IL CASO

Pescara. Lavori banda ultralarga: errori per fibra troppo in superficie

Chiesto lo stop dei lavori e la riunione della commissione consiliare

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PESCARA. I cavi della fibra ultralarga sotto l’asfalto di appena 10 centimetri. Troppo pochi così rischiano di essere danneggiati facilmente.

Tutta colpa dei sottoservizi che sono a loro volta troppo poco profondi e dunque impediscono agli operai della fibra di andare più a fondo.

 

Se ne è accorto  Armando Foschi, membro dell’Associazione ‘Pescara – Mi piace’ che sta seguendo la vicenda con i cittadini.

 

«Lavori per l’installazione della banda ultralarga a Pescara sono da rifare», speiga, «troppo alta la quota stradale in cui l’impresa sta installando i lunghi serpentoni della nuova fibra, appena 10 centimetri sotto l’asfalto, là dove il contratto prevede il rispetto dei 35 centimetri in minitrincea, troppo vicina ai sottoservizi, e dunque facile da danneggiare al primo guasto delle reti sottostanti. A questo punto chiediamo l’immediato stop del mega-cantiere che sta attraversando tutta la città, con la convocazione di una seduta della Commissione Lavori pubblici e un confronto diretto con i tecnici comunali responsabili dell’intervento ai quali l’Associazione ‘Pescara – Mi piace’ è pronta a consegnare la copiosa documentazione fotografica raccolta dai cittadini con un confronto immediato sul posto per verificare le segnalazioni ricevute. Ancora una volta le ‘grandi opere’ della giunta Alessandrini brillano per incompetenza amministrativa e superficialità, giocate sulla pelle dei cittadini».

 

 

Là dove la banda ultra larga, ovvero il fascio di fibre, è già stata installata non sarebbe stata rispettata la profondità dei 35 metri, ma la minitrincea sarebbe scesa ad appena 10 centimetri dal manto d’asfalto, come hanno avuto modo di fotografare i residenti di via Gabriele D’Annunzio.

Un errore che potrebbe non essere di scarsa rilevanza, visto che scavare meno, oltre a produrre un evidente vantaggio a favore dell’impresa impegnata nel cantiere, comunque significherebbe installare la banda molto più in superficie, ovvero appena sotto l’asfalto, con una possibilità di danneggiamento della nuova rete da parte dei veicoli in transito molto elevata, generando un inutile sperpero di denaro.

Non solo: alcuni cittadini, oltre al mancato rispetto degli accordi con il Comune, hanno anche contestato la presenza, proprio al di sotto della banda, dei vecchi sottoservizi, ciò significa che, semmai malauguratamente dovesse danneggiarsi la rete idrica o anche del metano, si dovrebbe rimuovere la banda per poter sistemare il guasto, con un danno economico incalcolabile per la città.

 

 

«Nella seduta», ha aggiunto Foschi, «siamo pronti a mostrare le foto scattate dai residenti di via Gabriele D’Annunzio, ma soprattutto siamo pronti a una verifica sul campo nelle strade dove i lavori sono già stati eseguiti, come in via dei Sabini, via Fonte Romana, via Marconi, dove sarà sufficiente un piccolo sondaggio per verificare l’esatta profondità della fibra. Peraltro chiediamo anche certezze sui tempi di ripristino delle strade in cui sono avvenuti gli scavi, visto che a oggi vediamo solo indecorose pezze con bitume a freddo e vogliamo capire quando la ditta comincerà il rifacimento dell’intero manto stradale per coprire quelle pezze».