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Due ponti, un’unica storia, troppe verità: si compie il destino dalfonsiano

Il papà dei ponti e l’aumento dei costi per il pericolo esondazione

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PESCARA. C’è un momento preciso che riassume tutto: la stretta di mano (e consegna di pergamena) tra il sindaco Luciano D’Alfonso ed il professor Enzo Siviero nell’aula consiliare nell’ambito di una grande festa.

La presentazione del Ponte del mare.

E’ il 3 marzo 2006.

D’Alfonso loda Siviero e Siviero loda D’Alfonso.

Ieri l’eterno vicesindaco, Enzo Del Vecchio, ha definito l’esperto nazionale di ponti «il padre del Ponte del Mare».

Di fatto è stato anche il padre del Ponte Nuovo.   

 

 

15 giugno 2017. Gli amministratori di oggi hanno pensato di intitolare il Ponte Nuovo ad Ennio Flaiano forse perchè spesso parlava proprio di loro nei suoi illuminanti aforismi pur senza poterli citare.

E quando una cinquantina di anni fa ha detto: «Paesi molto più piccoli e importanti del nostro hanno una loro verità, noi ne abbiamo infinite versioni» di sicuro non pensava all’inaugurazione di un ponte a lui dedicato ma descriveva molto bene la realtà che si è creata.

Centrodestra e centrosinistra si litigano i meriti dell’opera come bimbi dell’asilo le merendine, ed ognuno fornisce le sue “versione di verità”, ognuna vera a suo modo e comunque utile.

Ognuno a suo modo racconta qualche retroscena che ha bisogno di qualche sottotitolo ma la storia dei ponti pescaresi è la storia della politica italiana, quella che tanto ha fatto per portarci fino a qui e che prima di tutto antepone l’immagine, il consenso, i voti per un duraturo e sano attaccamento alla poltrona.

Ponti come spot per acchiappare consensi.

Spot ben riusciti anche se pagati cari.

Così è successo che nei tempi d’oro del centrosinistra (Margherita e poi Pd) tra il 2005 ed il 2008, il Comune di Pescara abbia trovato sponda fertile nella Regione dello stesso colore per ottenere fondi e lo stesso abbia fatto poi il centrodestra quando sindaco era Mascia e  presidente Chiodi. Tutti hanno cercato di sfruttare il potere taumaturgico del ponte, c’è chi lo ha fatto bene e chi meno bene.

Perchè i politici se sono dello stesso colore dialogano meglio e se devono raggiungere un obiettivo il modo lo si trova sempre. Se sono della stessa squadra.

 

Per quanto riguarda i meriti, questi vanno sicuramente ripartiti, forse non in parti uguali, sembrando preponderante l’apporto del centrosinistra sia in termini temporali che di merito.

Per esempio questa idea di ponte l’ha avuta l’allora sindaco Luciano D’Alfonso intorno al 2003 ed ha lavorato costantemente e parallelamente a due progetti che dovevano essere inaugurati quasi in contemporanea sugellando l’apice di un sindaco imbattibile.

Se le traversie giudiziarie (15 dicembre 2008) non sono riuscite a minare la realizzazione del Ponte del Mare hanno invece privato il Ponte Nuovo di quella spinta di  velocità e snellezza di procedure che da sempre sono alla base di ogni amministrazione D’Alfonso.

Infatti dal 2009 sono iniziati problemi e controversie infinite davanti ad ogni tipo di giudice che hanno ritardato di almeno 5 anni l’opera.

E’ anche vero che l’idea astratta di un ponte lì risale almeno agli anni ‘90 e poi calata nella carta del piano regolatore del 2002 e per questo si intesta i meriti l’onorevole Raffaele Delfino.       

Quanto alle ricostruzioni politiche che sono state fatte ieri in due autocelebrative  conferenze stampa (quella del centrodestra anche con il taglio del nastro…) sono fortemente parziali e vengono dimenticati troppi dettagli.

La storia “vera” e ufficiale del centrodestra, per esempio, comincia il 30 settembre 2009: patetico omettere quello che c’è stato prima, sintetizzato da una foto del sindaco D’Alfonso che sfiora il modellino del ponte come è oggi che vorrà pur dire qualcosa…

 

 

UN SOLO PONTEFICE IN ABRUZZO

 D’Alfonso è l’unico vero e incontrastato “pontefice” d’Abruzzo e basta ricordare pochi dettagli per farsene una ragione (che piaccia o meno).

Per esempio: voleva costruire i ponti e ci è riuscito nonostante tutto, persino convincendo i famosi benefattori privati, suoi amici imprenditori, che misero fior di milioni per costruire il Ponte del Mare.

Lo stesso fece per il Ponte Nuovo ma avendo esaurito la generosità degli amici più facoltosi dovette “stalkerare” il suo principale all’Anas di allora, Valerio Mele, con lettere e telefonate (alcune delle quali anche intercettate) nelle quali chiedeva fondi, proponeva procedure, suggeriva accordi e convenzioni da stipulare proprio in relazione al ponte. Talmente tanto bravo che l’Anas ha accolto in pieno i desiderata dell’allora sindaco-dipendente accordando un finanziamento da 5 mln di euro.

