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Viaggio dentro il Cotir, senza elettricità e sott’acqua

Ecco come è ridotta la struttura pubblica

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VASTO. Il Cotir e le sue attrezzature, dopo il distacco della corrente elettrica è sott’acqua; macchinari, archivi, materiale divulgativo, progetti sono coperti dalle acque.

Dalle ore 12 del 13 novembre, al Cotir (Consorzio per la Divulgazione e Sperimentazione delle Tecniche Irrigue), è stata staccata la corrente elettrica per insolvenza nel pagamento delle utenze dell’ultimo anno.

Questo è uno dei risultati raggiunti dagli ultimi tre anni di messa in liquidazione dell’ente da parte della Regione Abruzzo.

Ma i 27 lavoratori che attendono oltre 32 stipendi, in quali condizioni saranno costretti a lavorare ora?

E’ questa la domanda che ci siamo posti e a cui abbiamo tentato di dare una risposta recandoci ieri presso la sede in contrada Zimarino a Vasto.

Nella struttura abbiamo incontrato i lavoratori che ci hanno mostrato i danni che il maltempo ha prodotto alla struttura e che si sommano alla mancata manutenzione e di investimenti degli ultimi anni.

I sotterranei dell’edificio sono stati completamente allagati. La struttura si trova cinque metri sotto il livello del mare e proprio per evitare fenomeni di allagamento, aveva delle pompe che si azionavano per il tiraggio delle acque che si andavano ad accumulare, pompe che purtroppo non sono entrate in funzione per la mancanza dell’energia elettrica, comportando l’allagamento di tutti i locali sotterranei adibiti a magazzini ed archivi, distruggendo materiale divulgativo (depliant, cartellonistica) e la documentazione degli ultimi 17 anni di progetti e macchinari, che ora galleggiano nell’acqua, tra provette e contenitori.

 

Alcune delle pannellature di controsoffitto sono cadute, per le numerose infiltrazioni d’acqua, è evidente inoltre, lo stato di decadenza dell’intera struttura a causa della mancata manutenzione relativa agli ultimi anni. L’NMR (Risonanza Magnetica Nucleare), una delle poche presenti sul territorio nazionale dedicate alla ricerca in campo agricolo, del valore di oltre 600mila euro è spenta, la sua riaccensione (se avverrà), costerà migliaia di euro.

Ma sono i sindacati a sottolineare la gravità maggiore, con una lettera di diffida inviata ai soci del Cotir (Regione Abruzzo, Provincia di Chieti, Consorzio di Bonifica Sud, Comune di Scerni), al collegio dei liquidatori e per conoscenza al Prefetto, Antonio Corona, e al sindaco di Vasto, nella quale scrivono che «L’interruzione dell’energia elettrica oltre a provocare i danni sopra descritti, genera la disattivazione automatica del sistema di allarme e dell’illuminazione esterna, condizioni che possono favorire gravi atti di vandalismo considerando il fatto che il centro è isolato e lontano dalle abitazioni».

Un patrimonio immenso, che appartiene al pubblico, non ad un privato, di cui tutti dovrebbero sentirsi responsabili, è in pericolo.

Ad oggi i dipendenti hanno ricevuto una sola telefonata da parte dell’ufficio patrimonio della Regione Abruzzo, per stabilire un possibile sopralluogo. Nonostante tutti i responsabili siano stati messi al corrente delle condizioni di disagio dei lavoratori, nessuno si è ancora assunto la responsabilità di dire quale sarà il loro destino.

Il destino delle cose invece è chiaro: se nessuno interviene tutto marcirà.

 

Così finisce il Cotir dopo i lontani periodi di “ricchezza” la disgrazia è davanti ai nostri occhi.

La lotta dei lavoratori continua.

GUARDA IL VIDEO di Antonia Schiavarelli