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Proroga bando Gal: nelle comunicazioni di D’Alfonso le pressioni per prorogare i termini

Scontro tra direttore e il dirigente il quale si è opposto ritenendo inesistenti le ragioni di proroga

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ABRUZZO. Pressioni, rifiuti, ancora pressioni e poi il via libera: è questo lo scenario che si delinea dalla lettura delle missive incrociate tra il presidente D’Alfonso e il Dipartimento Agricoltura della Regione per ottenere una proroga (proprio in vista della scadenza dei termini) del bando per la costituzione dei Gal, i gruppi che gestiscono i contributi finanziari erogati dall'Unione europea.

Sul caso nelle scorse settimane aveva acceso i riflettori il presidente della Commissione Vigilanza, Mauro Febbo, che si chiedeva sostanzialmente una cosa: chi si vuole avvantaggiare riaprendo i termini?

La risposta non è arrivata ma adesso, proprio Febbo, ha scovato tutto il bollente carteggio tra gli uffici regionali per far in modo che i termini venissero realmente riaperti.

Il tutto, a giudicare dalle carte ufficiali, sarebbe partito dal presidente della Regione, Luciano D’Alfonso, intervenuto direttamente negli aspetti di gestione affinché il direttore si adoperasse per una proroga del bando a ridosso della scadenza del 9 settembre.



LA PRIMA LETTERA DI D’ALFONSO

Dunque il giorno prima della scadenza (l’8 settembre) D’Alfonso scrive al direttore del dipartimento Politiche dello Sviluppo Rurale, Antonio Di Paolo e a lui chiede di «procedere ad una dilazione del termine di scadenza del bando in argomento, per lo meno di altre sette giorni».

D’Alfonso nella sua lettera scrive che alcuni candidati hanno manifestato «la loro intenzione di presentare le rispettive candidature ma hanno messo in rilievo, colpevole anche il periodo di ferie estive appena trascorso, che il tempo messo a disposizione dal bando da un lato non è sufficiente per collazionare la complicata e complessa documentazione richiesta e dall'altro non è di per sè sufficiente per generare le condizioni negoziali necessarie per sviluppare gli accordi di partenariato».

Da qui la richiesta di una dilazione di 7 giorni per «consentire la massima partecipazione possibile da parte dei Gal».



NON SI PUO’ FARE

A questa prima nota, il direttore Antonio Di Paolo risponde alle 19.30 con una mail dove spiega «che non sussistono margini ragionevoli per consentire alcuna proroga della scadenza» visto sia i tempi troppo stretti imposti dai regolamenti Comunitari sia perché i Gal interessati a partecipare al Bando erano «a conoscenza da tempo, essendosi data risposta negativa (nello specifico alle richiesta della Camera di Commercio di Chieti per il Gal Costa dei Trabocchi, il 6 settembre), a cura dei competenti Dirigenti, a tutte le domande di dilazione pervenute».

Il direttore, insomma, sembra categorico, sottolinea di essere «vivamente spiacente» ma sembra fermo.



RUFFINI TORNA ALL’ATTACCO

Non soddisfatto della risposta il presidente D’Alfonso all’indomani, giorno della scadenza e precisamente alle ore 13, ordina al suo collaboratore Claudio Ruffini una seconda nota più convincente

La eventuale proroga si accorcia e si passa dai 7 giorni della prima richiesta a 3 giorni con la specifica di non volere, con questa richiesta «entrare in tecnicismi che, opportunamente, devono essere governati e gestiti dalle competenti autorità incardinate presso le strutture del suo dipartimento».

Dunque viene indicata con precisione data e ora della chiusura del bando, ossia alle ore 14 del 12 settembre motivando che tale breve proroga «consentirebbe ai soggetti interessati, visto l’approssimarsi delle giornate di Sabato e Domenica, di poter concludere le relative istanze di candidatura al fine di depositare secondo le modalità prescritte dal bando».



RICHIESTA ACCORDATA

Ed ecco che nel tardo pomeriggio, sul filo di lana della scadenza, arriva la tanto attesa proroga e viene pubblicata sul sito della Regione Abruzzo.

«Un atteggiamento senza precedenti. Ci chiediamo a questo punto se – denunciano i consiglieri Mauro Febbo e Paolo Gatti – l'ingerenza manifestata sia servita ad allargare la partecipazione o solo ad agevolare un concorrente ritardatario. Certo, il fatto che della proroga di tre giorni abbia beneficiato un solo raggruppamento, desta sorpresa e lascia molti dubbi. In tutto questo è da rimarcare il ruolo dell'assessore regionale alle Politiche agricole che formalmente in tutta la vicenda non ha assunto alcuna posizione. Forse era occupato ad occuparsi del calendario venatorio?»



