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Hotel Rigopiano e gli abusi edilizi che nessuno ha notato prima

Tettoie chiuse ed aumento di cubatura. La suite? Un deposito. Nuovo esposto del Forum dell’Acqua

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FARINDOLA. La suite più lussuosa dell'hotel Rigopiano era in realtà autorizzata come «stoccaggio per pellet per la caldaia».

È questo uno dei passaggi del lungo esposto, il secondo, inviato dal Forum H2o alla Procura di Pescara.

L’associazione bolla come un «un unicum in termini di abusivismo edilizio in aree sottoposte a numerosi vincoli» il caso dell’hotel oggi tristemente famoso per essere stato la bara di 29 persone abbattuto da una valanga.

Il Forum ha avuto accesso agli atti depositati presso l'Ente Parco nazionale del Gran Sasso. Il resort era infatti localizzato all'interno dell'area protetta, in zona 2, e, quindi, sottoposto alle autorizzazioni ambientali.

L’associazione ha così scoperto che quella che doveva essere prima una tettoia per reggere dei pannelli solari e poi una rimessa per il pellets per il riscaldamento tramite tamponatura delle aperture laterali, è diventata nella realtà una suite esclusiva da 1.600 euro a notte riservata a coppie o a gruppi fino ad 8 persone.  

All’intero non c’era pellet ma letti adagiati su soppalchi in legno, 3 bagni, una cabina armadio, il camino con fronte vasca idromassaggio a 2 posti circondata da specchi, maxischermo, bar, cucina, forno a legna, barbecue, giardino e parcheggio privato.

Tra l'altro, inaugurata addirittura prima della richiesta abilitativa riguardante la tamponatura per l'uso come stoccaggio pellet.


Una scoperta persino facile da fare: bastava volerlo. Le foto disseminate su siti web e su pagine facebook per attirare i clienti da tutto il mondo parlano chiaro così come le tante descrizioni particolareggiate per decantare la struttura unica nel suo genere e in quel luogo della montagna.

Così la "tettoia" aperta era stata in realtà già tamponata con vetri e infissi di legno e chiusa da anni, almeno dal gennaio 2010.

Come la suite lussuosa veniva recensita sui siti web specializzati fin dal 4 aprile 2015, otto mesi prima della richiesta di autorizzazione per la tamponatura e l'utilizzo come stoccaggio.



LE ALTRE TETTOIE

Nell'esposto si segnalano molti altri casi simili su altre ''tettoie'' realizzate o chiuse poi usate per usi diversi. Complessivamente le cubature solo per queste strutture supererebbero ampiamente il migliaio di metri cubi.

Come il caso della tettoia B: 2015 venne chiesta la possibilità di affiancarla ad una già esistente ma il Forum dell’Acqua ha scoperto, visionando delle immagini aeree, che la tettoia c’era almeno dal 2011.

Ma anche le immagini ufficiali pubblicate sulla pagina Facebook dell’Hotel mostrano come quell’area (tettoia B E B1) avesse nel luglio 2011 l’interno già perfettamente attrezzato e tamponato. Ne era venuto fuori un unicum con la struttura storica e non locali di passaggio o di assistenza.

C’è poi anche il caso di una tettoia C: nel 2015 viene fatta richiesta per la tamponatura per uso magazzino. In realtà, come racconta il Forum nell’esposto, l’utilizzo era diverso e (una sala) già dall’aprile del 2010. Questa sale compare anche in immagini televisive di incontri politici del 2012.


LA TETTOIA SUI BALCONI

Un’altra anomalia è emersa anche sulla tettoia sui balconi al primo piano: dalle foto pubblicate dall’Hotel il 22 gennaio del 2010 già c’è ma nei prospetti del progetto Suap dell’ottobre del 2007 non c’era traccia.

Dai documenti emerge che l'albergo era chiuso dal 1997 e che fu riaperto solo a seguito di questo ampliamento nel 2007.



IL CENTRO BENESSERE

Nell'esposto si evidenzia che i lavori del centro Benessere, sulla base della foto aerea del 6 luglio 2007 tratta dal sito della Regione Abruzzo, risultano già avanzati a quella data quando il permesso a costruire è stato rilasciato il 28 luglio 2007.

