LA GIORNATA

Terremoto Amatrice e Pescara del Tronto: 45 feriti ricoverati negli ospedali abruzzesi.

Il dramma della piccola Marisol, la mamma scampata alla tragedia de L’Aquila

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ABRUZZO. E' di oltre 130 morti l'ultimo bilancio, ancora provvisorio, del sisma di magnitudo 6.0 che la scorsa notte alle 3.36 ha colpito il Centro Italia fra Lazio, Umbria e Marche, seguito da una seconda scossa di 5.4 dopo meno di un'ora.

Di questi, 53 sono relativi alla zona di Amatrice ed Accumoli nel reatino e 20 al territorio di Arquata nelle Marche. Fra i paesi più colpiti c'è Pescara del Tronto (Ascoli Piceno).

'Qualche centinaio' i feriti e un numero imprecisato di dispersi, mentre proseguono le scosse di assestamento, 'circa 200', la più forte delle quali, di 4.9, nel primo pomeriggio. Il premier Renzi ha raggiunto Amatrice dove ha incontrato il capo della Protezione civile Curcio e il ministro Delrio.

Scene apocalittiche dai paesi distrutti, i soccorritori a Pescara del Tronto descrivono una situazione 'peggiore che all'Aquila'.

E prosegue senza sosta da questa mattina il lavoro dei soccorritori che scavano, a volte anche solo con le mani, per cercare di salvare il numero maggiore di persone alle macerie degli edifici distrutti dal sisma.

Salvo dopo alcune ore ad Accumuli, fra gli applausi, un 43enne romano rimasto per molte ore incastrato con le gambe e parte del corpo tra le macerie. E a Pescara del Tronto si sono salvati due fratellini di 4 e 7 anni, grazie alla nonna che li ha infilati insieme a lei sotto a un letto.


IL DRAMMA DI MARISOL, LA MAMMA ERA FUGGITA DALL'AQUILA

Tante le tragedie provocate dal sisma della scorsa notte. Fra le altre c'è quella di Marisol, di 18 mesi, travolta mentre dormiva dal crollo della casa di Arquata del Tronto insieme al papà Massimiliano e alla mamma Martina Turco, scampata al terremoto dell'Aquila, la sua città, nel 2009.

Dopo la terribile esperienza del 2009 aveva deciso di trasferirsi ad Ascoli. Ora il terremoto le ha strappato la figlioletta. Martina è ricoverata all’ospedale regionale Torrette di Ancona, dove è stata sottoposta a esami diagnostici approfonditi per scongiurare gravi conseguenze per essere rimasta a lungo sepolta sotto le macerie. Il compagno Massimiliano è all’ospedale Mazzoni di Ascoli per le ferite riportate in varie parti del corpo, ma non è in pericolo di vita.

Ad Amatrice invece si soffre per la tragedia di due gemelli di 7 anni, Simone e Andrea Serafini. Il primo è stato trasportato in fin di vita d'urgenza a Roma in elicottero; il secondo è morto.


45 FERITI NEGLI OSPEDALI ABRUZZESI

Il sisma che ha scosso il Centro Italia alle ore 3.36 di mercoledì ha visto una tempestiva risposta della regione Abruzzo, sia in termini di intervento e soccorso sanitario, che di ricovero nelle strutture ospedaliere regionali.

La macchina degli interventi si è mossa fin dalle prime ore, con il coinvolgimento delle Centrali operative 118 regionali, coordinate dall'ufficio del Referente Sanitario Regionale per le maxi-emergenze regionali, incardinato presso la Centrale Operativa 118 attiva nell'ospedale 'San Salvatore' dell'Aquila e l'Azienda Regionale Emergenza Sanitaria del Lazio.

Complessivamente sono 45 i politraumatizzati, in codice rosso, assistiti negli ospedali abruzzesi: 29 nei presidi della Asl Avezzano-Sulmona-L'Aquila, 3 in quelli della Asl Lanciano-Vasto-Chieti, 10 in quelli della Asl di Pescara e 3 in quelli della Asl di Teramo, con l'impiego di 18 ambulanze impegnate nei trasporti d'emergenza dalle zone del sisma.

Le due postazioni di elisoccorso dell'Aquila e Pescara sono al servizio dell'emergenza sisma sin dalle prime ore della giornata, con 9 trasferimenti effettuati sino alle ore 16. E' partita, inoltre, la macchina organizzativa e operativa per la donazione del sangue, attraverso il coordinamento da parte dei centri trasfusionali e delle associazioni di volontariato con una risposta eccellente.

Tra le persone, ricoverate oggi nel capoluogo abruzzese, c'e' anche un uomo di 107 anni che si trova ora in rianimazione con trauma toracico e altre lesioni. Nella lista delle persone ricoverate anche 4 bambini (di cui 2 gemelli) che non sono in condizioni gravi.

