Martedì 09 Febbraio 2010
Ultimo Aggiornamento:
09/02/2010 ore: 16:52:15


Visite: 14.575.350

Centrale Snam e politica “gasata”: il progetto sulla carta rispetta l’ambiente

SULMONA. Un impianto contestato in mezzo al verde.





APPROFONDIMENTO Dodici ettari di territorio occupato, un’area impianti, un’area per 4 fabbricati, piazzole e strade a larghezza automezzi. Gas e cemento per la centrale che la Snam vorrebbe piazzare a Sulmona: un impianto di 3 turbine che occuperà l’area che apre alla Majella, a 2 km dalla città. Paura per l’ambiente: 64 microgrammi di inquinanti l’ora per metrocubo e rumore fino a 60 decibel nell’area intorno alla centrale.

«Livelli sotto i limiti di legge», dice la Snam: ma molti non la pensano così. Nelle casse del Comune arriveranno 1,5 milioni di euro.
La vicenda della centrale Snam è, forse più di tutto, un groviglio di palazzo che la classe politica sulmonese, in anni di governabilità a singhiozzi, è riuscita a preparare per la cittadinanza.
Una storia fatta anche di superficialità amministrativa e di indifferenza pubblica (solo oggi risvegliata dall’azione di lotta di un comitato civico). Ancora una volta il nostro territorio rischia di essere “invaso” da qualcosa che lo muterà.

IL PROGETTO “NERO SU BIANCO”

É arrivata fino a Sulmona la “macchina del gas” e adesso rischia di rimanerci per sempre. D’altronde, il piano di trasporto della Snam Rete Gas attraversa più di mezz’Italia, partendo dall’Algeria per far correre il gas da Brindisi fino all’Emilia Romagna.
Una corsa che, a causa della crescente richiesta del gas e del problema degli approvvigionamenti dall’estero, sta accelerando grazie al potenziamento della rete di trasporto già esistente.
L’obiettivo, dunque, era (ed è) di costruire una nuova struttura di collegamento tra il metanodotto esistente Bernalda-Brindisi e il metanodotto del Transmed, Campochiaro-Sulmona, da poco terminato.
Da qui la struttura proseguirà fino a Foligno, da Foligno a Sestino, e da Sestino si ricongiungerà al nodo esistente di Minerbio, dove convergono i metanodotti esistenti del Transmed e dell’Importazione dalla Russia.
Il tutto- come si legge dal voluminoso progetto (dicembre 2004) trasmesso dalla Snam e riaggiornato nel luglio 2007- permetterà di far entrare nella rete un quantitativo pari a 28 milioni di m3/giorno, equivalenti a circa 8 miliardi di m3/anno.
Miliardi di metri cubi di gas che passeranno attraverso i collegamenti funzionali del percorso (sono 5 i lotti previsti dalla Snam per 166,72 km di condotta che attraverseranno 4 regioni e 20 comuni abruzzesi su 28 totali) e che dovranno essere risospinti dall’azione di una nuova centrale a compressione, da situare, appunto, a Sulmona.
Sulla carta il piano della Snam non ha fatto una piega fino a quando, a più di qualcuno, non è venuto di chiedersi cosa stesse realmente accadendo.
E purtroppo non è stata la politica, ma un gruppo spontaneo di cittadini che poco a poco, quasi naturalmente, dando la scossa ad un’intera comunità, è diventato comitato “No Snam”.
E il perché sta in quei numeri del progetto che nessuno vuole spiegare, e che a leggerli fanno pensare ad un cambiamento troppo drastico per la città.
Aperta parentesi: la richiesta inoltrata una settimana fa al Comune di Sulmona per visionare il progetto, ancora non trova risposta.
La “trasparenza” di certi dirigenti pubblici però non è pari a quella del gas…