La pianta e i volumi del Centro Benessere hanno subito una variante in corso d'opera a fine 2007.

Il Forum H2o ha segnalato diverse criticità nelle relazioni con indicazioni progettuali che sarebbero fuorvianti rispetto alla reale portata della variante, in particolare per l'aumento delle superfici interessate.

Si parla dunque di difformità tra autorizzato e realizzato. Inoltre grazie a molte ore di lavoro il Forum ha scoperto che una mappa pubblicata sulla pagina Facebook dell’hotel a luglio del 2011 fosse più rispondente alla realtà delle planimetria progettuali e della mappa catastale.




LA VALUTAZIONE AMBIENTALE

I lavori di ampliamento del centro benessere vengono poi definiti nell’esposto in contrasto con gli usi consentiti dal vigente piano paesistico regionale. Ogni autorizzazione rilasciata sarebbe stata del tutto illegittima, si denuncia nel nuovo documento inviato alla Procura di Pescara. Dubbi vengono avanzati anche sulla regolarità della procedura di valutazione di incidenza ambientale presso il comitato via della Regione. Secondo la proprietà la Vinca non serviva in quanto si trattava di una ristrutturazione edilizia. Il Parco accettò quella motivazione e nel 2006 rilasciò l’autorizzazione.

Ma secondo il Forum dell’Acqua non doveva andare così perché il progetto prevedeva, oltre alle attività edilizie sul corpo "storico" dell'albergo, importanti movimenti di terreno nell'area circostante l'edificio che presentava alberi e prati, cioè elementi naturali su cui l'intervento sarebbe stato intenso, con possibile disturbo anche sugli animali e sugli habitat circostanti.

La variante per il centro benessere, invece, è stata invece sottoposta alla procedura ma secondo l’associazione ci sarebbero state comunque delle irregolarità.  Tra le tante cose la Regione Abruzzo ha omesso di pubblicare sul proprio sito web l'avvio della procedura di V.INC.A.,  violando la normativa sulla trasparenza e impedendo a chi volesse di produrre osservazioni.

Toccherà adesso alla Procura di Pescara verificare.



«PROCEDURE VELOCISSIME»

Il Forum contesta le «procedure autorizzative velocissime inconsuete per gli enti pubblici, con tanto di varianti al Piano regolatore e realizzazioni abusive. Dopo il primo esposto ci siamo anche interrogati su come ci fosse sfuggita un'opera così rilevante e leggendo le carte abbiamo capito. Il Comitato VIA della Regione Abruzzo nel 2007 ha esaminato la pratica per la Valutazione di Incidenza Ambientale del Centro Benessere omettendo del tutto di pubblicare l'avvio del procedimento sul suo sito web, come imporrebbe la Convenzione di Aarhus ratificata dall'Italia con legge 108/2001. Di solito noi leggiamo quasi tutti i progetti che vengono depositati al comitato VIA e interveniamo su molti. Tra l'altro la legge impone che sulla procedura di incidenza ambientale la regione decida 'sentito l'ente parco'. Qui abbiamo trovato solo un'anodina nota della Regione del 18 aprile 2007, protocollata il 20 aprile al Parco che comunicava che il 26 aprile il Comitato VIA avrebbe discusso la pratica. In mezzo sabato, domenica e 25 aprile e senza inviare lo Studio di Incidenza Ambientale. il Parco non ha emesso alcun parere».
De Sanctis continua a spiegare che il Parco ha rilasciato il parere favorevole pur non avendo ricevuto la relazione geologica quando la legge istitutiva dell'area protetta impone che l'autorizzazione sia rilasciata dopo aver visionato tutti gli elaborati visto che il parco tutela anche le formazioni geomorfologiche quale patrimonio naturale. «È desolante pensare che tutto sia avvenuto in un luogo pubblico che doveva ospitare persone da tutto il mondo. Evidentemente una terra di nessuno dove tanti funzionari hanno preferito non controllare e guardare dall'altra parte. Ora piangiamo questa tragedia, l'ennesima che un sistema più attento al bene comune e meno al profitto avrebbe potuto evitare».