Per la giornata di oggi, al presidio di L'Aquila, sono state sospese le operazioni chirurgiche programmate per concentrare gli sforzi sull'emergenza. Gli ospedali di Avezzano e Sulmona, gia' da questa mattina, hanno messo a disposizione in tutto 61 posti eventualmente da utilizzare per ricoveri; al momento, pero', non vi sono stati trasferiti feriti.



NEL TERAMANO DANNEGGIAMENTI EDIFICI DI LIEVE ENTITA'

Nessun danno alle persone e diversi danneggiamenti di edifici in vari comuni della provincia di Teramo, nella maggior parte dei casi di lieve entita', a seguito dell'evento sismico che ha colpito nelle prime ore della mattina il centro Italia ed in particolare la provincia di Rieti. Nel capoluogo si sono avute cadute di calcinacci e di alcuni cornicioni presso abitazioni del centro, oltre al crollo di alcuni intonaci all'interno del Santuario della Madonna delle Grazie, per il quale e' stato disposto un immediato sopralluogo tecnico al fine di verificarne l'agibilita'. Tra i comuni maggiormente colpiti e' Valle Castellana, dove si sono registrati, in alcune frazioni, crolli di case disabitate e gia' lesionate dal terremoto del 2009 nonche' danni a chiese. Ulteriori criticita' - riferisce il capo di Gabinetto della prefettura, Gianluca Braga - sono state segnalate nei territori di Rocca Santa Maria, Torricella Sicura, Cortino, Montorio al Vomano ed Isola del Gran Sasso.



SUL CORNO PICCOLO SOLO UNA FRANA

Nessun crollo della parete Est del Corno Piccolo ma solo una frana. Lo si apprende dai responsabili del rifugio "Franchetti" dopo che stamani la notizia era stata diffusa via Facebook dagli ospiti dello stesso rifugio che avevano sentito un tremendo boato. Nel profilo Facebook del rifugio Franchetti viene spiegato che «la nebbia si e' diradata e finalmente si vedono gli effetti della frana caduta nella notte dal Corno Piccolo e la sua entita': sono crollati alcuni grossi massi dalla parte alta della 'Via della Gola' sulla parete Est del Corno Piccolo, zona abitualmente soggetta a frane. Da quel che si puo' immaginare la caduta di questi massi ha provocato lo scivolamento di altro detrito che si e' mosso scivolando lungo il canale; parte del materiale e' rimbalzato sul ghiaione sottostante, parte e' rotolato verso valle e altro si e' arrestato proprio alla base della cosidetta 'Via dell'Immondezaio', dove ora si vedono diversi blocchi appoggiati l'uno sull'altro. Un evento sicuramente notevole - sostengono i responsabili del rifugio - ma non catastrofico, certamente di minor entita' di quello provocato dal terremoto del 6 aprile 2009. Purtroppo nella Valle del Tronto la scossa ha fatto ben altri danni, ben altri lutti. Un pensiero commosso a chi ha perso persone care, a chi non ha piu' la casa».


AMATO (INGV), SCOSSE PROSEGUIRANNO PER GIORNI

«Siamo in piena sequenza, ora sono state registrate numerose repliche e continueranno per molti giorni». E' il quadro tracciato da Alessandro Amato, dirigente di ricerca dell'Ingv, che dopo il sisma di magnitudo 6 di questa notte avverte: «Non e' dato sapere se ci saranno altre scosse uguali o piu' forti». Sicuramente in passato - spiega all'Agi - ci sono stati molti casi di riprese dopo ore, giorni o anche settimane: nel 1997 a Colfiorito vi fu una forte scossa di notte ed un'altra poi di entita' simile in mattinata. Il terremoto di questa notte - sottolinea Amato - ha caratteristiche geologiche simili a quelle del sisma che colpi' Colfiorito e L'Aquila, anche se non ha avuto sciame sismico precedente come avvenne in Abruzzo: «E' la dorsale dell'Appennino sopposta a stiramento dall'Adriatico al Tirreno - riferisce l'esperto - La zona della faglia attiva e' di 25 chilometri e comprende aree delle province di Perugia, Rieti, Ascoli Piceno arrivando anche in Abruzzo». Non e' escluso che si possa attivare un'altra faglia - aggiunge Amato, rispondendo ad una domanda - ma al momento non si sta osservando.


GEOLOGI : «IN ITALIA ALMENO 24 MILIONI DI PERSONE IN AREE AD ELEVATO RISCHIO SISMICO»

«In Italia almeno 24 milioni di persone vivono in zone ad elevato rischio sismico. La zona dell’Italia centrale colpita è riconosciuta come ad alto rischio sismico del resto come la quasi totalità della catena appenninica – ha proseguito Peduto - da nord a sud. Questa notte si è mossa una faglia appenninica di tipo distensivo. Ma l’Italia intera - come è noto - è ad alto rischio, proprio perché è un paese geologicamente giovane e di frontiera».

«In generale il rischio è più spinto lungo l’Appennino e poi meno eclatante man mano che ci si allontana da esso. Ma non ci sono territori totalmente esenti».