UNA CENTRALE, 12 ETTARI DI TERRITORIO SOTTRATTI

La centrale «a compressione e spinta» andrà a sottrarre un’area pari a 118.000 mq: vale a dire 12 ettari di terreno a destinazione agricola, come prevede il piano regolatore, attualmente coltivato (vi sono molti uliveti) e posto ad una distanza di 2 chilometri dalla città. L’area si trova vicino al cimitero, tra Case Pente e Case San Mariano, ed è scarsamente abitata.
Nessuna interferenza, dunque, con le aree protette: «il sito è a distanza di qualche chilometro dal perimetro del Parco della Majella e dai siti d’importanza comunitaria più vicini».
Poi, secondo la pianificazione provinciale, «Sulmona non fa parte del sistema dei beni naturali, mentre rientra nel sistema dei centri storici» e il nucleo vicino di Case Pente, «segnalato come sito archeologico», è fuori dall’area di centrale.
Insomma, tutto molto vicino, ma di fatto fuori dai territori “protetti”.
Come si legge nello studio, però, «il sito del progetto è classificato, insieme all’intera piana sulmonese, come area di preminente interesse agricolo».
Area che, nel caso di ok del Ministero dell’Ambiente sulla compatibilità ambientale dell’opera, «comporterebbe necessariamente -come si legge ancora- la variazione automatica della destinazione d’uso del piano regolatore da zona agricola a zona industriale».
Un passaggio da non sottovalutare che, come molti temono, potrebbe portare a costruire altre opere e risucchiare altro territorio.

UN IMPIANTO, DUE AREE

Secondo il progetto, l’impianto si estenderà in due aree distinte: un’area impianti ed un’area fabbricati, corredate da strade e piazzole.
Nell’area impianti, verranno installati i turbocompressori della centrale (che sono 2 da 11 MW e uno pari di scorta) collocato ciascuno in un cabinato insonorizzato, e le tubazioni di trasporto del gas).
Quattro, invece, i fabbricati costruiti di fianco: di questi, l’edificio principale comprende sala controllo, sala supervisione, sala quadri elettrici, uffici, servizi, officina e magazzino.
Nell’area della centrale saranno presenti poi una rete stradale asfaltata, corridoi pavimentati, aree verdi ed un’area adibita a parcheggio automezzi e mezzi antincendio.
Tutt’intorno alla centrale, delimitata da apposita recinzione, correrà una rete di distribuzione acqua antincendio e sarà previsto anche un accesso secondario all’impianto.
Tutte le strade (interne ed esterne alla centrale) saranno commisurate alla larghezza di autoarticolati.
Venendo alla centrale, l’assetto iniziale dell’impianto prevede 2 unità da 11 MW in moto ed una unità da 11 MW in scorta.
Anche se- come da progetto- «saranno previsti spazi per possibili ampliamenti futuri».
Inoltre, l’impianto avrà due collettori di aspirazione del gas e due di mandata, uno collegato al “Game B del Transmed” e l’altro al tubo dell’Adriatica.
I gasdotti in uscita saranno, però, tre: ai due sopraccitati, si aggiunge, infatti, un terzo collettore collegato ad un tubo per il gasdotto futuro proveniente dal nord Africa.
La centrale funzionerà poi praticamente in maniera automatica, tramite un apposito sistema di telecomando dalla sede di San Donato Milanese.
Il personale, dunque, sarà di 6-7 persone.

I TIMORI PER GLI IMPATTI SULL’AMBIENTE

Gli impatti sull’ambiente (natura ed uomo) si avranno «sia in fase di costruzione che in fase di esercizio», anche se sono quelli di esercizio a preoccupare di più. Come ammette, infatti, la stessa Snam nel capitolo sul quadro di riferimento ambientale di 126 pagine, «la durata della fase di costruzione è alquanto limitata rispetto al periodo di vita dell’impianto».
Alla fase di cantiere è associato il sollevamento di polveri, rumore piuttosto percepibile (il limite di 70decibel diurno potrebbe essere superato nei pressi di Case Pente), sversamenti accidentali di sostanze inquinanti su acque (superficiali e di falda) e suolo, disturbo della fauna presente nell’area (anche se fauna minore e avifauna).
Tutti elementi che- si dice nello studio- potrebbero avere una ricaduta solo indiretta sulla salute pubblica.
Altra questione quella degli impatti legati alla fase di esercizio della centrale.
Per quanto riguarda l’inquinamento atmosferico, l’impatto dell’opera è legato soprattutto alla produzione dei fumi di combustione dai turbocompressori e dalle caldaie di riscaldamento dei gas.
Fumi che contengono sostanzialmente due inquinanti principali: ossidi di azoto e monossido di carbonio).

