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Taglio della diga, l’entusiasmo di D’Alfonso, supervisore con megafono

Scettico Forza Italia: «vogliamo conoscere tempistica certa»

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PESCARA. Un sopralluogo sul cantiere da parte del presidente Luciano D’Alfonso che ha verificato sul posto i lavori del taglio della diga.

Megafono in mano, il presidente, davanti a pescatori e giornalisti non è riuscito a contenere il proprio entusiasmo.

D’Alfonso ha ricordato che i lavori sono stati ideati per «rendere sicura la vita dei pescatori» e sul futuro dello scalo «non permetteremo passi indietro».

«Vorrei che sul porto di Pescara, ma anche sugli altri porti», ha detto ancora il governatore, «si impiantasse una tradizione amministrativa: non può essere che ogni volti sembri la prima volta sembra si ricominci da capo. Quello che si è fatto nutre le cose ulteriori da fare. Vi assicuro il massimo utilizzo del potere delle istituzioni che noi amministriamo. Non voglio che Regione, Comune e Capitaneria si comportino come fossero istituzioni terze che poco possono intervenire».

Scettica però Forza Italia secondo cui i lavori di apertura della diga foranea di Pescara hanno «un unico grande, imbattibile, nemico: l’annuncite cronica del Governatore D’Alfonso e del suo braccio destro, ex vicesindaco di Pescara, Enzo Del Vecchio i quali, ancora oggi, dopo oltre tre anni di incredibili figuracce, continuano a sfornare date, somme, finanziamenti senza certezze, peraltro sparando a zero contro chi, invece, ha sempre invitato alla prudenza chiedendo al Presidente D’Alfonso semplicemente di non prendere in giro i pescaresi, come ha invece fatto».


Secondo Antonelli stando alle «pomposità» del Governatore D’Alfonso oggi non solo la diga foranea doveva essere già aperta da almeno due anni e mezzo, ma addirittura «dovevamo avere almeno sette nuovi moli e aver depredato del traffico passeggeri tutta la portualità Adriatica e invece così non è. La smetta il segretario del Governatore di parlare di aria fritta o di inventare scuse per coprire le evidenti lacune del Pd.

Forza Italia ricorda che è stato lo stesso Governatore a rassicurare la marineria circa l’inizio delle opere di sfondamento della diga già all’indomani del proprio insediamento in Regione. «La prima data utile sarebbe stata fine 2014, poi slittata a maggio 2015, poi ottobre 2015, quindi gennaio 2016, con successivi rinvii trimestrali sino a dicembre 2016 quando addirittura è stata espletata la gara d’appalto. E dal 2016 i lavori sono partiti solo a gennaio 2018».

Secondo il centrodestra se c’è qualcuno che ha remato contro il porto di Pescara «è stato proprio il Governatore che, con la sua smania di apparire, ha spesso rischiato solo di indispettire le Istituzioni, suscitando antipatie contro la città stessa. Se poi il segretario del Presidente scambia le eventuali perplessità espresse sul progetto per ‘contrarietà al progetto’, allora deve rivedere l’uso certamente improprio del lessico: i primi a sollevare perplessità più che legittime sono stati i rappresentanti della marineria che meritano attenzione e ascolto visto che poi i primi fruitori, nel bene e nel mare, di quelle opere saranno proprio i pescatori».

Nei prossimi giorni i consiglieri comunali chiederanno di poter verificare l’avvio dei lavori e chiederanno garanzie fattive: «chiederemo una tempistica certa delle opere in corso, e di quelle ancora da intraprendere, ma soprattutto – ha aggiunto il Capogruppo Antonelli – pretendiamo rispetto nei confronti di chi, in maggioranza od opposizione, per mandato elettorale del popolo, amministra il territorio e che ha tutto il diritto di sollevare problematiche, e anche di sottolineare i ritardi di una Regione che in quattro anni si è caratterizzata solo per la polvere sollevata dinanzi ai cittadini per non far vedere il vuoto dietro quella polvere».