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Gran Sasso e acqua trasparente: ecco il popolo che non vuole più essere ingannato

Erano tanti: manifestazione riuscita. Tra i rappresentanti anche esponenti istituzionali

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TERAMO. Tra i 3mila ed i 4mila partecipanti. Tante sono state le persone tra gente comune, bambini, donne, anziani, rappresentati delle istituzioni e tanti sindaci. Rappresentanti di associazioni, bandiere e striscioni di sindacati, movimenti d'opinione e politici: la manifestazione "Sull'acqua trasparente", organizzata dall'osservatorio indipendente per l'acqua del Gran Sasso, ha sorpreso i suoi stessi organizzatori per la grande risposta di partecipazione.

«Questo è il nostro più grande successo - ha detto Massimo Fraticelli, uno degli organizzatori -, oltre il fatto che la politica oggi ci sta guardando: hanno risposto i cittadini, quelli che dell'acqua sono i proprietari, che marciando con noi hanno voluto far sentire la loro voce, per ribadire che l'acqua non è di chi deve lucrarci, ma della comunità e dei territori».

Il lungo serpentone di persone si è snodato dai giardini pubblici "Gambacorta" e poi lungo il corso principale, San Giorgio, per percorrere un altro tratto di strada centrale nel cuore della città fino a piazza Sant'Anna dove la manifestazione si è conclusa con gli interventi dal palco dei rappresentanti del cartello di associazioni ambientaliste che ha messo su il corteo.

«Da domani questa manifestazione avrà il suo peso sulla politica - ha aggiunto Fraticelli -. Ogni volta che dovranno prendere decisioni su azioni che possano incidere sull'acquifero del Gran Sasso dovranno pensare che ci sono almeno 4.000 persone che hanno su di loro gli occhi puntati. Oggi abbiamo dimostrato e ribadito che vogliamo una seria e decisiva messa in sicurezza dell'acqua del Gran Sasso e che i finanziamenti pubblici destinati a questo vengano effettivamente utilizzati e non sperperati come gli 80 milioni di euro serviti fino adesso».

Il timore della vigilia che la manifestazione fosse disertata dai sindaci della provincia di Teramo è stato fugato dalla presenza di circa una ventina di primi cittadini con le fasce tricolori, e tra i primi anche il sindaco di Teramo, Maurizio Brucchi.

Tra i partecipanti anche il presidente e deputato di "Scelta Civica Abruzzo", Giulio Sottanelli, l'assessore regionale Dino Pepe, il presidente della Provincia, Renzo Di Sabatino, quello del Parco Gran Sasso-Monti della Laga, Tommaso Navarra, e il rettore dell'Università di Teramo, Luciano D'Amico.

Il corteo si è svolto in maniera regolare e civilissima, accompagnato dalle note della banda musicale "Città di Giulianova", da tante bandiere e dagli striscioni delle più rappresentative associazioni ambientaliste.

Tutto si è svolto senza intemperanze, sotto il controllo di un discreto servizio d'ordine e non è stato turbato affatto dalla protesta anarchica che alla vigilia della manifestazione ha affisso lungo il percorso manifesti di contestazione nei confronti dell'iniziativa.

 

 

ECCO LE RAGIONI DEL CORTEO E LE RICHIESTE

 

SICUREZZA PER L’ACQUA

L’interferenza tra acquifero/autostrada/laboratori è un potenziale pericolo per oltre 700.000 abruzzesi che bevono l’acqua del Gran Sasso, per l’ambiente, ma anche per l’economia di questo territorio. Sono anni che questa situazione è conosciuta, ma ancora non si sono fatte le scelte necessarie per risolverla. Non sono ancora chiare le soluzioni cui si sta lavorando, i tempi che richiederanno e i fondi a cui si potrà attingere. Non si può aspettare ancora e vanno recuperati velocemente i troppi anni persi.


AZZERAMENTO DEL RISCHIO

Una volta individuata, la soluzione definitiva richiederà tempo. Nel frattempo va azzerato il rischio di incidente. Vanno aumentate la qualità e la quantità dei controlli, ma soprattutto, non si può continuare a mantenere il carico di materiale pericoloso, men che meno radioattivo, fatto transitare, immagazzinato e utilizzato sotto il Gran Sasso. La sicurezza dell’acqua, della salute e dell’ambiente vengono prima di qualsiasi altro interesse. Chi pensa di poter aumentare il rischio per i cittadini dovrà trovare una fortissima opposizione da parte di tutte le istituzioni e dei rappresentanti delle comunità. Una opposizione che – se necessario – dovrà arrivare anche nelle aule dei tribunali. Ricordiamoci che la vittoria contro il terzo traforo e l’ampliamento dei Laboratori di Fisica Nucleare fu ottenuta anche al termine di un duro confronto in sede giudiziaria.

 

TRASPARENZA E PARTECIPAZIONE

I cittadini vogliono essere partecipi del processo decisionale. Vogliono essere informati in maniera tempestiva e non vogliono subire le scelte di altri. Tutta la vicenda dell’acqua del Gran Sasso è stata caratterizzata dalla mancanza di informazione e partecipazione. È stato negato all’Osservatorio di partecipare come uditore al tavolo regionale per la gestione della problematica dell’acqua del Gran Sasso. I cittadini, invece, hanno il diritto di sapere cosa succede all’acqua che arriva nelle loro case e all’ambiente in cui vivono.