LA NOMINA

Testimoniò al suo processo: D’Alfonso lo fa nominare nell’organo che controlla i lavori pubblici

La nomina di Marcantonio maturata in un clima di sinergia con i presidenti di Regione

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ABRUZZO.  Non solo la candidatura di Giampiero Leombroni alla guida dell’Aca infuoca in queste ore le polemiche sulle nomine intrecciate ai trascorsi del presidente della Regione Luciano D’Alfonso.

 

 

Il governatore, infatti, spinge per la presidenza Aca targata Leombroni, pensionato, già dirigente con D’Alfonso ai tempi di Provincia e Comune e, prima e dopo, in forza alla Toto spa, già nominato commissario all’Arap e sempre presente alle riunioni più importanti della Regione, come per esempio quelle sul contestato progetto di finanza per la costruzione del nuovo ospedale di Chieti (Maltauro) e non si sa a che titolo.

Altre polemiche sono scoppiate in pieno agosto (e forse destinate a riemergere) anche per l’enfasi con la quale D’Alfonso ha chiesto ed ottenuto dalla Conferenza Stato Regioni la nomina di un suo fedelissimo al  Consiglio Superiore dei lavori pubblici.

Si tratta di Gianluca Marcantonio, architetto, che ha al suo attivo già diversi incarichi alla Regione tra 2014 e 2015 (a guida dalfonsiana), anche per la demolizione dell’Ex Cofa, e, sempre, ai tempi di D’Alfonso al Comune di Pescara (ma anche di recente incaricato da Alessandrini).

Marcantonio è amico di lunga data del presidente e nel 2006 mentre la famosa villa di Lettomanoppello di quest’ultimo era in costruzione fornì consigli, dettagli e cronoprogramma così come dichiarò nell’aula 1 del tribunale di Pescara nel corso del processo Housework che ha assolto tutti gli imputati cancellando  gli oltre 40 capi di imputazione.

Per D’Alfonso la nomina è la prova lampante della «forza» guadagnata dall’Abruzzo (grazie a lui) in seno alla Conferenza delle Regioni con la preziosa intercessione del presidente Stefano Bonaccini utile anche nella vicenda Ryanair.

Il governatore ha annunciato: «useremo questa competenza e questa familiarità dal punto di vista della coincidenza con l'Abruzzo per tentare velocemente di risolvere tutte le partite aperte: i dragaggi portuali, il completamento della diga di Chiauci, il 'malloppo' della diga di Bisenti che vogliamo restituire ai cittadini e gli interporti che vogliamo riordinare. Useremo fino in fondo la bravura del Consiglio superiore - ha detto - come accaduto fino ad adesso per altre Regioni».

 


CHI E’ MARCANTONIO

L'architetto Gianluca Marcantonio dunque è uno dei cinque rappresentanti nominati dalla Conferenza

Unificata nel Consiglio superiore dei lavori pubblici.

Pescarese, 45 anni, ha conseguito la laurea in architettura con voto 110 all'università di Chieti-Pescara e ha svolto attività professionale prevalentemente nel campo della realizzazione di opere pubbliche; è uno dei tecnici a supporto della "Struttura del Commissario Straordinario della Regione Abruzzo per la realizzazione di interventi di mitigazione del rischio idrogeologico", per la quale ha analizzato progetti,

cantieri e opere in tutto il territorio regionale.

  Nella sua carriera annovera anche la redazione di svariate consulenze di progettazione per lavori da eseguirsi nella Provincia di L'Aquila a seguito al sisma del 2009. Ampia l’attività maturata nell'ambito di consulenze ed accertamenti giudiziari.


«Ricordo che la Conferenza unificata Stato-Regioni ne designa cinque», spiega Maurizio Acerbo della segreteria nazionale di Rifondaizone comunista, «secondo il dpr 204 del 2006, "scelti tra soggetti in possesso di specifiche qualità tecniche, corrispondenti alla importanza ed alla delicatezza delle funzioni del Consiglio superiore". Non so se questa familiarità col presidente possa rientrare tra le "specifiche qualità tecniche" che possano giustificare la nomina da parte della Conferenza Unificata. Spero che ci siano altri titoli di merito "corrispondenti alla importanza ed alla delicatezza delle funzioni del Consiglio superiore". Bisognerebbe chiederlo agli altri colleghi presidenti che D'Alfonso ha ringraziato e in particolare al capo della Conferenza delle Regioni, Stefano Bonaccini, al ministro degli Affari regionali Enrico Costa e al suo capo dipartimento Antonio Naddeo che sono stati espressamente citati nei ringraziamenti.

Dato il rapporto con D'Alfonso non so se questa nomina gioverà all'Abruzzo, visto il ruolo che sta svolgendo il presidente di sponsorizzazione di progetti al di fuori della programmazione regionale come quello autostradale di Toto».


 

COSA FA IL CONSIGLIO SUPERIORE DEI LAVORI PUBBLICI

  Il Consiglio Superiore dei lavori pubblici è il massimo organo tecnico consultivo dello Stato e svolge attività di consulenza per gli enti pubblici. Gli è garantita l'indipendenza di giudizio e di valutazione e ha autonomia funzionale, organizzativa e tecnico-scientifica.

Esprime parere di carattere obbligatorio sui progetti definitivi, ovvero, nei casi previsti dalla legge, sui progetti preliminari, di lavori pubblici di competenza statale, o comunque finanziati per almeno il 50 per

cento dallo Stato, di importo superiore ai 25 milioni di euro, sui piani portuali, ai sensi dell'articolo 5 della legge 28 gennaio 1994, n. 84, e inoltre sui progetti di competenza statale o comunque finanziati per almeno il 50 per cento dallo Stato relativi all'informatica e alle infrastrutture tecnologiche a servizio del trasporto combinato terrestre e marittimo, dei sistemi portuali, degli interporti e della

logistica.

 

Forse, però, per garantire una reale «indipendenza di giudizio» queste nomine andrebbero fatte con bandi pubblici per dare possibilità a tutti i migliori professionisti di partecipare.