A24/A25 SEMPRE APERTE

Le autostrade A24 e A25 sono regolarmente percorribili, in tutte le direzioni. Tanto che, già dalle prime ore successive alle scosse, le colonne di soccorso di Protezione Civile e Vigili del Fuoco hanno potuto raggiungere la zona dell’epicentro, nell’area di Amatrice, anche utilizzando l’uscita di Tornimparte.

Le verifiche sulla tenuta statica delle strutture autostradali sono state effettuate immediatamente dalle squadre di Strada dei Parchi e della Polizia Stradale e da quella degli ingegneri di Infra-Engineering, società del Gruppo Toto che monitora costantemente, coi suoi ingegneri, la staticità delle infrastrutture autostradali. Nella notte dopo pochi minuti dalla scossa più forte (magnitudo 6.0) sono entrati in azione 12 gruppi di tecnici e addetti alla viabilità della concessionaria oltre che 4 pattuglie della Stradale.

Sono stati controllati tutti i viadotti dell’area interessata più da vicino dalle scosse (zona dell’Aquila e della Valle Peligna, e Popoli-Bussi) e poi mano a mano tutti ponti e i viadotti della rete di Strada dei Parchi. Situazioni di crisi, con spostamenti degli impalcati dei viadotti, si sono registrati solo nella zona di Popoli Bussi, praticamente nella stessa area investita dal terremoto dell’Aquila nel 2009. Questa volta per fortuna la scossa di magnitudo inferiore a quella dell’Aquila e la maggior distanza dall’epicentro hanno impedito che si segnalassero gravi criticità per la sicurezza dei viaggiatori. Anche se, nel tratto Bussi Popoli, la circolazione sull’A25 è ridotta a una carreggiata, proprio per consentire ai tecnici e gli addetti alla viabilità di verificare la situazione e rimettere in linea giunti e impalcati che si sono spostati. Controlli sono in corso nel tratto Cocullo Pratola, dove si trovano i viadotti più esposti al rischio sismico. Ma finora non ci sono segnalazioni di problemi. Le strutture dell’autostrada hanno dunque retto anche questa volta.


ALLE 19.50 ALTRA FORTE SCOSSA

Una nuova violenta scossa ha fatto tremare l'area di Pescara del Tronto, intorno alle 19.50, facendo muovere le strutture di acciaio e le tende nel vicino campo di soccorso allestito dalla Protezione civile.

La scossa è stata avvertita distintamente anche in Abruzzo.

La situazione sismica nella zona del terremoto di questa notte «continua ad essere di forte attività con molte repliche che si susseguono nell'area», di «piena attivitá». Lo ha indicato la responsabile della struttura terremoti dell'Istituto Nazionale di Geofisica e Vulcanologia, Daniela Pantosti, spiegano che al momento ci sono state circa 250 scosse.


A L’AQUILA ALLESTITE AREE PER CHI VUOLE DORMIRE FUORI CASA

La giunta comunale dell'Aquila ha stabilito di mettere a disposizione tre aree per tutti coloro che non volessero trascorrere la notte in casa, per paura di ulteriori scosse sismiche. Si tratta di Murata Gigotti a Coppito (ove opera il gruppo di protezione civile della Pro Loco di Coppito), della scuola media di Paganica (presidiata dai volontari dell'Associazione nazionale Alpini "Mario Rossi") e dell'impianto sportivo di piazza d'Armi (dove si trovano i volontari delle Misericordie).

LO SCANDALO DELLA SCUOLA DI AMATRICE

La scuola di Amatrice, costruita nel 2012, secondo le norme anti-sismiche, tre anni dopo il disastro de L’Aquila è crollata, completamente distrutta. E’ uno dei simboli (e delle vergogne) del terremoto che ha devastato nella notte del 24 agosto l’Italia Centrale.

Il 13 settembre del 2012 le cronache locali raccontavano: «inaugurata a tempo di record questa mattina, la restaurata sede del Plesso Scolastico “Romolo Capranica”; dopo appena tre mesi di lavori, questa mattina gli alunni di materne, elementari e medie hanno potuto tornare regolarmente sui banchi».

I lavori - assicurò il sindaco Sergio Pirozzi- «hanno riguardato l’adeguamento della vulnerabilità sismica con la fasciatura di tutti i pilastri con fibre di carbonio, il rinforzo tradizionale dei pilastri centrali, la messa in sicurezza delle tamponature esterne e delle tramezzature interne, la realizzazione dell’impianto di riscaldamento a pavimento, la sostituzione di tutti gli infissi, il rifacimento dei pavimenti e intonaci, l’ammodernamento dei bagni e la completa tinteggiatura interna ed esterna».

I lavori di ristrutturazione sono costati di 511.297,68 euro della Regione Lazio (di cui 106.000,00 da parte del Comune), sono stati realizzati dall’Impresa Consorzio Stabile Valori di Roma. In più ci sono da sommare anche i duecentomila euro di contributi erogati dalla Provincia di Rieti tramite la Regione Lazio dopo il terremoto del 2009.