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«La promessa di Alessandrini è un bluff»: ecco come è ridotto il Teatro Michetti

Il Consigliere M5s Massimiliano Di Pillo ricorda le stranezze dell’ennesimo appalto inceppato

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PESCARA. La prima uscita dopo le elezioni del sindaco Alessandrini è stata nel «vecchio» teatro Michetti. La sua solenne promessa è stata: «subito il recupero».

Poi a febbraio del 2016 sempre in pompa magna il Presidente della Regione D’Alfonso, il Sindaco Alessandrini, l’ex Vice Sindaco Enzo Del Vecchio, l’Assessore Paola Marchegiani e l’imprenditore Angelo De Cesare, Vice Presidente dell’Ance vincitore dell’appalto per la ristrutturazione del Teatro Michetti, presentavano il progetto che di lì a poco avrebbe visto gli operai svolgere importanti lavori per riportare all’antico splendore il Teatro Michetti, gioiello che fu regalato a Pescara e ai pescaresi da Vicentino Michetti e fu inaugurato nel 1910.


Durante la campagna elettorale del 2014 tutte le forze politiche hanno promesso un Teatro Michetti ristrutturato che tornasse ad essere nuovamente salotto culturale della città di Pescara.


«Mille progetti, fiumi di idee ma pochi soldi ed, ancor di più dopo il pre-dissesto, è divenuto praticamente un miraggio portare a compimento il restauro», ricorda oggi il consigliere M5s, Massimiliano Di Pillo illustrando il cantiere abbandonato.

Aggiudicata la gara d’appalto con un ribasso del 34% alla Ditta De Cesare, nel 2016 iniziano i lavori.

«Dopo neppure pochi mesi la stessa impresa», dice Di Pillo, «viste le difficoltà incontrate, ha chiesto disperatamente di rientrare di quel ribasso d’asta, sembrato subito a dir poco eccessivo. Possibile che l’Amministrazione non sia riuscita a calcolare l’entità dei lavori di ristrutturazione oppure è stato fatto tutto con molta superficialità? Si credeva poi di iniziare il 2017 con una seconda fase, che comunque non avrebbe completato la ristrutturazione del teatro vista la carenza di fondi, ed invece da mesi tutto è fermo. Il contenzioso nato con la ditta De Cesare ha bloccato ogni sogno di concludere la consiliatura come promesso, cioè dentro il teatro ma questa volta rinnovato da capo a piedi».


«Dopo quanto accaduto e dopo aver cercato risposte in innumerevoli commissioni consiliari interpellando i tecnici per capire quale fosse l’entità del problema, abbiamo ora la certezza che anche questo punto del programma Alessandrini, fosse un semplice bluff», spiega il consigliere grillino, «basta camminare su Via D’Annunzio vicino la cattedrale di San Cetteo ed affacciarsi dietro una saracinesca aperta, o vedere cosa c’è sotto i ponteggi della strada all’angolo, per rendersi conto dell’ennesimo scempio perpetrato in questa città. Ed oggi torna prepotentemente alla carica il Presidente della Regione Abruzzo che continua a promettere uova d’oro con il suo imponente “Masterplan”, finanziato forse da denaro stampato dalla stessa Regione, e poi ancora con fondi PAR FSC(ex FAS) pare sia riuscito a trovare prima un milione di euro, ed infine un altro milione derivante dal vergognoso naufragio del progetto “ponte del cielo”. Milioni di euro che però non sono ancora stati utilizzati per il restauro del Teatro e chissà se mai lo saranno».


Secondo Di Pillo altre fonti di finanziamento, già disponibili, potrebbero essere destinate al completamento del progetto: invece si preferisce destinarle alla “Città della Musica”, anch’essa «eterna incompiuta».


DI IACOVO E LA DITTA IN FUGA...

L’assessore Di Iacovo spiega che proprio in questi giorni «siamo in una posizione di stallo unicamente perché stiamo risolvendo uno scioglimento di contratto con la ditta per ragioni di incompatibilità nell’esecuzione, intesa che non risulta di agevole soluzione, infatti gli uffici stanno cercando di chiudere il rapporto per cominciarne subito un altro e non perdere altro tempo e risorse».

I lavori del primo lotto sono stati quasi del tutto effettuati, dice l’assessore ma «il completamento infatti è previsto da un secondo lotto per cui abbiamo ottenuto un milione di euro di fondi dalla Regione e tutto ciò che serve per procedere. Il Comune sta oggi cercando di chiudere a costo zero per l’ente il rapporto pendente, per avere via libera sul secondo lotto. Non appena sarà raggiunta una quadra, i lavori proseguiranno come avevamo pattuito e Pescara potrà avere il suo teatro, restituendo alla città un edificio storico ed identitario. Un’impresa che contiamo di definire nei prossimi due anni di governo cittadino per rispondere all’impegno preso, attestato dall’aver rimesso in carreggiata il progetto, trovato le coperture e disegnato un futuro a un atteso spazio culturale cittadino».