SCUOLE

Sant’Egidio alla Vibrata, mancano le schede di vulnerabilità delle scuole

«Non sono state mandate alla Regione nonostante numerosi solleciti»

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SANT’EGIDIO ALLA VIBRATA. Il Comune di Sant’Egidio alla Vibrata non ha inviato le schede di vulnerabilità sismica delle scuole malgrado i numerosi solleciti. Lo afferma la Regione in data 24 settembre 2016. Più volte e anche con una petizione cittadina, che ha raccolto oltre 300 firme, sono stati chiesti al sindaco Rando Angelini, al dirigente Area Tecnica Mauro Bellucci e al dirigente Scolastico Sandra Renzi, visto il sisma del 24 agosto che ha interessato anche il Comune di Sant’Egidio alla Vibrata con crolli proprio in una scuola, gli esiti di valutazione di sicurezza eseguite secondo la normativa tecnica vigente.

«Nessun riscontro», conferma l’avvocato Orlando Coco, «anzi nell’incontro del 16 settembre organizzato dalla Direzione didattica, con la presenza del sindaco e dell’ingegnere del Comune, e la partecipazione di numerosi genitori, hanno rassicurato i presenti e, successivamente anche a mezzo stampa, è stato comunicato che è tutto a posto, le scuole di Sant’Egidio sono agibili e quindi sicure».

Allora Coco ha chiesto alla Regione Abruzzo, per vie brevi, di poter fornire informazioni sui valori degli indicatori di rischio di tutti gli edifici scolastici del Comune e se sono state eseguite le valutazioni della vulnerabilità sismica nei termini stabiliti (scadenza 30 marzo 2013) e secondo la normativa vigente.

Il valore dell’indicatore di rischio è considerato un indicatore del rischio di collasso: valori prossimi all’unità (maggiori o uguali a 0,8) caratterizzano casi in cui il livello di rischio è prossimo a quello richiesto dalle norme, valori bassi caratterizzano casi ad elevato rischio di collasso.

La Regione ha risposto che “l’unica documentazione rinvenibile sono delle relazioni e che la valutazione del rischio indicata è risalente al 2004 e non è sostitutiva della valutazione della sicurezza da eseguirsi ai sensi delle NTC 2008, obbligatoria ai sensi dell’OPCM 3274 del 2003”.

«Omettendo questa», spiega meglio Coco, «gli edifici scolastici non possono essere considerati verificati e a norma perché non se ne conosce l’indice di rischio di collasso. I bambini, visti i crolli o distacchi in una scuola elementare, sono stati esposti a un rischio non rilevato e ancora attuale per il persistere dell’omissione delle verifiche prescritte dalle norme da parte del Sindaco, del Dirigente Area Tecnica e del Dirigente Scolastico».

Infatti si è pensato di trasferire i bambini del plesso inagibile in altri edifici scolastici, vecchi, alcuni finora chiusi, in disuso (quello di Paolantonio), sempre senza aver effettuate le rilevazioni in oggetto in nessun edificio scolastico.

«Ma si resta ancora più basiti», continua l’avvocato Coco, «poiché solo per l’edificio comunale, nell’aprile 2016, sono state effettuate le verifiche, a seguito delle quali è stata trasferita la sede comunale nelle strutture pubbliche migliori e più nuove di Sant’Egidio. Allora come può il sindaco rassicurare i cittadini dicendo che le scuole sono sicure perché hanno l’agibilità? Ma quale sicurezza con l’agibilità? Ci mancherebbe che non avessero manco questa! Qui il fatto grave è che si omette la valutazione della sicurezza e della reazione delle scuole in caso di sisma e che i Cittadini debbano chiederla malgrado sia obbligatoria ed era da eseguire entro il 2013».