LA DENUNCIA

Fosso Vallelunga di nuovo ostruito e pericoloso

Due anni e mezzo fa furono spesi 353mila euro per la messa in sicurezza

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PESCARA. Nuovo allarme per la mancata pulizia di Fosso Vallelunga e pericolo per le prossime piogge e piene che potrebbero creare danni per l’esondazione alle case limitrofe.


A chiedere pubblicamente un intervento è Mssimiliano Di Pillo (M5s) che spiega come gli ultimi 400 metri del fosso è in più punti ostruito creando pericolo per le abitazioni all’altezza delle palazzine di Via Monte Carmelo e P.zza Alcyone.


«Appena entrato in Consiglio Comunale nel 2014», dice oggi Di Pillo, «mi occupai subito della delicata questione di Fosso Vallelunga. A seguito di un sopralluogo e grazie ad una mia sollecitazione all’allora Vice Sindaco Del Vecchio, affinché si evitasse un disastro per gli abitanti del quartiere del Villaggio Alcyone, furono stanziati €353.233 con carattere di “somma urgenza” e successivamente furono eseguiti lavori di ripulitura del fosso, che era in condizioni disastrose. A luglio del 2016, esattamente 18 mesi dopo il primo importante intervento di messa in sicurezza dell’area, la situazione tornava ad essere di nuovo preoccupante. Con un’interrogazione sollecitai il Vice Sindaco Del Vecchio a predisporre un nuovo intervento di pulitura ma, nonostante il continuo monitoraggio da parte del personale del Comune di Pescara, l’amministrazione ritenne che non fosse necessario intervenire nuovamente».


A nord dello stesso fosso, da settembre a giugno, la densità abitativa si implementa con l’avvio della didattica dell’Istituto Comprensivo Pescara 6, complesso scolastico che ospita moltissimi alunni, dalle scuole dell’infanzia fino alle scuole medie, rendendo la pericolosità di un’eventuale evacuazione molto più complessa di quella di semplici abitazioni. Tutto ciò comporta la necessità di affrontare un problema che, di qui a breve con le frequenti piogge autunnali, potrebbe causare emergenze difficili da risolvere in tempi strettissimi.

«L’annessione del fosso Vallelunga alla riserva dannunziana attraverso l’approvazione del PAN», aggiunge Di Pillo, «potrebbe ridare nuova vita al canale, unico ipotetico sbocco a mare della riserva ed anello di congiunzione con la pinetina sulla spiaggia del Villaggio Alcyone. Lo stesso fosso fa da contorno alle aree individuate per la costruzione del nuovo stadio di calcio che, con l’eventuale superfetazione di cubatura, pregiudicherebbe equilibri allo stato attuale già compromessi. Servono fondi da destinare alla manutenzione ed alla pulizia di tutta la zona, intervento che ritengo indispensabile al fine di evitare accadimenti che non possiamo dominare con il semplice monitoraggio. C’è bisogno soprattutto di una nuova cultura nella cura del territorio, capace di strutturare un servizio permanente dedicato alla messa in sicurezza delle aree a rischio e dei fossi, così da non ritrovarsi, come accadde nel 2014, a ricorrere a spese “in somma urgenza” o addirittura a gestire evacuazioni del territorio che, come al solito, pagherebbero sempre e solamente i cittadini».