«EMISSIONI AL DI SOTTO DEI LIMITI»

Secondo la Snam, non c’è nulla di cui preoccuparsi: in entrambi i casi, i livelli di concentrazione sono ampiamente al di sotto dei valori critici per la salute umana, fissati dall’Organizzazione Mondiale della Sanità.
Ma quei 12 microgrammi/m3 di monossido di carbonio l’ora che si produrrebbero, come valore massimo di concentrazione, nell’area intorno alla centrale, anche se inferiori ai livelli di guardia (30 milligrammi su metrocubo l’ora), fanno paura.
Come pure i 52,2 microgrammi/m3 di ossidi di azoto l’ora previsti come livello di concentrazione massimo nella stessa area (limite fissato: 200 milligrammi per metrocubo l’ora).
La diminuzione della qualità dell’aria è l’effetto minimo previsto dalla Snam, anche se, in un territorio di 58 mq e più di 25mila abitanti come Sulmona, potrebbe anche pesare di più.

FATTORE RUMORE

Poi, c’è il fattore rumore, che potrebbe rivelarsi il nemico peggiore.
L’area di insediamento dell’impianto, è definito dalla stessa Snam «ad elevata qualità acustica», e questo incide già per la fase di cantiere dell’opera. Con l’impianto a regime, sarebbe da valutare quanto inciderebbero le emissioni rumorose più forti (da turbocompressori e sistemi di raffreddamento), sommate a quelle minori, sulle zone abitate più vicine, soprattutto durante la notte. Dai risultati delle simulazioni, «il livello di rumore generato sul perimetro dell’area della centrale- si legge nel progetto-risulta sempre essere inferiore a 60 decibel».
Valore che è al di sotto dei limiti nazionali, ma che -come ravvisa la Snam- è applicato «in quanto per il comune di Sulmona manca una zonizzazione acustica».
In altre parole, sulla carta siamo in regola, ma nei fatti la sostanza potrebbe cambiare, anche perché secondo la suddivisione dei campi sonori rapportata al danno acustico, la fascia da 36 a 65 decibel è classificata come «rumore fastidioso e molesto che può disturbare il sonno e il riposo».
Da considerare che il piano campagna verso il fiume Vella sarà spianato per formare tre grandi piazzali. Senza contare che la struttura del luogo, costituita da appezzamenti regolari, verrà completamente manomessa dalla realizzazione dell’opera.
Insomma, in totale se ne andrebbe una bella fetta di territorio, forse non di alto pregio naturalistico (come è scritto tra le motivazioni a collocare la centrale proprio qui), ma pur sempre uno strappo messo in atto proprio sotto lo sguardo della Majella.
Un affare che porterà 1milione e 500mila euro nelle casse del comune di Sulmona (secondo gli ultimi accordi con la Snam), ma che, forse, trasformerà per sempre questa città.

