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Scomparsa Renata, il figlio: «papà non può averle fatto male»

L’uomo non è mai stato ascoltato dai carabinieri

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GIULIANOVA. Ancora nessuna traccia di Renata Rapposelli, la pittrice abruzzese sparita nel nulla dal 9 ottobre scorso dopo essere andata a far visita all’ex marito e al figlio che vivono a Giulianova.

 

Da quasi un mese non si sa più nulla della donna che si è come volatilizzata. Amici e parenti sperano che si sia rinchiusa in qualche convento, dal momento che era molto, credente ma non sono ancora chiare le circostanze della sua sparizione.

Il suo cellulare è muto, l’ultimo accesso a WhatApp risale alla mattina della scomparsa, prima che arrivasse a Giulianova.

Il figlio, che in questi giorni sta partecipando a diversi programmi televisivi che si stanno occupando del caso, ha ricostruito le ultime ore della mamma: Renata sarebbe stata accompagnata da suo padre, ex marito di Renata, a Loreto, nei pressi del Santuario.

Il marito, invece, in tv non compare e non ha nemmeno ancora raccontato nulla ai carabinieri. Dopo aver appreso della sparizione della donna si è fatto ricoverare nel reparto di psichiatria dell’ospedale di Giulianova.

 

 

LA PRIMA DENUNCIA

Il primo a denunciare la sparizione di Renata è stato un amico di un gruppo di preghiera, il 16 ottobre, una settimana dopo la misteriosa sparizione.

L’amico ha raccontato che la donna aveva problemi economici e che aveva effettivamente detto che sarebbe voluta andare al santuario di Loreto ma non aveva più la macchina. L’uomo sapeva pure che l’ex marito sarebbe voluto tornare insieme a lei.

Un’altra amica ha raccontato invece che la pittrice, residente in una casa popolare nel centro di Ancona, le aveva confidato che l’ex marito le aveva inviato un sms con la richiesta di andare a trovarli a Giulianova perchè il figlio aveva un tumore.

Qualche giorno dopo, però, Renata scoprì che l’ex marito aveva detto una bugia ma lei decise comunque di andarli a trovare.

 

 

IL 9 OTTOBRE RENATA PARTE

Il 9 ottobre Renata sarebbe partita da Ancona alle 11.32, arrivando a Giulianova alle 13.05.

A prenderla alla stazione proprio l’ex marito che subito la portò a casa dal figlio Simone Santoleri che non vedeva da tanto tempo.

Tra i due, infatti, i rapporti sono tesi da anni, come ha rivelato il figlio in televisione.

E Renata quel giorno non entrò nemmeno in casa che cominciò la prima discussione.

Quando si accorse, infatti, che nella casa erano stati realizzati dei lavori di ristrutturazione, sempre secondo la versione del figlio, sarebbe andata su tutte le furie: “ha cominciato a dire: ‘ma allora i soldi ce li avete… mi spetterebbe il mantenimento, e mi spetterebbero più dei 200 euro che ha stabilito il tribunale’.

In più la donna sosteneva che i due le dovessero dare 3 mila euro.

La discussione sarebbe durata al massimo 10 minuti poi la donna andò via in macchina con il marito, Giuseppe, che dice di averla lasciata a 3 km dal santuario di Loreto, in aperta campagna.

L’uomo sarebbe poi ritornato a casa dal figlio verso le 17.30.

 


GLI ORARI NON COINCIDONO

Ma in questa ricostruzione c’è qualcosa che non torna: per compiere il tragitto Giulianova-Loreto ci vogliono almeno 2 ore e mezza (l’uomo dice di aver percorso la statale) e dunque tra andata e ritorno avrebbe dovuto impiegare 5 ore. Invece il tutto si sarebbe compiuto al massimo in 3 ore e mezza, 4 ore.

Secondo un’amica della donna, inoltre, è molto strana la circostanza che Renata si sia fatta lasciare a 3 km dal Santuario dal momento che aveva problemi ad una gamba e che non camminava bene. Si sarebbe anche voluta operare ma non aveva soldi per una visita specialistica.

 

Comunque, come detto, dal 9 ottobre, giorno in cui il marito la lasciò nei pressi di Loreto, al giorno 16 ottobre (quando l’amico va dai carabinieri insospettito dal silenzio della donna), nessun altro si domanda che fine abbia fatto Renata.

Quando il 17 i carabinieri vanno a Giulianova a chiedere notizie all’ex marito e al figlio l’uomo si sente male e si fa ricoverare in psichiatria.

Non si tratta di un primo ricovero, come ci ha tenuto a specificare il figlio ieri alla trasmisisone ‘Chi l’ha visto?’ ma di una situazione che va avanti da oltre 20 anni.

Dunque i carabinieri non hanno mai messo a verbale il suo racconto, pur essendo stato lui l’ultimo a vedere viva la donna, nemmeno dopo che l’uomo è stato dimesso ed è tornato a casa.

L’avvocato Gianluca Carradori ha infatti confermato che l’ex marito è a disposizione delle autorità dal 16 ottobre ma nessuno ha bussato alla sua porta per fargli domande.

L’inviata di ‘Chi l’ha visto?’ ha potuto parlare con lui, e lo ha descritto come un uomo “minuto, fragile, debole”.


 

IL RAPPORTO TORMENTATO CON IL FIGLIO

Il figlio ha raccontato al programma di Federica Sciarelli i suoi problemi con la mamma che non frequentava più da molti anni. L’uomo ha detto che non sapeva nemmeno dove abitasse ma di averlo scoperto solo dalle carte della sua scomparsa.

«Mia madre era una pittrice molto famosa per le sue opere. Disegnava clown donna. Poi ha avuto conversione pazzesca, era totalmente ossessionata dalla religione a tal punto che ha cominciato a credere che fossi indemoniato perchè ascoltavo l’heavy metal. Mi bruciava le magliette intime e le mutande, mi buttava secchi d’acqua ghiacciata benedetta addosso, alle 4 di notte, mentre dormivo. Mi ha bruciato diari scolastici e poi li spargeva nei fiumi in segno di purificazione».

 

Santoleri ha ricordato anche il compleanno dei suoi diciotto anni: «quel giorno l’ho trascorso chiuso in camera, lei vicino alla porta a buttarmi acqua benedetta. Mi ha fatto fare anche un esorcismo e il prete le disse ‘signora suo figlio non ha il demonio... è lei che ce l’ha’».

Santoleri ha raccontato invece che il padre era succube di Renata, «se ne lavava le mani dei suoi comportamenti” anche perchè, ha ammesso, era molto innamorato di lei. “Quando la vedeva sembrava vedesse la madonna».

 

Il figlio non crede all’ipotesi che suo padre, ultimo a vederla, possa averle fatto del male: «è impossibile, lei pesa tre volte mio padre e lui ha la mano sinistra in disuso».

 

a.l.