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Abruzzo già devastato dagli incendi: ecco cosa rimane dopo le fiamme

Ecco le immagini dei danni di ieri ad Abbateggio, Castiglione a Casauria, San Valentino

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ABRUZZO. Qualcuno aveva lanciato in anticipo l’allarme ed ecco che puntualmente l’Abruzzo piomba  nell’emergenza incendi. In pochissimi giorni sono già andati in fumo diverse centinaia di ettari di vegetazione e bosco in molte zone della regione e siamo solo all’inizio dell’estate.

Si tratta di danni immensi al patrimonio naturale ed una ferita che rimarrà per anni.


Anche ieri sono proseguite senza sosta le attività della Protezione Civile regionale con il supporto degli equipaggi di Canadair ed elicotteri coordinati dal Dipartimento nazionale impegnati nello spegnimento dei numerosi incendi che ormai da giorni stanno interessando l'Abruzzo.

Va ricordato come, dalla fine di giugno scorso, le alte temperature e il consistente vento abbiano alimentato vari incendi nei territori abruzzesi: da quello nell’Oasi dei Calanchi di Atri, dove sono intervenute due squadre con l’elicottero dei Vigili del Fuoco  ed una squadra di volontari di Protezione civile, a quello sulla montagna di Capistrello, dove hanno operato una squadra dei Vigili del Fuoco, tre squadre di volontari di PC e l’elicottero dei VV.F.


Negli ultimi tre giorni gli incendi hanno distrutto i boschi di Caramanico Terme, in località Colle della Rena, tra le contrade Scagnano e San Tommaso, al confine con San Valentino in Abruzzo Citeriore; poi nella provincia de L’Aquila fiamme a Trasacco sul monte Labbrone e a Teramo tra Cellino Attanasio, Castellalto e Notaresco.

Gli incendi di Castiglione, Caramanico e San Valentino si sono protratti per quasi 35 ore nella loro fase critica emergenziale ma non sono stati domati.



DOPO 48 ORE INCENDIO ANCORA ATTIVO

Prosegue da quasi 48 ore il lavoro dei Vigili del Fuoco nella Val Pescara, interessata da due incendi di vaste proporzioni che hanno mandato in fumo circa 200 ettari tra sterpaglie, bosco e sottobosco.

Superata la fase più critica, le operazioni vanno comunque avanti, a causa di alcuni focolai che, forse complice il vento, riprendono vigore. Sul posto sta ancora operando l'elicottero dei Vigili. I due fronti principali sono quello tra Caramanico Terme e San Valentino in Abruzzo Citeriore (Pescara) e quello di Castiglione a Casauria (Pescara), a cui ieri si è aggiunto un altro incendio tra Turrivalignani e Lettomanoppello (Pescara).

Vigili del Fuoco, con personale specializzato, e Protezione civile continuano a presidiare le aree e a monitorare la situazione.

Gli incendi alla fine sono stati domati nel tardo pomeriggio.


Il Sottosegretario regionale delegato alla Protezione civile,  Mario Mazzocca, ha spiegato che gli equipaggi dei Vigili del Fuoco e le squadre dei  volontari sono stati impegnati dalle prime luci del giorno nelle operazioni di spegnimento dei tanti incendi boschivi per cui si è reso indispensabile il supporto della flotta area di Stato alle operazioni svolte dalle squadre a terra.  Le attività di lancio di acqua e liquido ritardante ed estinguente sono proseguite fino a quando le condizioni di luce lo hanno consentito.

«È utile ricordare che», spiega Mazzocca, «la maggior parte degli incendi boschivi è causata da comportamenti superficiali o, spesso, dolosi e che la collaborazione dei cittadini può essere decisiva nel segnalare tempestivamente al 115, numero di soccorso del Corpo Nazionale dei Vigili del Fuoco, anche le prime avvisaglie di un possibile incendio. Fornendo informazioni il più possibile precise, si contribuisce in modo determinante a limitare i danni ambientali, consentendo a chi dovrà operare sul fuoco d’intervenire con tempestività, prima che le fiamme aumentino di forza e capacità distruttiva».



DIETRO GLI INCENDI SEMPRE LE COLPE DELL’UOMO

Volontariamente o per semplice disattenzione, è sempre l'uomo il primo colpevole degli incendi, compresi quelli che stanno flagellando l'Italia in questi giorni, specialmente al Centro e al Sud: non è un caso che avvengano molto spesso in aree fortemente popolate o nelle loro vicinanze.

Ma se temperature elevate e siccità non sono mai le cause primarie, di sicuro complicano la situazione, preparando un terreno fertile a incendi più gravi e difficili da gestire.


I ricercatori hanno studiato l'andamento degli incendi in Italia e nell'Europa mediterranea, rilevando un trend in diminuzione a partire dal 2000, soprattutto grazie alle azioni preventive messe in atto.

Ma sono proprio queste azioni preventive spesso a mancare e dunque ad essere la causa primaria degli incendi.

Prevenire un incendio significa soprattutto manutenzione attenta del verde, delle scarpate e di tutte le zone a rischio (semplicemente: se si lasciano erbacce incolte specie ai margini delle strade il pericolo è molto alto). Significa anche fare informazione e sensibilizzare quei cittadini distratti o poco attenti.

Ma pare di capire che non ci sono abbastanza soldi per fare tutto (vedi i casi delle Province) e quindi bisognerà sopportare i rischi degli incendi ed i loro danni milionari.