FOGNA PERPETUA

Balneazione, alle Iene lo scandalo Pescara: «cittadini hanno nuotato nella cacca»

Per il sindaco solo «disfunzione funzionale» ma «tutto in buona fede»

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PESCARA. Parola d’ordine: «disfunzione funzionale». Così il sindaco Marco Alessandrini ha riassunto, come fosse un ritornello imparato a memoria, davanti alle telecamere de Le Iene, il caos balneazione dell’estate 2015.

Una stagione nera che è costata al sindaco e vice, Enzo Del Vecchio, l’iscrizione nel registro degli indagati per omissioni di atti d’ufficio per il quale è stato chiesto il processo, mentre la procura ha archiviato il reato di falso pur ammesso dallo stesso sindaco scatenando infinite polemiche e magre figure per la giunta comunale.

Una stagione nera anche per i problemi di salute per alcuni cittadini che hanno raccontato al programma di Italia 1 la loro odissea, problemi che sindaco e amministrazione hanno sempre negato.

Una figuraccia nazionale per la città di Pescara, ancora una volta sullo stesso argomento con buona pace per il turismo e per l’immagine della città.


L’incipit del servizio di 8 minuti è netto: «quando si è rotta la fogna le feci sono state sversate direttamente in mare e la gente ha fatto il bagno nella popò», ha sintetizzato l’inviato delle Iene.

Ci si è ritrovati a dover fare i conti con il corrispettivo di circa 30 piscine olimpioniche di feci con l’escherichia coli che ha superato 4 volte il limite consentito. «Non è stato fatto nulla per avvertire i cittadini», ha denunciato Augusto De Sanctis del Forum dell’Acqua e, per dirla con i toni ‘aulici’ della Iene, i bagnanti «hanno fatto il bagno nella merda».

Per il sindaco, però, non ci sono stati problemi a livello sanitario, circostanza ribadita anche nei mesi scorsi nel corso di un Consiglio comunale straordinario in cui si disse ufficialmente che al pronto soccorso non si registrò affatto un impennata di ricoveri.

«Mi porti qualche caso», ha suggerito Alessandrini alla iena Agresti. E forse il sindaco non sapeva che l’inviato di Italia 1 i casi li aveva già raccolti.

«Dopo aver fatto il bagno mi sono comparse delle bolle sotto l’ascella piene di pus», ha raccontato una donna mostrando anche delle foto.

«Ho cominciato ad avvertire dolori nella parte bassa della schiena e mi è scoppiata la febbre a 41», ha raccontato un’altra giovane donna, «mi hanno diagnosticato una infiammazione del rene dovuta ad escherichia coli».

E la lista dei ricoverati è lunga: c’è la signora con l’infezione alle vie urinarie, un altro con «gastroenterite acuta da intossicazione di acqua del mare», un’altra con un’infiammazione al rene destro, un signore con una piodermite acuta. E poi il caso dei figli del signor Maurizio: «il bambino si è sentito male e dopo due giorni anche l’altra figlia. Hanno avuto per una settimana una  forte gastroenterite dovuta al mare. Il reparto di pediatria in quei giorni era pieno, tutti bambini con lo stesso problema», ha riferito l’uomo.

Nonostante il Comune sapesse dello sversamento «non hanno fatto niente», è stato ribadito nel corso del servizio, facendo sentire anche la nota intercettazione tra il vicesindaco Enzo Del Vecchio e il dirigente Tommaso Vespasiano. Quella intercettazione in cui Del Vecchio disse «Vediamo di rintuzzare la polemica», continua Del Vecchio, «dato che sabato e domenica abbiamo consentito il bagno con il mare così inquinato».



La Iena Agresti ha provato a chiedere delucidazioni anche al dirigente Vespasiano che, però, è scappato quando ha visto le telecamere e si è nascosto dietro alla porta del suo ufficio senza dare spiegazione alcuna e incastrando il piede dell’inviato. Alessandrini, invece, sebbene infastidito (soprattutto quando l’inviato gli ha detto: «lei fa vivere grandi emozioni ai suoi cittadini facendo fare il bagno nella cacca…»), dopo uno stacco della telecamera, non si è sottratto.

Ha ribadito più volte quella cosa della «disfunzione funzionale» molte volte come un ritornello ma alla fine alle domande insistenti e puntuali della Iena, tra sorrisi e ammiccamenti, si è dovuto ‘arrendere’ al fatto che vie d’uscite non ce n’erano.

«L’ordinanza non c’era signor sindaco, siete stati intercettati. Ha capito che brutta figura che è questa?», ha domandato la Iena al sindaco.

«Abbastanza», ha ammesso, contrito.


Una storia che è nota da tempo ma che nella sua prima parte è stata sempre smentita anche ufficialmente davanti alle istituzioni e alle tv, come persino l’iscrizione nel registro degli indagati  è stata negata e tenuta segreta nonostante nel consiglio straordinario fosse stato esplicitamente chiesto.

Solo dopo le notizie di stampa e la pubblicazione delle intercettazioni la vicenda è divenuta interamente pubblica e raccontata nella sua quasi totale verità.

Persino davanti alla procura Alessandrini ha tentato la carta della bugia continuando a raccontare la storia che aveva raccontato a tutti poi quando gli è stata fatta ascoltare l’intercettazione telefonica e dopo una notte di consiglio, l’interrogatorio ripreso all’indomani ha avuto un’altra piega ammettendo la retrodatazione dell’ordinanza e dunque il falso e inaugurando la storia della «disfunzione funzionale».

Brutta figura? Non abbastanza per le dimissioni, per chiedere scusa e per abbandonare la politica come richiesto da tutta l’opposizione e questo perchè il sindaco dice di aver fatto tutto in «buona fede».

Eppure questo è stato solo l'apice di una lunga e articolata storia di omissioni e silenzi di anni.


Alessandra Lotti

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