L'INCHIESTA

Hotel Abruzzo, come sono? Ottima reputazione on line ma servizi da migliorare

Troppe strutture inaccessibili ai disabili, solo la metà ha l’aria condizionata

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ABRUZZO. Com’è la reputazione degli hotel abruzzesi su internet? Che cosa offrono? Dopo la pubblicazione del nostro prima articolo sul tasso di occupazione delle strutture ricettive della costa i lettori si sono scatenati nei commenti.

Alcuni hanno fatto notare come i prezzi siano solitamente più elevati della media e di realtà (molti hanno preso a paragone la riviera Romagnola) che godono di potenzialità minori ma che riescono comunque a vendere meglio il prodotto turistico.

E’ veramente così?

Com’è la percezioni dei turisti che sbarcano nelle strutture ricettive del territorio (non solo costiero)?

Lo abbiamo analizzato dalle recensione e dai dati forniti dal sito di prenotazione on line Trivago.

Una analisi ovviamente non scientifica e che magari potrebbe discostarsi leggermente dai numeri ufficiali (che le associazioni di categoria conoscono probabilmente al millesimo) ma è questo lo spaccato che appare dal monitor di qualunque turista intenzionato a partire e a venire in Abruzzo.


Su 887 strutture turistiche (tra hotel, B&B, soluzioni in appartamento) prenotabili una settimana di settembre ben il 57,7% ha un punteggio pari o superiore all’8.

Dunque le varie soluzioni abitative pare che riscuotano un buon successo da parte dei clienti.

Quando ci si imbatte in commenti negativi i più lamentano sporcizia negli hotel, strutture vecchie con arredamento datato.

Grossi complimenti, invece, sia per ciò che offre il territorio (che sia mare o montagna) ma anche per la disponibilità del personale, preparato, qualificato, gentile e cortese.

Ma cosa offrono le strutture ricettive abruzzesi?

Dai numeri pubblicati da Trivago emerge che nelle 887 strutture prenotabili a settembre appena il 26,8% ha camere con accesso alle sedie a rotelle mentre il 47% apre le porte agli animali domestici.

Un numero che dovrebbe far riflettere soprattutto perché di soldi pubblici per gli adeguamenti delle strutture ricettive negli anni ne sono dati tanti e tanti ne devono essere spesi ancora, è evidente, per garantire l’accesso a tutti.

Ad oggi chi ha una disabilità ed è costretto a vivere su una carrozzina ha un ventaglio di scelta assai meno ampio.

Ma quel 26,8% (che viaggia praticamente in coppia con la percentuale di ascensori pari il 28,9%) è destinato a scendere ancora di più se si calcola che  appena il 10,4% delle strutture prenotabili on line dichiara di avere bagni per disabili, il 5,9% una doccia idonea anche a chi non è autosufficiente e il 7% spazi accessibili a tutti.

Per quanto riguarda i parcheggi per disabili solo il 5,5% delle strutture dichiara di averne a disposizione.



GLI ALTRI OPTIONAL

Ci sono poi tutta un’altra serie di ‘optional’ decisamente meno importanti ma che comunque possono fornire un quadro di quello che offrono le strutture alberghiere di tutta la regione, al mare, in montagna o in città.

Il 48,2% delle strutture ha in vendita camere con l’aria condizionata, il 42,8% una connessione wi-fi gratis nella hall e il 46,8% nelle camere. Il 67,6% offre ai clienti anche un parcheggio riservato, tutti gli altri dovranno organizzarsi da soli. Solo l’11,1% offre attività organizzate ai clienti, il 22,9% offre il servizio in camera.

 

Una struttura su due offre i lettini per i bimbi ma solo lo 0,3% attività dedicate ai più piccoli.

La tv a schermo piatto, ormai presente in tantissime case, stenta a decollare negli hotel: presente in appena il 15,3% delle strutture. Il 28,4% offre però la tv satellitare.

Ma a chi sono destinate queste strutture?

Il 16,9% viene ritenuto adatto agli amanti dello sport, il 19,5% alle famiglie, il 2,02% ai festaioli. Poi c’è una quota pari al 15% di strutture che si dichiara ‘gay friendly’, il 10% adatto ai gruppi numerosi, un 11% ai single, un 2,3% solo adulti, un 14,5% per affari e un 4,6 per i viaggi di nozze.

 

Alessandra Lotti