’intervento prevede la progettazione e realizzazione di un sistema informatico che attua lo Sportello Unico per le Attività Produttive (SUAP), nonché per la formazione degli utenti, per la gestione dello start-up del servizio e per l’assistenza tecnica. L’importo stanziato è di 2,2 mln
di euro. Il portale allo scopo di «divulgare tutte le iniziative dell’Abruzzo» è stato realizzato ma forse è poco frequentato: le notizie in home page nella sezione “In vetrina” risalgono al 2003.
Inoltre molte sezioni sono un duplicato di quelle già inserite nel sito della Regione. Obiettivo “stare al passo con i tempi” raggiunto? Una faticaccia davvero costata una somma spropositata, un insulto alle vere professionalità ed un pugno nello stomaco alle casse pubbliche.
E’ passato quasi un decennio. E’ tempo di risposte: oggi tocca alla giunta Chiodi che sarà agevolata visto che tutto partì con Giovanni Pace (Pdl) al quale seguì una “corposa” parentesi, seppure breve, del duo Del Turco-Quarta.


Manuela Rosa 08/01/2010 8.24

* DOVE SONO FINITI ALTRI 24 MILIONI DI EURO?


IL SITO DEL TURISMO CULTURALE (VUOTO) DA 2,2MLN
...E IL SITO DEI MUSEI D'ABRUZZO RISCHIA DI CHIUDERE
IL SITO DELLO SPORTELLO UNICO: VUOTO
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Autore Albero
Vinc
Inviato: 2/3/2010 18:21  Aggiornato: 2/3/2010 18:21
Commentatore Neofita
Iscritto: 2/3/2010
Da:
Inviati: 1
 Re: Il mistero dei 100mln dell’Europa per progetti inform...
Secondo il IV rapporto di sintesi del CNIPA del 17 aprile 2006 risulta che in Abruzzo sono stati avviati e finanziati in Abruzzo solo 4 progetti su 134 cofinanziati a livello nazionale. Il primo progetto abruzzese in termini di avanzamento è denominato “Provinciaunica” che riguarda la Provincia di Pescara di cui viene dichiarato il costo totale di 1.671.098 euro cofinanziato per 600.000 euro e il cui stato di avanzamento verificato è del 87%, segue “Citt@dino+” relativo ad un gruppo di comuni per lo più del chietino ma anche del teramano (Roseto degli Abruzzi) con ente capofila il Comune di Francavilla al mare, progetto da 3.366.150 euro cofinanziato con 1.500.000 euro e verificato lo stato di avanzamento per 83%. In una fascia critica per i ritardi sui tempi previsti compare ComNet – Ra coordinato direttamente dalla Regione Abruzzo, progetto da 5.460.000 euro cofinanziato per 1.140.000 euro con uno stato di avanzamento verificato del 50%. Infine troviamo il progetto “Intema 2000” relativo ad un nutrito stuolo di Comuni del teramano e dell’Aquila coordinato dalle Province di Teramo e dell’Aquila e con un costo previsto di 3.857.000 euro con un cofinanziamento di 200.000 euro il cui stato di avanzamento verificato è del 41%. Ma se oggi, febbraio 2010, quasi 4 anni più tardi rispetto alla stesura di questo “rapporto ” andassimo a vedere come sono stati spesi i circa 15 milioni di euro dei 4 progetti, di cui 3.440.000 euro di solo cofinanziamento del Ministero ci accorgiamo che:



A) Provinciaunica il progetto che vede come ente capofila la Provincia di Pescara e il suo presidente Pino De Dominicis, che avrebbe dovuto raccogliere 43 comuni e fornire 39 servizi al cittadino e alle imprese. Portale oscurato.

B) Citt@dino+ progetto dei comuni del chietino con ente capofila il Comune di Francavilla. Portale oscurato.

C) ComNet – Ra definito sul sito dell’ARIT “una infrastruttura per la sicurezza ICT nel cui ambito opererà un Centro per la Sicurezza attraverso il quale realizzare i servizi di gestione della sicurezza a supporto dell’azione definita dai molteplici progetti ICT individuati ed in corso di realizzazione.
L’infrastruttura di sicurezza è costituita da una infrastruttura di interconnessione sicura (IIS) della COMNET-RA e da un insieme di servizi di sicurezza (SSIC) a protezione dei domini logici delle amministrazioni appartenenti alla community network Abruzzese.” Se ne ignora l’utilizzo, ma tali servizi di sicurezza si possono oggi acquistare da società ICT per qualche centinaia di euro.

D) Intema2000 intanto è l’unico ad essere pubblicato e visibile sulla rete, quantunque non ci risulta sia mai divenuto un portale attivo e capace di erogare servizi, piuttosto ci sembra in una versione di primo approccio ai processi, visto che se seguiamo le indicazioni per ottenere ad esempio un “atto di nascita”, ci accorgiamo che dopo aver compilato il form con i dati richiesti, bisognerà andare in comune dotati di documento di identità per il ritiro del documento. Praticamente un processo assolutamente inutile, che invece di semplificare aggiunge un ulteriore passaggio per l’ottenimento del documento richiesto.
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