LO SCONTRO DIRETTORE-DIRIGENTE

Ma il caso non si chiude così. Infatti dalle carte in mano ai consiglieri di Forza Italia emerge che la Determina di proroga non viene firmata dal dirigente e responsabile del Servizio per l’Inclusione e lo sviluppo e l’attrattività delle aree rurali, Giuseppe Di Fabrizio, ma proprio dal direttore Antonio Di Paolo.

Qui si apre un altro giallo.

Dalle carte emerge che subito dopo la proroga c’ è una missiva del direttore Di Paolo indirizzata al dirigente Di Fabrizio con oggetto ‘inadempimento ordine di servizio’ dove Di Paolo contesta il fatto che alle «numerose mail in data 09/09/16 con l’ordine di procedere a differire al 12/09 la scadenza fissata col bando per la selezione dei GAL …e la SV ha opposto un rifiuto secco all’adempimento».

Quindi il Dirigente si è rifiutato di preparare e firmare la proroga richiesta nel tardo pomeriggio del 09 settembre.



«NON C’ERANO RAGIONI PER UNA PROROGA»

Infatti nella missiva di risposta del dirigente Di Fabrizio si legge che «non erano ravvisabili ragioni di intesse pubblico per concedere la proroga, in quanto, anzi, si sarebbe alterata la par condicio tra i concorrenti Esponendo, tra l’altro, l’Ente al rischio di polemiche, rimostranze, esposti ed iniziative giudiziali. Oltretutto, una proroga così breve e concessa all’ultimo momento…neppure avrebbe consentito un effettivo e generale ampliamento della partecipazione, ma avrebbe rischiato di avvantaggiare esclusivamente alcuni determinati soggetti a scapito di altri».


«UN PASTICCIO»

Paolo Gatti condivide il passaggio in cui il dirigente competente afferma "la netta insussistenza di ragioni giuridicamente idonee a sostenere l'ammissibilità e la legittimità della proroga"

Mentre Febbo fa notare che sempre dalla documentazione in suo possesso, si evince che alla scadenza hanno risposto sette (7) Gal tra quelli già costituiti e quelli costituendi e solo uno, del territorio teramano, è arrivato presso il Dipartimento Agricoltura utilizzando la proroga dei tre giorni concessi. Secondo la somma messa a disposizione, 24 milioni di euro, saranno solo sette i Gal finanziati e quindi uno sarà escluso.


«PERICOLOSO PRECEDENTE»

«Pertanto – concludono Febbo e Gatti – è palese il pasticcio creato. Uno slittamento solo per il week-end è una vera e propria beffa per tutti coloro che si sono impegnati, nei 69 giorni messi a disposizione, nel presentare la documentazione nei tempi stabiliti. Oggi si crea un precedente amministrativo mai verificatosi nell’attività amministrativa poiché mai vi è stata una proroga di tre giorni di un bando, decisa e resa pubblica nel giorno della scadenza, dopo averla negata solo il giorno prima, su richiesta dell'organo politico come si legge nella determina. Un atteggiamento inqualificabile e al contempo inquietante. Anche perché la stessa struttura aveva fornito, come spiega il Dirigente al suo Direttore, un diniego scritto a un’eventuale proroga alla Misura 19 a coloro che ne avevano fatto richiesta. Adesso si aprirà un’autostrada a ricorsi e iniziative giudiziali. Oggi è evidente che la trasparenza amministrativa propagandata dal presidente Luciano D’Alfonso è andata a farsi friggere andando a scalfire uno dei principi cardini della Carta Costituzionale e cioè quello del buon andamento della pubblica amministrazione. Una ennesima pessima e brutta figura nei confronti del mondo rurale con il serio rischio di bloccare e congelare 24 milioni di euro del Programma di Sviluppo Rurale. Dal canto nostro avvieremo un azione di informazione presso gli uffici competenti della Comunità europea con lo scopo di provare a salvare i fondi destinati al funzionamento e alla partenza dei GAL evitando un altro danno, l'ennesimo, alla comunità abruzzese».



PEPE: «CONTROLLI MULTIPLI: NESSUNO E’ STATO FAVORITO»  

L'assessore all'Agricoltura, Dino Pepe, spiega che: «le strategie sono sottoposte ad una rigorosa selezione che prevede la fase di ammissibilita' e poi quella di selezione. La commissione e' costituita - sulla base di un avviso pubblico - da esperti esterni alla Regione. Va sottolineato - prosegue l'assessore - che i partenariati che si fanno promotori di tali iniziative non ricevono vantaggi diretti per i loro componenti: tutte le risorse rese disponibili dal Psr saranno gestite dai Gal selezionati con procedure di evidenza pubblica. Non si spiegano quindi i toni scandalistici e il clamore che hanno accompagnato il breve differimento dei termini di invio delle domande predisposto dal direttore di Dipartimento. La Regione non ha favorito nessuno. Vinceranno i progetti migliori, vecchi o nuovi che siano».

Proroga Bando Documentazione GAL