Poi è stata la volta della sempre presente Fater che doveva metterci 633 mila euro per uno dei tanti accordi di programma dell’epoca ed il Comune -già bene avviato sulla strada del dissesto- che è stato impegnato per 4 mln di euro. Tutti sapevano che quella cifra era una enormità ma nessuno ha mai potuto contraddire “il pontefice” che passò a stalkerare il suo rivale di partito, l’allora governatore Ottaviano Del Turco, che riuscì comunque a trovare 4 mln (guarda un pò) dai fondi Por Fesr 2007.  

E così alla fine il Comune si sarebbe limitato a decidere su tutto senza metterci nemmeno un euro. Perfetto. Poi c’è “l’imprevisto”, le cose sono cambiate, i costi lievitati fino a oltre 13 mln…

 

PROGETTO PRELIMINARE APPROVATO DUE VOLTE

Il progetto preliminare fu presentato in Consiglio Comunale con atto n.223 del 20 dicembre 2007 ma poi approvato, a seguito di un emendamento, il 5 febbraio 2008 con la delibera 126.

Successivamente, -si disse- «per una migliore funzionalità e fruibilità dell’opera si è reso opportuno delocalizzare, seppur, per un tratto breve, il Ponte, modificando contestualmente il tracciato previsto dal Piano Regolatore della Città. Pertanto si è provveduto alla rielaborazione del progetto preliminare e riapprovato con delibera consiliare n.117 dell’1.08.08».

 

 

ENZO SIVIERO FA IL BIS

    L’idea del ponte matura tra il 2003 e 2006 quando sono già molteplici i contatti con il mondo dei progettisti e gli imprenditori.

Il 3 marzo 2006 -come detto- alla grande festa per il Ponte del Mare c’è il “papà” Enzo Siviero, «consulente e garante della qualità architettonica dell’infrastruttura», il sindaco D’Alfonso gli consegnò una pergamena quale riconoscimento “per la progettazione di straordinaria qualità dell’avveniristico Ponte del Mare che congiungerà le riviere di Pescara, consentendo così alla città di ritrovarsi unita al suo interno e aperta nei confronti dei Paesi e delle comunità del Mediterraneo”.

 Una premonizione perchè dopo l’unione della città vi fu anche nuovamente quella tra il luminare e l’amministrazione comunale: due anni dopo, il 20 giugno 2008, Siviero vincerà una gara indetta dal Comune per la progettazione definitiva con la sua Progeest srl. Così il massimo esperto di ponti in Italia si troverà ad essere padre di due splendidi figli pescaresi.

D’Alfonso in un conferenza stampa poco più di un mese dopo, il 30 luglio 2008, già si faceva immortalare con il modellino del ponte in tutto uguale al ponte realizzato (i modellini hanno sempre anticipato la progettazione definitiva come accaduto per il Ponte del Mare ed il Wine Glass).  

 E visti gli imprevisti nel 2012 anche la giunta Mascia gli deve affidare la revisione del progetto perchè nel frattempo molte cose sono cambiate.

 

 

LA PROGEEST DI SIVIERO

La Società PROGEeST, nata il 3 gennaio dell’anno 2000 dall’accordo tra il Prof. Ing. Enzo Siviero (Professore Ordinario del corso di Tecnica delle Costruzioni presso l’Università IUAV di Venezia), l’ing. Luigi Rebonato ed il Geom. Paolo Garghella, è una Società che svolge attività di consulenza e progettazione operando nei settori dell’ingegneria e dell’architettura, con particolare riferimento al settore delle infrastrutture. Da luglio 2009 la composizione della Società è mutata: l’Arch. Lorenzo Attolico, già collaboratore di PROGEeST, ha assunto il ruolo di socio e amministratore delegato, gli Ingegneri Franca Gajo, Federico Zago, gli Architetti Nadia Danieli, Luigi Siviero, Alessandro Stocco, tutti operanti presso PROGEeST, sono diventati soci attivi. La Società opera ai massimi livelli sia in Italia sia all’estero, offrendo ai suoi clienti la vasta esperienza dei suoi collaboratori, acquisita in decenni di attività specialistica e continuamente arricchita attraverso corsi di aggiornamento e formazione professionale. L’attività è prevalentemente indirizzata all’esecuzione di studi e progetti coordinati nei settori: infrastrutture, residenziale, industriale, alberghiero, turistico, sanitario, ricreativo, trasporto e viabilità e opere marittime.

Dalla documentazione in possesso di PrimaDaNoi.it però si evince che la Progeest (capogruppo) che ha vinto la gara per la progettazione è un raggruppamento temporaneo di professionisti registrato presso il notaio di Pescara Maria Pantalone Balice appena due giorni prima della aggiudicazione (il 18 giugno 2008).

