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Delfino d'oro a Enrico Vanzina: «Pescara mi ricorda Rio De Janeiro»

Il regista aveva già vinto il premio Flaiano

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PESCARA. Questa mattina a Palazzo di Città a Pescara, nel giorno della festa del patrono San Cetteo, si è tenuta la cerimonia di consegne, a personalità che si sono distinte in campo nazionale, dei Ciattè d'oro e dei Delfini d'oro, nell'ambito di un Consiglio Comunale Straordinario di fronte ad un'aula consiliare gremita.

Fra i premiati anche il noto produttore cinematografico e regista Enrico Vanzina, già vincitore nel 2010 del Premio Flaiano.

E proprio il ricordo dell'indimenticato scrittore e giornalista lega Vanzina al capoluogo adriatico.

«Sono fiero ed orgoglioso di ricevere questo Delfino d'oro in una città che ho scoperto tardi nella mia vita ma che è entrata nel mio cuore per tante ragioni, e non ultima la sua bellezza e la sua simpatia. Una città che mi ricorda Rio de Janeiro, ma una città che in Italia è poco conosciuta e che è percepita male. Naturalmente la grande amicizia che legava mio padre (Steno) a Flaiano ha fatto sì che questa scoperta da parte mia negli ultimi anni di Pescara, mi ha fatto tornare alla memoria questa amicizia antica con Flaiano che ho conosciuto bene. Ho vinto - ha detto il produttore cinematografico romano - anche il Flaiano che tra le cose, che forse mi hanno dato indegnamente, ritengo questo premio uno dei più importanti in assoluto, e l'amicizia che c'era tra la mia famiglia e Flaiano era grande per cui oggi essere qui un grande onore». Vanzina ha anche parlato di Pescara fra D'Annunzio e Flaiano: «Credo che D'Annunzio non abbia bisogno di appoggi, Flaiano invece credo vive oggi a Pescara una strana storia, nel senso che la città, che lo ama molto, non lo riconosce però abbastanza. È stato un po' schiacciato dalla fama e dal mito di D'Annunzio, ma penso che nel tempo però Ennio Flaiano ritroverà accanto a D'Annunzio il suo posto naturale».

Silvia Dell’Orso.

Giornalista, saggista, scrittrice, critica dell’arte e promotrice della conservazione del patrimonio artistico nazionale, scomparsa nel 2009.

Una vita interrotta prematuramente, ma vissuta con Pescara e l’Abruzzo nel cuore, perché sedi di affetti e di legami di lungo corso e di cui si è occupata da giornalista, saggista, storica dell’arte e tutrice patrimonio artistico e culturale. Un interesse grande per il nostro territorio, a cui la Città risponde oggi, attraverso il suo grazie più alto.

Nicoletta Di Gregorio.

Editrice, poetessa, scrittrice, promotrice della Cultura del territorio attraverso la vice presidenza della Fondazione PescarAbruzzo.

La lunga e radicata carriera di editrice l’ha formata alla ricerca della bellezza e del talento, di cui è diventata speciale espressione, attraverso i suoi scritti e i suoi innumerevoli versi poetici.

A Nicoletta Di Gregorio il tributo della Città per il contributo personale e letterario che ha offerto e offre alla vita e alla crescita culturale della comunità.

Patrick De Ritis.

Maestro, musicista, docente, compositore.

La sua passione per la musica è cresciuta in Italia e lo ha visto suonare e dirigere in Europa, negli Stati Uniti, Asia e Sud America con alcune delle orchestre più importanti del mondo. Si è formato con maestri di fama mondiale di piano e fagotto, strumento, quest’ultimo, che lo vede primo solista dei Wiener Symphoniker da oltre 20 anni. Un talento che a Pescara appartiene e che qui continua ad alimentarsi.

Roberto Pedicini.

Doppiatore, direttore del doppiaggio, attore e insegnante di recitazione ecc.

Il suo dono ha dato voce ai più grandi talenti del cinema mondiale. Da tanti anni la sua voce traduce per il piccolo e grande schermo l’amore, il dolore, la gioia, la meraviglia, l’avventura, l’intrigo e il divertimento che animano le storie di centinaia di personaggi di film, telefilm, serie, fiction, cartoni animati. E’ stato una sorprendente rivelazione radiofonica come Jack Folla, il Dj che dal braccio della morte programmava la musica della sua vita. Pescara accoglie e ringrazia Roberto Pedicini che conserva radici e passioni nella città, da cui tutto è cominciato.

Paola Sereni.

Storica maestra di lungo corso, insignita della Medaglia d’Oro del Mibact.

Una lunga carriera salutata da una Medaglia d’Oro da parte del Ministero della Pubblica Istruzione per i suoi metodi che hanno precorso i tempi, per la passione con cui ha insegnato a diverse generazioni della città e della provincia, per il grande carisma che le serba un posto caro nella memoria dei suoi ex alunni. A loro ci uniamo in un coro unico di affetto e riconoscenza.

Delfino d’Oro

Padre Giuseppe Piva.

Gesuita e missionario.

Per tanti anni è stato un riferimento per la comunità, attraverso la sua presenza nella parrocchia di Cristo Re, ai Gesuiti, dov’è stato per dieci anni, fino alla sua nuova missione di fede e di vita. Padovane le origini, ma la comunità Pescarese lo ha sempre considerato parte integrante della Città e oggi rinsalda il suo abbraccio.

Benemerenza civica con valore di encomio al:

Team delle assistenti sociali del Comune di Pescara che ha operato per l’emergenza dello sgombero delle Palazzine di via Lago di Borgiano

Un grazie speciale alle Assistenti Sociali del Comune di Pescara per la grande professionalità e umanità che hanno espresso durante i giorni dell’emergenza di via Lago di Borgiano. Attraverso la loro presenza costante e il dialogo continuo avuto con le famiglie interessate dal provvedimento, è stato possibile instaurare un fondamentale rapporto di ascolto e fiducia che ha consentito all’Ente di gestire quell’emergenza, tutte le azioni a tutela dei diritti da loro maturati e in risposta al bisogno di avere un tetto sicuro sotto il quale tornare a vivere.

Benemerenza civica ai:

Dirigenti degli Istituti Comprensivi Cittadini in quiescenza a partire dal Primo settembre 2014

La Città intende ringraziare tutti i docenti che hanno servito a lungo la comunità dedicandosi alla formazione scolastica in qualità di dirigenti degli istituti Comprensivi pescaresi. Un ruolo fondamentale per l’importanza della cultura nella crescita dei cittadini di domani, alimentato da passione e sacrificio e dalla cura di occuparsi del bene più grande della comunità, i nostri ragazzi.