NOMI E NUMERI

Terremoto L’Aquila e ricostruzione privata: la top 500 dei professionisti più richiesti

La grande abbuffata da 10miliardi gestiti senza appalti pubblici

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ABRUZZO. Opendata, significa una montagna di numeri e nomi buttati sul web per poter dire che “trasparenza è fatta”. Ma che cosa dicono i dati?

Dicono molto, forse non tutto ma riescono a dare una fotografia che per ora rimane la più nitida su come siano stati gestiti diverse decine di miliardi di euro piovuti sul cratere aquilano dal 2009 conteggiando le prime fasi dell’emergenza, la gestione commissariale, gli appalti per gli edifici pubblici e la ricostruzione privata.

Così si possono scoprire le ditte che hanno fatto incetta di appalti e risollevato i loro bilanci ed i professionisti che sono stati costretti ad ingrandirsi e a chiedere aiuto a colleghi per il super lavoro improvviso. Sotto questo aspetto il terremoto è stato una gran fortuna.

Ecco OpenData Ricostruzione, un progetto di ricerca del Gran Sasso Science Institute in collaborazione con l'Università dell'Aquila, il Comune dell’Aquila, gli Uffici Speciali per la ricostruzione ed ActionAid. Il progetto nasce da un accordo istituzionale tra la Struttura di Missione per il coordinamento dei processi di ricostruzione nei territori abruzzesi colpiti dal sisma del 6 aprile 2009 ed il Gran Sasso Science Institute.

I dati relativi alla ricostruzione privata riguardano tutti gli edifici di proprietà di soggetti privati (singoli cittadini, società, aziende, associazioni), localizzati tanto nel cratere del terremoto (ossia i 57 comuni più colpiti dal sisma, compreso il comune dell’Aquila), quanto in quei comuni fuori dal cratere (121) che hanno subito danni di lieve entità legati al sisma del 2009.



I NUMERI

Complessivamente, per gli interventi su edifici di proprietà privata sono stati richiesti agli enti competenti 10,4 miliardi di euro, di cui 6,5 miliardi (pari al 64%) sono stati, ad oggi, riconosciuti come effettivamente erogabili (“importi finanziati”). Di questi, 4,4 miliardi (68% dell’importo riconosciuto come finanziabile) sono già stati liquidati a seguito dell’esecuzione dei lavori previsti (“importi erogati”).

Una parte consistente di questi fondi ha riguardato il comune dell’Aquila, rispetto al quale sono stati richiesti, per la ricostruzione privata, 8,3 miliardi di euro (80% del totale dei fondi richiesti per la ricostruzione privata). Nel comune dell’Aquila, ad essere finanziati sono stati, ad oggi, interventi per 4,5 miliardi (69% del totale degli importi complessivamente finanziati) – di cui 3,5 miliardi già erogati (80% del totale degli importi erogati).

La maggior parte degli importi riconosciuti come erogabili (oltre il 95%) è stata destinata alla ricostruzione di edifici dichiarati parzialmente o completamente inagibili a causa del sisma del 2009, per un totale di oltre 22.000 strutture (che rappresentavano circa il 54% di tutti gli immobili privati nell’area interessata); una somma minore, invece, (l’4% del totale, pari a 166 milioni di euro) è stata destinata a edifici classificati come agibili dopo il terremoto.

E’ interessante notare che la ricostruzione privata comincia a essere finanziata già all’indomani del sisma, nel 2009, sebbene con cifre ridotte (112 milioni di euro).

Un incremento significativo dei finanziamenti avviene a partire dal 2010, quando si raggiungono i 624 milioni annui, mentre il ‘salto di scala’ avviene due anni più tardi, nel 2012, quando la ricostruzione privata viene finanziata con 1,3 miliardi di euro.

Il 2012 è anche l’anno in cui, fino ad oggi, sono stati maggiori i contributi destinati alla ricostruzione privata – contributi che si sono mantenuti elevati anche negli anni successivi: 1,1 miliardi nel 2013, 818 milioni nel 2014, 998 milioni nel 2015. Il flusso dei finanziamenti, naturalmente, non corrisponde al flusso di presentazione delle domande di finanziamento: la gran parte di queste, infatti, è concentrata nel primo triennio post-sisma 2009-2011 – per quanto le domande di finanziamento non si siano ancora esaurite (nel corso del biennio 2015-2016, ad esempio, sono state presentate 3.000 domande).


OLTRE 30 MILA RICHIESTE

A richiedere finanziamenti per la ricostruzione privata sono state oltre 30.700 persone (proprietari di un immobile, amministratori di condominio, presidenti di consorzio); la maggior parte delle richieste (e dei finanziamenti erogati, pari al 99%) è legata alla ricostruzione degli edifici danneggiati, mentre sono una piccola parte (535 richieste, pari all’1% del totale) è connessa ai cosiddetti “alloggi equivalenti” (in base al all’OPCM 3790/2009, infatti, nel caso riparare o ricostruire il vecchio edificio danneggiato non sia economicamente conveniente, il proprietario può chiedere fondi per l’acquisto o costruzione di una nuova unità immobiliare sostitutiva di – ed equivalente a – quella danneggiata).

Nella maggior parte dei casi, una singola persona ha richiesto il finanziamento per un solo immobile.


PROFESSIONISTI DELL’AFFIDAMENTO

Anche dal punto dei vista dei professionisti che hanno lavorato alla ricostruzione privata e che risultano responsabili delle diverse pratiche, si notano tendenze simili a quelle evidenziate rispetto alle aziende capofila: la maggior parte dei professionisti di cui si è risaliti alla provenienza (1108 su 1440, pari al 77%) proviene dall’Abruzzo, 562 dei quali dall’Aquila. Anche in questo caso vi sono professionisti che risultano responsabili di più pratiche: Antonello Salvatori è il professionista incaricato di 428 interventi, Paolo Petrella di 305, Volfango Millimaggi di 258.

La graduatoria dei professionisti per ammontare dei finanziamenti è guidata sempre da Antonello Salvatori (255 milioni di euro complessivi di interventi), seguito da Roberto Arduini (81 milioni) e Paolo Petrella (71 milioni). La parcella dei professionisti incaricati è del 10% dei lavori, si calcolano dunque per Salvatori 25,5 milioni di euro, per Arduini 8 milioni e per Petrella 7 milioni.



LA LISTA DEI 500 NOMI