SALUTE E CEMENTO

Nuovo ospedale Teramo, scelti 4 siti ma Sant’Atto è in vantaggio

Piantine alla mano si stanno valutando le ipotesi di localizzazione

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TERAMO. Dove sorgerà il nuovo ospedale di Teramo?

La programmazione della Asl prevede la realizzazione di un ospedale unico, moderno, antisismico per un investimento da 220 milioni di euro.

L’azienda sanitaria teramana paga a tutt’oggi una mobilità passiva di oltre 60 milioni di euro l'anno, derivante dalla scarso comfort delle strutture, dalla carenza ormai cronica di personale medico ed infermieristico e dall'aggiornamento della strumentazione elettro-medicale, delle apparecchiature.

Da quando si è aperto il dibattito sull'ospedale unico, diverse sono state le proposte per la localizzazione della sede.
Il primo presupposto è che si realizzi nell'area del territorio comunale.

Al vaglio 4 opzioni che qualche giorno fa sono state analizzate, piantine alla mano, nel corso della seduta congiunta delle commissioni urbanistica e affari generali: c’è l’area di Sant’Atto, collinare e di proprietà della Asl, nelle vicinanze del centro iperbarico, l’area dietro la Facoltà di Veterinaria, l’area delle cave -come proposto dal consigliere Maurizio Verna - in direzione est dopo lo stadio (superficie di oltre 110mila metri quadri ) e quella a ridosso del centro commerciale che però sarebbe già escluso in partenza in quanto a rischio esondazione.

L’ipotesi che al momento piace di più al Comune e al sindaco Maurizio Brucchi è quella dell’Ex centro Iperbarico perché da una prima valutazione avrebbe tutte le caratteristiche per rispettare i parametri previsti nello studio realizzato recentemente dal Direttore Generale della Asl, Fagnano. L’area di intervento ha una estensione considerevole che prevede la possibilità di ulteriori sviluppi successivi. Poi non ci sono aree edificabili e fabbricati né aziende insediate.

Interessante, ai fini della proposta, secondo il sindaco, la presenza in confine con il Centro Iperbarico, struttura sanitaria già in esercizio. Per quanto riguarda l’accesso, sarebbe garantito dalle vie della grande comunicazione, con il vicino svincolo di San Nicolò – Sant’Atto della SS 80 (raccordo Teramo-Mare), nonché dall’innesto con la SP 3 San Nicolò-Garrufo di collegamento con la Val Vibrata.

L’area dietro la Facoltà di Veterinaria, già visionata dal manager Fagnano ha come punto a favore l’accessibilità garantita dalla Teramo-Mare e della statale 80 attraverso la rotatoria al bivio di Piano d’Accio. C’è poi il collegamento quasi diretto con la stazione ferroviaria inaugurata un anno fa di fronte all’ingresso della sede universitaria.

Ma c’è un problema nemmeno troppo secondario: l’estensione di circa 80 mila metri quadri non consentirebbe lo sviluppo della nuova struttura su un unico livello.

«La nuova struttura dovrà sorgere all’interno del territorio comunale e dovrà necessariamente essere riconosciuta ospedale di II° livello in base alla normativa vigente», commenta Fabio Berardini, consigliere comunale del Movimento 5 Stelle.

«Se così non sarà, annunciamo sin da ora che siamo pronti alle barricate in quanto la Città di Teramo, abbandonata a sé stessa dall’attuale classe politica, non può permettersi di perdere una delle poche eccellenze rimaste».

Per quanto riguarda la localizzazione geografica del nuovo ospedale, il Movimento 5 Stelle auspica che la scelta ricada su terreni già di proprietà di Enti pubblici, facilmente raggiungibili, che possano garantire la massima salubrità e tranquillità del nosocomio.