LASSISMO

Pescara. Merce contraffatta e venditori abusivi ma i vigili urbani lasciano correre

Profeta: «ho telefonato ai vigili e mi hanno minacciata di denunciarmi per procurato allarme»

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PESCARA. Una distesa di borse false, abbigliamento contraffatto, occhiali, bigiotteria, giocattoli luminosi: sono almeno una ventina gli ambulanti che affollano ogni sera la riviera nord di Pescara tra gli stabilimento Guerino e Marechiaro.

Necessario lo slalom tra le bancarelle improvvisate per chi vuole fare una passeggiata, scegliere un ristorante, mangiare un gelato.

Stanno lì e qualcuno, sollecitato, racconta della clemenza in certi casi dei vigili urbani, gli stessi impegnati in questi giorni in una battaglia di fuoco contro le biciclette non parcheggiate negli stalli.

L’altro giorno ne hanno caricate una ventina su un camion e i proprietari che le avevano lasciate legate intorno agli alberi, sulle aiuole, non le hanno più ritrovate.

Per loro anche una multa da 50 euro per non aver rispettato l’ordinanza cittadina del 29 giugno scorso che vieta il parcheggio selvaggio: 30 giorni di tempo per recuperarle o le perderanno definitivamente.

E’ per il decoro della città, ha spiegato il comandante Carlo Maggitti, chiarendo la linea dura contro le bici.

«Nel 2019 quando il centrodestra riconquisterà il Comune Maggitti sarà il 1 ad essere accompagnato alla porta», gli ha risposto su Facebook il consigliere regionale di Forza Italia, Lorenzo Sospiri.

Ma perché invece nessuno si accorge di quella distesa di merce contraffatta lungo la riviera?

«Stavo a vendere sulla riviera», racconta un ambulante abusivo che due sere fa si è preso un bello spavento.

Ha visto una donna arrivare in bicicletta e dietro un vigile che l’ha redarguita perché pedalava sul marciapiede e non sulla pista ciclabile adiacente. L’ambulante stava per raccogliere di fretta la sua roba per sfuggire al controllo dei vigili ma gli è andata bene: «mi ha detto stai tranquillo, stasera non ti multiamo».

Affermazioni gravissime che lasciano intravedere, come minimo, una omissione da parte del vigile e non si comprendono nemmeno le modalità di azione e quali fini realmente si vuole perseguire.

 

«Il primo cittadino di Pescara, anche in considerazione del fatto che ha la delega alla polizia municipale, dovrebbe dare mandato ai vigili urbani di interessarsi prioritariamente di far sgomberare le due riviere dalle decine e decine di ambulanti abusivi invece di vessare i ciclisti "indisciplinati" pescaresi», commenta il consigliere comunale Guerino Testa.

 

E in queste sere Carola Profeta e Armando Foschi di Fratelli d’Italia Pescara sono impegnati in vere e proprie passeggiate di verifica: filmano la distesa di bancarelle e pubblicano i video su Facebook per dimostrare, anche a chi lo nega, che il problema è reale.

 

 

«Qualche sera fa ha allertato i vigili con una telefonata», racconta Profeta: «mi hanno identificato e dopo 15 minuti mi hanno richiamato dicendo che erano passati nei punti da me circoscritti, con esito negativo».

Profeta ha chiesto di mandare una pattuglia davanti allo stabilimento Trieste: «dopo 5 minuti sono passati senza fermarsi, in 3 secondi gli ambulanti hanno sbaraccato, i vigili indovinate cosa hanno fatto? Sono andati via. Io ho richiamato il centralino dei vigili e mi hanno minacciata di denunciarmi per procurato allarme».

Insomma come se nessuno sapesse che il problema esiste ed è reale.

Semplificando: il fatto è che ci sono gli abusivi da sempre ora bisogna capire perchè.

Si è sempre pensato che i vigili non vedessero ora l’ipotesi più accreditata sembra un’altra e più vicina al “non volere” per ragioni che andrebbero chiarite.

La cosa è deflagrata proprio in seguito alla mano pesante sulle bici che ha reso -diciamo- più evidente il contrasto del “due pesi e due misure” e incastrato in un gorgo di illogicità il comandante Maggitti e l’amministrazione comunale (ma non sono loro che vogliono il decoro, non sono loro che vogliono insegnare il rispetto delle norme?).


Sta di fatto che se gira male i venditori ambulanti e magari abusivi scappano ma poi dopo 10 minuti  tornano tutti, indisturbati, al loro posto.

«Come si fa a far finta di niente di fronte a commercio abusivo, evasione fiscale, bivacco e degrado?», domanda Profeta. «Passerò tutte le sere e chiamerò tutte le sere finché il comune non trova una soluzione umana e nel rispetto delle ordinanze una volta per tutte».

Il dubbio che ci sia una chiara volontà politica di non calcare la mano sembra evidente, un po’ per non scontentare parte della maggioranza di centrosinistra ma anche perché si rischia di far esplodere la rabbia della comunità di extracomunitari, già privati nei mesi scorsi del mercatino nei pressi della stazione ferroviaria.

A poche decine di metri dovrebbe sorgere il nuovo mercatino etnico (200 mila euro di investimenti di soldi pubblici per mettere tutto a posto), anche se ormai nemmeno i commercianti sono convinti che accadrà.

Proprio loro, infatti, raccontano che ogni volta che vanno dal sindaco la risposta è sempre la stessa: «il mese prossimo».

Così è passato un anno.

Ancora una volta il sentore è che ci sia qualcosa che proprio non torna.

E che buffo vedere  un pò più in là l’amministrazione comunale di Montesilvano che annuncia “tolleranza zero” verso gli ambulanti e gli abusivi.

Che ridere ma che cosa cambia nello spazio di pochi metri al di là del confine (comunale)?

Il colore politico, lo stesso che sembra consentire o meno l’applicazione delle leggi.