ABRUZZESI DIMENTICATI

Domingo Menna: il “desaparecido” figlio di emigranti abruzzesi

Era nato il 1 marzo del 1947 a Casalanguida

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ABRUZZO. Domenico (Domingo detto “El Mingo”) Menna nacque a Casalanguida il 1 marzo del 1947 da Panfilo e Irma Ferrara.

La sua famiglia arrivò in Argentina nel 1952 per stabilirsi nella città di Tres Arroyos . Qui aprirono una sartoria. Il piccolo Domingo (ora così che lo chiamavano tutti) mostrò, da subito, una intelligenza assai vivace e una propensione a socializzare con tutti.

Si diplomò presso il “Colegio Nacional de Tres Arroyos” e successivamente, nel 1965, si iscrisse alla facoltà di medicina dell’Università di Còrdoba. Qui entrò in contatto con alcuni esponenti del “Partido Revolucionario de los Trabajadores” (PRT) che distribuivano il loro periodico “La Verdad”. Rimase conquistato dalle posizioni espresse da quegli uomini e decise di diventare uno di loro. A quei tempi il suo soprannome fu “Nicolas”. Nel 1966 Domingo Menna fu uno dei fondatori del movimento studentesco “Estudiantil Espartaco” che poco dopo entrò a far parte del PRT (movimento comunista che scelse la lotta armata per combattere il regime istauratosi in Argentina). Il 18 agosto 1966 nel tentativo di liberare un suo compagno (fermato durate una manifestazione contro il regime di Onganía) venne arrestato e poi rilasciato. Solo pochi giorni dopo il 7 del settembre partecipò ad una manifestazione che terminò con violentissimi scontri, tra manifestanti e polizia, durante i quali morì il giovane Santiago Pampillòn. Divenne amico personale, oltre che prezioso collaboratore di Mario Roberto Santucho (fondatore del partito rivoluzionario PRT e comandante guerrigliero della ERP * “Ejército Revolucionario del Pueblo” morto in uno scontro a fuoco con i militari il 19 luglio del 1976) con il quale sosterrà la necessità del ricorso alla lotta armata . Fu tra i leader che organizzarono il “Codobazo” (29 e 30 maggio 1969) una rivolta popolare contro il regime di Onganía (che l’anno dopo si dimetterà). Nel 1971 altro arresto. Venne rinchiuso nel Carcere di massima sicurezza di Rawson. Il 22 agosto 1972 vi fu un tentativo di fuga, dal carcere, in parte fallimentare e solo in pochi, tra questi Santucho e Menna, riuscirono ad evade. I fuggiaschi raggiunsero prima il Cile di Salvador Allende e successivamente Cuba. Nel 1973 rientrò in Argentina. Conobbe innamorandosene Ana María LANZILLOTTO sua compagna di lotta. I due ebbero nel 1974 un bambino a cui diedero il nome di Ramiro. Qualche anno dopo e precisamente il 19 luglio del 1976 il tragico epilogo (intanto in Argentina si era insediato il regime con a capo il Generale Jorge Videla). La mattina di quel caldo luglio arrivò la notizia, per lui assai triste, dell’uccisione di Mario Roberto Santucho. Domingo non ebbe il tempo di realizzare neppure cosa fare. Qualche ora dopo fu prelevato di forza, assieme alla sua compagna Ana Maria (incinta di otto mesi), dalla polizia e portato a “Campo de Mayo”. Da quel momento nulla di più. Scomparso ed aggiunto, assieme ad Ana María, alla triste e tragica lista dei “Desaparecidos”. Oggi il figlio Ramiro è impegnato nel sociale e con i Salesiani porta amorevole sollievo ai più deboli.

Geremia Mancini - Presidente onorario "Ambasciatori della fame"