LA PROTESTA

Udu: «L’Università de L’Aquila vuole emarginare studenti dalle decisioni»

Battaglia sul cambio dello statuto

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L'AQUILA. Diversi studenti universitari dell'Ateneo dell'Aquila legati all'Udu hanno occupato in mattinata la sede del rettorato, in via Di Vincenzo. L'occupazione è nata dopo lo scontro tra l'Udu e la rettrice, Paola Inverardi, sulla vicenda delle modifiche allo Statuto d'Ateneo in votazione oggi e che, secondo gli studenti, ridurrebbero gli spazi di libertà e potrebbero perfino portare a una riduzione degli appelli d'esame da 7 a 4. «Sono bugiardi come serpi, sono pessimi», è la stata l'aspra smentita della rettrice, che ha provocato reazioni severe sul web e la protesta di oggi, conclusa dopo circa mezz'ora.

Nel merito delle modifiche allo Statuto, per l'Udu «se verranno approvate, il Consiglio studentesco perderà il parere vincolante su tre elementi che toccano la componente studentesca in maniera diretta: Carta dei diritti degli studenti, Regolamento elettorale delle rappresentanze studentesche, garante degli studenti».

Questo significa che -spiega l’Udi- il Senato Accademico e il Consiglio di Amministrazione, organi in cui i rappresentanti degli studenti costituiscono una sparuta minoranza, saranno legittimati a prendere qualsiasi tipo di decisione, rischiando, di fatto, di adottare misure a scapito di noi studenti, senza che esista più un sistema di garanzia e di tutela dei diritti degli studenti stessi.

Nella realtà dei fatti, quindi, lo “studente” sarà sempre più marginalizzato, indebolito e isolato rispetto alle discussioni e alle decisioni di questo Ateneo.

Sono già partite varie iniziative di protesta tra cui una petizione in cui si chiede il ritiro delle modifiche di statuto inerenti il Consiglio Studentesco, in particolare quelli riguardanti la “Carta dei Diritti degli Studenti” e il “Regolamento Elettorale delle Rappresentanze Studentesche”.

La Rettrice Paola Inverardi ha spiegato che «è inammissibile che in un ateneo il Consiglio Studentesco possa esercitare una sorta di “potere di veto” su discussioni interne all’Ateneo».

In realtà -secondo gli studenti- lo strumento del parere “obbligatorio e vincolante” è l’unico strumento reale che da sempre garantisce la partecipazione, attiva,  della componente studentesca in tutte le discussioni del mondo accademico ed è grazie anche a questo strumento che nel 2008 venne approvata la Carta dei Diritti degli Studenti.


DIMINUISCE IL NUMERO DEGLI APPELLI?

Secondo l’Udu se passeranno le modifiche di Statuto qualsiasi membro del Senato Accademico potrà mettere in discussione quanto scritto sulla Carta dei Diritti senza che il Consiglio Studentesco possa opporsi con risultato.

E questa non sembra essere un'ipotesi remota, vista l’opinione di un docente e Senatore  Accademico il quale, durante una delle assemblee con la rettrice, ha espressamente detto di essere contrario ai 7 appelli di esame previsti dalla Carta.

La rettrice, dalla sua, fa notare che «nella situazione attuale, un organo consultivo ha diritto di veto sull'organo decisionale: mi sembra eccentrico e anomalo» ammettendo però la «riduzione di potere degli studenti», la Inverardi spiega che «comunque abbiamo previsto forme di compensazione».