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Caserma di via Rigopiano, «il progetto è pronto»

Dopo l’allarme di Di Pillo, Blasioli assicura che si è in dirittura d’arrivo

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PESCARA. E’ stato presentato ieri il progetto di completamento degli alloggi dei Carabinieri in via Rigopiano.

L’architetto Raffaele Basso del Provveditorato delle Opere Pubbliche ha presentato un progetto di 1.600.000 euro redatto dall’architetto Nicola Genovese, che il 28 novembre verrà esaminato dal Comitato Tecnico Amministrativo del Provveditorato delle Opere Pubbliche e ci auguriamo che possa essere approvato, perché entro l’anno le somme stanziate dal Ministero devono essere assolutamente impegnate.

 

«Parliamo di una cifra, 1.600.000 euro, appunto, che non è “scomparsa” come vaneggia il consigliere comunale Massimiliano Di Pillo», spiega il vice sindaco Antonio Blasioli che se la prende con il pentastellato anche perché ha bruciato l’annuncio della presentazione del progetto di completamento: «avremmo voluto darlo fra qualche giorno, per illustrarne tutti gli effetti», ammette Blasioli.

 

«Erba altissima tutt’attorno all’edificio», aveva denunciato qualche ora prima della replica del Comune il consigliere Di Pillo. «Lo stesso da tempo è luogo di ritrovo e di ricovero di senza tetto, e soprattutto luogo di carico e scarico di materiale di scarto presumibilmente edile, nonché magazzino di personaggi che entrano ed escono caricando e scaricando ponteggi e materiale vario. Attualmente dentro allo stesso recinto che teoricamente dovrebbe essere ancora un cantiere, viene tenuto un cane San Bernardo, probabilmente di proprietà sempre degli stessi personaggi, che usano gli spazi antistanti l’edificio come fossero proprietari della stessa area».

 

Secondo Di Pillo non basta riqualificare l’area ultimando i lavori di completamento dell’edificio ed assegnandolo agli stessi Carabinieri: «c’è bisogno anche di completare ed aprire l’importante strada di collegamento tra Via Arapietra e Via Rigopiano contigua allo stesso edificio, ed asse viario fondamentale per lo smaltimento del flusso proveniente dai quartieri collinari e raccordo per le due zone della città tagliate dal rilevato ferroviario, nonché l’attuazione degli impegni presi pe l’area verde sempre accanto alla Foresteria dei Carabinieri, che nei sogni dell’amministrazione dovrebbe diventare funzionale agli abitanti della stessa zona».

 

Fu la seconda giunta Pace nel 2005 a far partire l’idea di quella che sarebbe dovuta essere la nuova Caserma dei Carabinieri di Pescara. Nell’area una volta dei “Monopoli di Stato” tra le Vie Arapietra e Rigopiano inizialmente si  prevedeva la costruzione di 3 edifici che contemporaneamente riuscissero ad assorbire 3 caserme dei Carabinieri della città di Pescara.

 

Le caserme che sarebbero state accorpate nell’area a pochi passi dalla Stazione Ferroviaria di Pescara sono quelle di Via Botticelli, Via di Sotto e Via Savonarola, presidi della legalità dislocati in zone strategiche della città, ma tutte e 3 in affitto e con costo complessivo per le casse della collettività di circa 400.000€ all’anno.

 

Nell’ottobre del 2009 l’allora sindaco di Pescara Luigi Albore Mascia, tiene a battesimo l’inizio dei lavori. Il 6 luglio 2010 il Comune di Pescara procede alla cessione dell’ area al Demanio per la realizzazione del 1° lotto del progetto. La ditta di costruzioni Di Cintio di Roma se ne aggiudica l’appalto, nell’ottobre 2010 si diedero inizio ai lavori di realizzazione del 2° lotto, lavori che sarebbero dovuti terminare entro 18 mesi e che invece dopo 7 anni sono fermi alla costruzione di una sola palazzina, ancora da completare nelle rifiniture,

 

Il 9 gennaio del 2015 il Ministero delle Infrastrutture e dei Lavori Pubblici emana un decreto, inerente il completamento delle opere pubbliche in tutta Italia e destinando alle stesse 50 milioni di euro. Proprio nei primi giorni del 2015 l’allora Ministro Lupi, annuncia in un incontro proprio all’interno del Consiglio Comunale di Pescara, lo stanziamento di 2 milioni di euro per l’Abruzzo relativamente al completamento di opere pubbliche, ed insieme alla realizzazione di lavori nel porto di Ortona, era pronto 1 milione di euro per completare la sola palazzina costruita, ed assegnarla comunque ai carabinieri come alloggi di servizio.

 

 

Soldi che ci sono, assicura Blasioli.