L'ANALISI

Referendum: i sindaci «scatenati» non bastano e i fortini storici espugnati

In una quindicina di comuni ha vinto il sì

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ABRUZZO. I risultati definitivi del referendum sulla riforma costituzionale in Abruzzo hanno registrato una netta prevalenza di No, pari al 64,4%, quasi 5 punti percentuali in più rispetto alla media nazionale.

 

E dire che proprio qualche giorno fa il governatore Luciano D’Alfonso chiedendo ai sindaci di centrosinistra di «scatenarsi» per la vittoria del sì aveva annunciato di voler portare la regione tra le più virtuose d’Italia per aiutare l’amico Renzi. Il risultato, però, è stato esattamente l’opposto.

I Sì si sono fermati al 35,6%. I votanti sono stati 722.930, pari al 68,71% degli aventi diritto. In alcuni comuni abruzzesi, perlopiù piccolissimi, il sogno del premier si è comunque realizzato: la maggioranza della popolazione ha creduto alla sua riforma costituzionale e alla sua voglia di rimettere in moto il paese. Ma ovviamente non è bastato.


AFFLUENZE RECORD

Tra i comuni che hanno partecipato di più alla consultazione referendaria (che comunque non necessitava di quorum) ci sono stati Bussi (71,9% di affluenza), Catignano (72%), Manoppello (71,25%) Picciano (71,9%), Popoli (73%), Tocco da Casauria (74,4%), Poggio Picenze (75,7%), Sant’Eusanio Forconese (76,8%),  Villa Sant’Angelo (78%),  Sant’Omero (73,4%).

I voti si sono distribuiti in linea in tutte e quattro le province : l’affluenza oscilla infatti tra il 68,3% di L’Aquila e 68,9% di Pescara. Tra le 4 città capoluogo Chieti ha toccato il 70,2%, L’Aquila il 70,1% esattamente come Teramo e Pescara il 69,2%.


NO RECORD

Tra i comuni dove i no hanno stravinto ci sono Sant’Eusanio Forconese con addirittura il 71% delle preferenze, Popoli con il 68,9%, Arielli 67,8%, Atessa con il 66,2% dove in campagna elettorale si era affacciato il ministro Graziano Delrio.

Anche a Bucchianico i no hanno vinto con una media al di sopra di quella regionale, ovvero il 73,1% delle preferenze, a Canosa Sannita il 65,1%, a Carpineto Sinello il 72,5%, a Casacanditella 73,3%, a Castelfrentano 70%, a Frisa 70,2%, a Lettopalena il 73,4%, a Pietraferrazzana 76% (72 votanti ovvero 54 per il no e 17 per il sì), San Giovanni Teatino 70%.

A Moscufo i no hanno vinto con il 67,3%, a Cepagatti con il 71,7%, a Tagliacozzo con il 71,1%, a Scurcola Marsicana con il 71,5% a Roccaraso con il 70%



NELLE 4 CITTA’ CAPOLUOGO
A Pescara, dove si è combattuta forse la campagna elettorale più aspra (con le contestazioni al sindaco Alessandrini per aver partecipato ad una tribuna politica con l’auto del Comune) il no ha vinto con il 63,02% delle preferenze. Si tratta di poco al di sotto della media regione.
A Chieti, invece, città amministrata dal sindaco Umberto Di Primio, schierato per il no, la vittoria è arrivata con il 67,5% (+ 3%). A L’Aquila con il 64,4% e a Teramo con il 63,09%.


I COMUNI DOVE HA VINTO IL SI’

Ci sono però dei comuni dove a trionfare è stato il sì. Si tratta comunque di realtà molto piccole che comunque forniscono uno spaccato d’Abruzzo.

Nella provincia di Chieti, ad esempio ci sono Roio del Sangro dove il sì ha vinto con il 70,5% (52 votanti in tutto), San Giovanni Lipioni con il 66,6% (121 votanti).  A Colledimacine ha vinto il sì con il 54,7%: 117 votanti in tutto, 64 hanno vinto.

Il sì ce l’ha fatta anche a Gessopalena con il 51,5% (390 voti), a Montebello sul Sangro con il 56,8% (appena 51 votanti), Palmoli con il 64,1% (512 votanti).  A Gamberale, invece, testa a testa: 49% i sì e 50,9% i no (3 schede di differenza su 163 totali).

Nell’Aquilano i sì hanno vinto con il 50,7% a Scanno e il 59,5% a Acciano.



I FORTINI DEI POLITICI

I vari fortini politici come si sono comportati? A Lettomanoppello, paese d’origine del presidente D’Alfonso, il no ha vinto con appena il 56% delle preferenze (8 punti in meno rispetto alla media regionale), mentre a Roccamorice, paese dell’assessore Donato di Matteo, il No si è attestato al 60,3%, quattro punti sotto la media regionale.

A Tollo, paese dell’assessore alla Sanità, Silvio Paolucci il no ha vinto con il 59,9% mentre a Caramanico, paese di Mazzocca (è stato anche sindaco) il no ha vinto con il 58,5%. C’è da dire che Sinistra Italiana si era schierata a favore del no.

A Sulmona, fortino dell’assessore Andrea Gerosolimo, il no ha vinto con il 64,4% (in perfetta media regionale), mentre a Torano Nuovo, paese dell’assessore Dino Pepe, il no ce l’ha fatta con il 57,4%. A San Pio delle Camere, paese d’origine di Franco Marini il no ha vinto con il 64,2% mentre a Roccamontepiano, paese che ha dato i natali al vice presidente del Csm, Giovanni Legnini, il no ce l’ha fatta con il 60,8%.


… MA D’ALFONSO NON SI DIMETTE

Dopo una notte ed una mattinata di riflessione il Presidente D’Alfonso detta la linea del partito in Abruzzo: dimissioni nemmeno a parlarne.

«Gli italiani», scrive in una nota, «si sono espressi contro la riforma costituzionale proposta dal governo Renzi, e di questo bisogna prendere atto. Il premier – con un discorso di altissimo livello – ha comunicato la sua intenzione di rassegnare le dimissioni da capo dell’esecutivo. Ora sarà il Presidente Mattarella a tracciare il percorso istituzionale da seguire.

Ho sostenuto con tutte le mie forze il progetto riformatore e l’esperienza di governo di Matteo Renzi, e se potessi tornare indietro lo rifarei persino con maggiori energie, perché sono convinto della bontà di quanto veniva proposto. Sostengo ancora di più la sua attività, poiché ogni volta che c’è stato un problema lo abbiamo sempre trovato presente come persona e come istituzione.

Adesso si riparte dai voti espressi a livello nazionale e territoriale senza perdere una sola ora di tempo. Ci vediamo tra 29 mesi per il giudizio che gli abruzzesi dovranno esprimere sull’operato e sulle decisioni della Giunta regionale. Naturalmente alle elezioni territoriali metteremo in campo il lavoro straordinario di una grande coalizione, nella quale i protagonisti cresceranno a vista d’occhio».


Alessandra Lotti