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Paura nella notte ad Ortona: fiamme nel vano ascensore di Palazzo Cirulli

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ORTONA. Alle ore 3.15 della notte scorsa si è sviluppato un incendio nel vano ascensore del centralissimo palazzo Cirulli a Porta Caldari. Pronto l’intervento delle forze dell’ordine, dei mezzi di soccorso e del sindaco Leo Castiglione che arrivati sul posto hanno attivato le procedure di evacuazione delle abitazioni.

L’amministrazione comunale ha inoltre attivato il Centro Operativo Comunale per gestire al meglio l’emergenza.

Nelle 35 unità abitative erano presenti 27 nuclei familiari, tutti evacuati e portati alla sala Eden per avere la necessaria assistenza. Cinque le persone che hanno avuto bisogno di ulteriori accertamenti medici presso gli ospedali di Chieti e Lanciano.

I Vigili del fuoco sono riusciti in poco tempo a domare le fiamme che per fortuna sono rimaste circoscritte al vano ascensore mentre il fumo e la fuliggine hanno invaso la tromba delle scale, entrando anche negli appartamenti.

L’autorità inquirente ha posto sotto sequestro l’ascensore per le opportune indagini del caso mentre i Vigili del fuoco hanno accertato l’agibilità della struttura. L’Arta è intervenuta operando quattro prelievi per certificare la salubrità dell’aria e i risultati saranno comunicati ufficialmente entro le prossime 24 ore.

Valutati quindi gli elementi a disposizione, in una riunione tenutasi questa mattina alle ore 12.00 alla sala Eden con tutti i residenti del palazzo, si è deciso di far rientrare gli inquilini a partire dal tardo pomeriggio di oggi. Di questi, sette nuclei familiari hanno deciso di non rientrare questa sera nella propria abitazione decidendo per  una sistemazione provvisoria presso amici e familiari. Solo una famiglia, non avendo questa possibilità, sarà sistemata dal Comune presso un B&B di Ortona.

«L’emergenza – conclude il sindaco Leo Castiglione - che ha colpito la nostra comunità è stata gestita con prontezza e efficienza da tutti gli operatori coinvolti che ringrazio per la professionalità e umanità dimostrate. Abbiamo condiviso tutte le scelte con i diretti interessati a partire dalle famiglie coinvolte, tenendo presente sia i risvolti sanitari che psicologici della vicenda».