Angela Di Giorgio 09/02/2008 10.08

VEDI DOVE PASSA IL METANODOTTO


LA RICOSTRUZIONE FOTOGRAFICA: ORICOLA-SULMONA


LA RICOSTRUZIONE FOTOGRAFICA: SULMONA-FOLIGNO


LA RICOSTRUZIONE FOTOGRAFICA: SULMONA-FOLIGNO 2


19999 letture |
Condividi: FB OK Notizie Twitter Google Yahoo    Altre Azioni: Pagina stampabile Invia questo articolo ad un amico
ANNUNCI
VENDO:





CERCO:



Nautica e imbarcazioni
cerco: inbarcazione



ABRUZZO IN WEB
Viaggi ed Eventi
ANDANASBLINDA VACANZE

Notizie e Politica
Torricellapeligna.com

Siti commerciali
Case a Giulianova


Scienze e Tecnologie
6aprile2009.it


RUBRICHE
Economia
Il futuro della Walter Tosto è il nucleare
CHIETI. Walter Tosto SpA, leader nei grandi impianti di caldareria (fatturato 2009: 100 milioni; Ebit: 6 milioni), ha conquistato a fine 2009 due commesse da circa 23 milioni di euro complessivi, una in Brasile e l’altra in Arabia Saudita.

Economia
Autoporto di San Salvo, la Cna: si passi ora dalle parole ai fatti
SAN SALVO. «Il centro di smistamento delle merci di Piana Sant’Angelo di San Salvo ha subìto la stessa sorte delle strutture gemelle sparse per l’Abruzzo».

A tavola
Pallotte cace e ove (polpette uova e formaggio)
LA RICETTA DEL GIORNO. Una volta era una pietanza povera fatta nelle case dei pastori abruzzesi per utilizzare gli avanzi delle caciotte. Oggi viene servita nei migliori ristoranti di cucina tipica regionale.

Salute
Droga, affidato alla Asl teatina un progetto milionario
CHIETI. La nuova Asl Lanciano–Vasto–Chieti è stata scelta come ente affidatario di un progetto voluto e finanziato dal Dipartimento Politiche Antidroga per la costituzione di un network italiano degli osservatori sulle dipendenze.


Solo gli utenti registrati possono lasciare commenti.
Se non sei ancora registrato, clicca qui
 
I commenti sono proprietà dei rispettivi autori. Non siamo in alcun modo responsabili del loro contenuto.

Autore Albero
pietropalma
Inviato: 1/4/2008 22:50  Aggiornato: 1/4/2008 22:55
Commentatore Neofita
Iscritto: 26/9/2007
Da: contrada Savini Ortona
Inviati: 32
 Re: Centrale Snam e politica “gasata”: il progetto sulla ...
SULMONA SVEGLIA!!!
Cominciate a ribellarvi, bloccate le strade statali, fate qualcosa, non lasciate che l'Abruzzo, regione verde d'Europa, si sporchi di grigio.
Queste compagnie una volta cominciato non si fermano più...

Noi di Ortona ci siamo riusciti anche con il vostro aiuto, cominciate ad organizzarvi e poi vedrete che molti si uniranno a voi, così come è accaduto al nostro comitato.
quarda le foto della manifestazione di Pescara contro la petrolizzazione della regione dove eravate presenti.
Pietro Palma CNV

Autore Albero
WDV
Inviato: 15/5/2008 5:49  Aggiornato: 15/5/2008 5:49
Commentatore Neofita
Iscritto: 18/10/2007
Da: Pescara
Inviati: 11
 Re: Centrale Snam e politica “gasata”: il progetto sulla ...
Vero, pero' sapete come vanno a finire queste cose? l'ENI dara tanti soldini a coloro che daranno il via libera ai lavori e tutto verrà
presentato come a 0 impatto ambientale, così i politici avranno le pance piene, noi poveri cittadini qualche tumore qua e là, e l'ENI farà la sua bella figura di azienda bella buona (come sempre)....

