CASCHI MALE

Stella Maris, operai al lavoro… ma non hanno i caschi protettivi

Partito il cantiere da 1 milione di euro

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MONTESILVANO. Attesi per anni, sospirati e poi partiti e festeggiati: i primi operai sono al lavoro da alcuni giorni alla Stella Maris sulla riviera di Montesilvano.

 

 

Ma basta qualche cappellino da beseball per salire sulle impalcature e mettersi all’opera? Pare proprio di no. Eppure è così che si sta lavorando da questa mattina.

 

L'intervento è finanziato con un milione di euro recuperati tramite la Regione Abruzzo dai fondi Fas. L'edificio diventerà contenitore di attività tra cui una 'colonia estiva' per bambini. Saranno recuperati spazi a scopo ricettivo, con circa 80 posti letto da utilizzare come ostello in estate e convitto per l'istituto Alberghiero di Pescara in periodo scolastico.

Sono previsti il completamento dei collegamenti verticali, la realizzazione di impianti idrici, le tramezzature interne, i servizi igienici, la sistemazione degli spazi esterni con parcheggi e verde attrezzato. I lavori vengono eseguiti dalla ditta Ulrico De Cesare, vincitrice della gara per il recupero dell'edificio.

Ma la ditta sa come stanno operando i suoi operai?

 

Gli operai al lavoro oggi sono un paio appena, nei giorni scorsi ce n’era uno solo, probabilmente lo ‘squadrone’ necessario per avviare i lavori da un milione di euro arriveranno nei prossimi giorni per consegnare l’opera nei termini. Per ora l’inizio è più che soft.

 

Le norme per lavorare sui cantieri si sa sono rigide e ad una prima occhiata sembra che ci sia qualche mancanza anche se si tratta solo di lavori preparatori.

Come ha stabilito anche una recentissima sentenza della Cassazione, infatti, i lavori edili rientrano tra le attività che generalmente comportano la necessità di proteggere il capo e per le quali, quindi, è necessario l'elmetto protettivo, “a prescindere dal fatto che il suo utilizzo sia specificamente contemplato nel documento di valutazione”.

 

Inoltre l’uso dello stesso casco è imposto “dall’inevitabilità del rischio individuale” togliendo quindi ogni arbitrio alle eventuali valutazioni del datore di lavoro.

A prescindere da quello che si sta facendo, dunque, sembra proprio che sia necessario correre ai ripari prima che qualcuno se ne accorga e commini sanzioni e per scongiurare eventuali incidenti.

Insomma, rischiare di bloccare il tanto atteso cantiere per irregolarità nella sicurezza sarebbe veramente una beffa dopo tanti anni di attesa.

 

a.l.