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Balneazione, «a San Vito chietino e Ortona cartelli non a norma»

In alcuni casi assenti in altri addirittura fuorvianti

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ABRUZZO. Continua il viaggio del Forum H2O nei comuni abruzzesi per verificare la corretta comunicazione dei dati sulla balneabilità ai cittadini.

Ieri l’associazione a San Vito chietino e Ortona ha trovato cartelli non a norma, assenti o addirittura fuorvianti.

Impietoso il confronto con altre realtà italiane: «l'Abruzzo esce distrutto», assicura Augusto De Sanctis, «non solo per quanto riguarda la qualità delle acque ma anche a proposito del sacrosanto diritto all'informazione del pubblico e della corretta applicazione delle norme della Direttiva comunitaria 7/2006; la comunicazione al pubblico è un principio di civiltà nonché un presidio di tutela della Salute pubblica».


Ieri pomeriggio gli attivisti sono tornati ad Ortona e hanno ispezionato anche una parte di San Vito chietino.
Ad Ortona, in altri tratti monitorati qualche settimana fa, i divieti di balneazione erano comparsi solo a seguito di una loro denuncia alla Procura.
«A Lido Riccio di Ortona, nei principali accessi alle spiagge, abbiamo trovato due grandi cartelli che si riferiscono alla bandiera Blu 2013. Non ci pare di dover aggiungere altro», denuncia il Forum.

Proseguendo verso sud gli attivisti si sono spostati al confine tra Ortona e S. Vito chietino. Il fosso Cintioni fa da confine.
Cosa è stato trovato? Da nord si arriva in spiaggia passando per un sottopasso della vecchia ferrovia. «Sul sottopasso lato monte diversi cartelli ben visibili ma niente sulla balneazione», denuncia il Forum.

«Invece a sinistra, dietro l'arco, troviamo un cartello del Comune di Ortona relativo al tratto "50 mt Nord Fosso Cintioni"(quello aperto alla balneazione per intenderci) con sopra attaccato un foglio di carta indicante un divieto "Fosso Cintioni - 50 metri a nord" (stesse parole ma con sequenza diversa). Se pure un attentissimo bagnante facesse caso a questo cartello rimarrebbe interdetto: il divieto si riferisce a quello generale alla foce oppure al tratto appena più a nord che praticamente ha lo stesso nome? Qui aggiungiamo: la regione non può cambiargli nome per evitare equivoci?»

«In ogni caso, vista la posizione e il colore, noi abbiamo notato questo cartello solo tornando indietro dalla spiaggia per cui se fossimo stati dei bagnanti l'amletico dubbio ci sarebbe venuto solo a bagno fatto...per carità, per nostra disattenzione».

Attraversato il sottopasso ci si addentra sulla spiaggia verso sud, comune di S. Vito chietino. Qui a pochi metri è stato trovato un cartello di divieto abbastanza visibile.

«Non riporta alcuna indicazione immediata del tratto a cui si riferisce per cui diamo per scontato, vista la posizione sul fosso, che si tratta del divieto generale previsto per tutte le foci fluviali. Proseguiamo verso sud entrando finalmente nel tratto denominato "50 metri a Sud Fosso Cintioni" (come detto chiuso alla balneazione per tutto il 2016). Nessun cartello. Tante persone, compresi bambini, a fare il bagno».
Si continua entrando nel tratto successivo "100 metri a Nord della Foce del fiume Feltrino", anche questo con divieto per il 2016. C'è pure uno stabilimento balneare.

«Nessun cartello anche qui», denuncia il Forum.

«Incontriamo un addetto del comune intento nel recupero di una tartaruga spiaggiata, ci dice che i cartelli ci sono dall'altro lato, venendo da sud, sulla strada. Ci rechiamo sul posto e sul ponte sul Feltrino troviamo, in mezzo ad una selva di cartelli di ogni tipo, un cartello di Divieto di Balneazione ma anche in questo caso non ci sono riferimenti immediati a quale tratto si riferisce. Poiché è sopra il Feltrino diamo per scontato trattarsi del divieto che si riferisce alla foce del fiume (cioè quello con il divieto generale) e non al tratto a nord».

Dunque per ricapitolare, secondo l’analisi del Forum ad Ortona Lido Riccio ci sono cartelli fuorvianti, ad Ortona, nord fosso Cintioni, ci sono cartelli fuorvianti; a S. Vito chietino mancherebbero i cartelli di divieto in due tratti chiusi nel 2016 alla balneazione nonché i cartelli relativi alla classificazione delle acque in categoria "SCARSA" dei due tratti e le spiegazioni sulle criticità presenti.


Come termine di paragone il Forum mostra un'immagine tratta qualche giorno fa in Sardegna a Stintino, dove c'è, su un tratto di spiaggia libera, un cartello perfetto in 4 lingue.

«Non aggiungiamo altri commenti».