LE RIVELAZIONI SHOCK

Le Iene: «così vengono truccate le votazioni degli italiani all’estero»

Le incredibili rivelazioni di un ‘cacciatore di plichi’

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COLONIA. Un “cacciatore di plichi”, italiano ma residente in Germania, ha confessato a Filippo Roma (Le Iene) come ha fatto i brogli alle ultime elezioni e consentito ad uno dei candidati della circoscrizione Estero di entrare in Parlamento.

L’uomo, a volto coperto, ha detto di aver «rubato e comprato plichi per le votazioni del 2013 per l’onorevole Mario Caruso», candidato alla Camera dei deputati, nella circoscrizione Estero A (Europa), nella lista centrista Con Monti per l'Italia (in quota FLI). Proprio quell’anno Caruso è risultato il primo degli eletti (con 12.576 preferenze) mentre cinque anni prima non ce l’aveva fatta e aveva ottenuto solo 7.100.

«Quella raccolta è una testimonianza shock a cui non vogliamo credere», ha detto Roma, decidendo comunque di mandare in onda le accuse.

Ma cosa sono i plichi? Sono le lettere che arrivano dal consolato a casa degli Italiani all’estero, e nel caso specifico in Germania. Dentro c’è una scheda elettorale, l’elettore deve riempirla, votare la persona favorita, firmarla, richiudere la busta e mandarla al consolato. Il consolato poi li manda in Italia per il conteggio.

Ma il cacciatore di plichi sarebbe riuscito ad ‘intercettare’ circa 7 mila schede pulite, grazie anche alla complicità di alcuni baristi che chiedevano ai clienti le schede, in cambio di regalini da 5 e 10 euro. Fondamentale anche l’aiuto di un postino che in cambio avrebbe dovuto essere ricompensato in denaro.

La finalità, come ha raccontato l’uomo, era sempre la stessa: ‘donare’ le schede al politico che gli aveva chiesto un aiuto. La gola profonda delle Iene ha raccontato che per il servizio reso lui avrebbe dovuto intascare 5 mila euro che però non sarebbero mai arrivati a destinazione.

Filippo Roma ha intervistato anche decine e decine di italiani a Colonia e tutti hanno confermato di non aver mai ricevuto la scheda elettorale alle ultime elezioni. Qualcuno ha protestato con il Consolato, ad altri non è importato più di tanto perché «la politica italiana non mi interessa». Un altro candidato ha sostenuto che questo sia un metodo collaudato e Caruso non sarebbe il solo.

A chi ne ha fatto richiesta il Consolato ha inviato un duplicato della scheda che, così come l’originale, aveva un numero identificativo associato al nome dell’elettore.

Prima della conta dei voti alcuni controllori dovrebbero verificare proprio l’unicità di quella matricola e l’assenza di un’altra scheda con lo stesso numero identificativo proprio per escludere schede doppie o falsi.

Ma tramite una telecamera nascosta le Iene hanno mostrato come questo passaggio venga in realtà saltato perché troppo lungo e dispendioso.

Caruso, già finito nel mirino delle Iene per il caso dell’assistente parlamentare non pagata (mentre era pagato il figlio del collega sottosegretario, mai visto nell’ufficio), è stato raggiunto in Germania ma non ha voluto rilasciare dichiarazioni.

«Che il voto all'estero sia sempre soggetto a brogli lo sappiamo già tutti e questo è il motivo per il quale non lo cambieranno mai», ha commentato su Facebook il deputato abruzzese del Movimento 5 Stelle, Andrea Colletti. Ma dopo aver visto il video e il metodo spiegato «capite perché in Italia nel 2013 prendemmo oltre il 25% e nella circoscrizione estero meno del 10%!»

Da anni si parla di pericolosi brogli per le votazioni degli italiani all’estero. Nel 2008 vennero ritrovati a Buenos Aires, nei magazzini di una ditta responsabile di distribuzione, 120mila schede in più rispetto a quelle necessarie per il voto dei nostri connazionali argentini.

 Nel 2014 Il Fatto Quotidiano raccolse la denuncia del presidente dei Bellunesi nel mondo che raccontò di una vera e propria compravendita di schede per 50 euro l’una.

Pure in occasione dell’ultimo Referendum Matteo Salvini lanciò l’allarme: «penso che nei consolati e nelle ambasciate ne siano successe di cotte e di crude ma conto sul fatto che il voto degli italiani, di milanesi torinesi o napoletani, superi gli eventuali Sì inventati e comprati da Renzi in giro per il mondo».

Il ministro Angelino Alfano ha invece sempre negato il rischio di eventuali brogli «gli italiani all’estero hanno sempre votato con regolarità e nessuno ha messo mai in discussione tutto quello che è venuto come risultato dal voto estero».



***  IL VIDEO INTEGRALE ***