Autore Albero
simbasil
Inviato: 7/6/2008 13:38  Aggiornato: 7/6/2008 13:38
Commentatore Neofita
Iscritto: 12/3/2008
Da:
Inviati: 4
 Re: Centrale Snam e politica “gasata”: il progetto sulla ...
ciao, una situazione del genere si è verificata a imola dove HERA sta costruendo una centrale turbogas, i cittadini allarmati hanno creato un comitato cittadini contro questa centrale, alcuni membri fondatori del comitato sono entrati a far parte del RAB (Residential Advisory Board) per cui il progetto è stato molto migliorato rispetto al progetto iniziale ed è presente la possibilità di controllo da parte dei cittadini dei vari progetti, permessi, autorizzazioni ecc. di Hera inerenti alla Centrale.
http://www.cittadiniperlasalute.org/
http://vivere.comune.imola.bo.it/governo/forum/rab.htm

Autore Albero
lucapanta
Inviato: 8/6/2008 12:52  Aggiornato: 8/6/2008 12:52
Senza peli sulla lingua
Iscritto: 27/5/2008
Da:
Inviati: 257
 Re: Centrale Snam e politica “gasata”: il progetto sulla ...
Ci si ostina con questa politica energetica obsoleta che ignora l'evoluzione storica delle materia prime: il petrolio (e simili) ormai rappresentano il passato. Non è una questione di NIMBY, di partito-del-no: come ha detto D'Alessandro (Pd) al convegno-manifestazione al comune di Pescara contro il centro Oli, qui si tratta di scegliere il modello di sviluppo della nostra regione. La scelta è tra:

a) puntare su un modello superato e retrogrado, sporco e inquinante;
b) puntare su un modello moderno e futuribile, poco costoso, pulito e rinnovabile.

Fate vobis.

Autore Albero
svegliatevi
Inviato: 16/9/2008 23:52  Aggiornato: 16/9/2008 23:52
Commentatore da Bar
Iscritto: 16/9/2008
Da:
Inviati: 59
 Re: Centrale Snam e politica “gasata”: il progetto sulla ...
Caro lucapanta, ti sbagli proprio, tant'è che la sindrome N.I.M.B.Y. che va di moda come l'i-phone e che sta colpendo molti abruzzesi in questo periodo, sta mutando come un pericoloso virus nella sindrome B.A.N.A.N.A.. Per i pochi che non hanno dimestichezza con questi acronimi spiego subito che la sindrome NIMBY è quella che senza febbre alta nè allucinazioni fa dire: "costruite quello che volete ma non dietro casa mia...". La sindrome BANANA, ben più grave, riassume il concetto: "non costruire assolutamente niente in alcun luogo vicino a niente".
Da quello che leggo vi opponete a piattaforme, centrali gas, centrali di trattamento olio che magicamente diventano petrolchimici, raffinerie e abra cadabra centrali nucleari... ora neanche più il gas si può comprimere per usarlo nella rete nazionale? Ma come, il beneamato gas che usiamo nelle macchine per non inquinare, quello che esce dai fornelli per cucinare o che usiamo in inverno per scaldarci?? Ah scusa, tu ti riferisci a quel modello di sviluppo moderno, e futuribile, poco costoso, pulito e rinnovabile che prevede di girare con l'asinello, scaldarci e cucinare col focolare e le candele sulla tavola? Romantico!

Troppo facile sparare a zero su tutto, raccogliere applausi, fare i Brave Heart della situazione, pronosticare incidenti catastrofici e tracolli economici del turismo abruzzese... ma toglimi una curiosità: dove stà tutto questo turismo di cui ci vantiamo? 4 sdraio e 2 alberghi fanno turismo? Ma sei mai stato una o due regioni più a nord? Ti garantisco che li le piattaforme si vedono dalla spiaggia ma la gente il bagno se lo fa lo stesso senza problemi e hanno strutture ricettive da far paura!!

Dai siamo seri, ti sembra un atteggiamento corretto quello di dire NO a priori su tutto?? Costruttivo e propositivo come intendeva Simbasil 2 post fa?? Ormai tutti pretendono comodità e servizi ma nessuno è disposto a rinunciare a nulla.

Mi spiace dirlo ma noi abruzzesi come mentalità siamo rimasti veramente indietro...

Saluti
http://vacanzadaprecaria.weebly.com/

Login

Nome utente:

Password:


Hai perso la password?

Registrati ora!

CONSIGLI PUBBLICITARI


AbruzzoMeteo.it