 

 

 

 

LA MALATTIA INGRAVESCENTE DEL PONTE

 Dal 2009 -con D’Alfonso «malato ingravescente» e impegnato a difendersi dalle accuse giudiziarie che cadranno tutte- il vice sindaco Camillo D’Angelo come prima cosa cerca di portare avanti le cose avviate (i ponti sono in cima alla lista) poi con l’arrivo del centrodestra si approverà l’accordo di programma Fater («sotto ricatto» disse D’Angelo, chissà in che senso).

Infatti all’epoca c’era tutto, progetto e soldi, ma l’accordo di programma che doveva metterci 633 mila euro non era stato approvato. Si organizzarono conferenze stampa per spingere: tutti dissero che c’era il pericolo di «perdere i finanziamenti», nessuno di non veder realizzata un‘opera necessaria, strategica e utile.      

Intervengono molti ricorsi al Tar sia sulla gara che sui vari espropri. Il Consorzio Stabile Abruzzese Innovazione e Restauro cerca di scalzare le vincitrici della gara d’appalto, il raggruppamento temporaneo Di Vincenzo Dino & C. S.p.A. - F.I.P Industriale S.p.A., e M.C.A. S.r.l.; ma non ci riesce.

 

Di Vincenzo è la storia di Pescara fin prima degli anni ‘80 quando costruiva al massimo in provincia di Chieti ed oggi in tutto il mondo: «Nella lunga storia della nostra azienda», dice il figlio del capostipite Dino, «abbiamo avuto l’opportunità di realizzare alcune opere significative per Pescara, su tutte il Porto Turistico e l’edificio dell’Ex Aurum. A queste oggi si aggiunge il nuovo ponte intitolato ad Ennio Flaiano. Un ponte che ha avuto una storia lunga nella sua gestazione e che a noi ci è stato consegnato, con l’approvazione del progetto, circa due anni fa».

Una storia di grandi progetti e successi dovuti anche alla bravura di riuscire a superare ogni tipo di ostacolo.

 

PIANO ESONDAZIONE, AUTORITA’ DI BACINI E PRESCRIZIONI RISPETATTE?

Secondo il centrodestra il progetto dalfonsiano era «irrealizzabile» e ricorda che  già nell’aprile 2009 il Genio Civile aveva     ordinato delle prescrizioni all’opera,  «”per un tratto di     1 chilometro a monte dell’opera, si ordina il ripristino e     l’integrazione     degli argini golenali a destra e a sinistra per una quota di difesa     pari a 7 metri e mezzo in altezza, opere che – come si legge nella     prescrizione del Genio Civile - devono essere necessariamente     realizzate prima della costruzione dell’impalcato di     attraversamento stradale”. Il Genio civile si era dunque riservato     di rilasciare l’autorizzazione definitiva in sede di presentazione     di progettazione esecutiva comprensiva delle opere accessorie     richieste e delle prescrizioni. Tuttavia tale opera e la messa     in sicurezza degli argini del fiume,     benché prescritta con largo anticipo, non aveva copertura     finanziaria rispetto ai 9 milioni di euro reperiti inizialmente per     la costruzione del Ponte Nuovo».

Di qui discenderebbe la lievitazione dei costi fino a oltre 13 mln.

 

Ma di che lavori si tratta nello specifico?

 

Gli incagli tecnici derivanti da possibili pericoli di coabitazione tra argini, nuovo ponte e piena del fiume continuano: il 4 febbraio 2014 l’Autorità di Bacino comunica al Comune  che, poiché «sono emerse delle criticità a valle del tratto studiato nell’ambito del progetto “ponte nuovo” che necessitano di ulteriori interventi strutturali per la messa in sicurezza delle aree esposte a rischio idraulico, il parere di competenza «sarà … subordinato alla realizzazione di idonee opere di messa in sicurezza idraulica e sarà vincolato ai risultati derivanti dall’aggiornamento e variante del Piano Stralcio di Difesa dalle Alluvioni».

Il Piano stralcio: si tratta dello stesso documento che poi creerà qualche problema al progetto PescaraPorto di Milia e Mammarella.

 

Ponte Nuovo, partito il secondo bando, «costi lievitati del 45%»

PESCARA. Entro autunno 2013 sarà aperto a Pescara il cantiere per la realizzazione del Ponte Nuovo.

Il  7 marzo 2014 il Servizio del Genio Civile della Regione (ancora giunta Chiodi) ha quindi espresso parere non favorevole:  «nel tratto terminale del fiume Pescara, a seguito di alcune opere di urbanizzazione eseguite proprio dal Comune di Pescara, sono stati eseguiti, nelle esistenti strutture arginali, alcuni varchi e interruzioni che possono provocare, in occasione di eventi di piena eccezionali, l’esondazione delle acque fluviali e fenomeni di allagamento delle aree urbane adiacenti alle sponde fluviali, attualmente non contemplate dal vigente PSDA».

Inoltre il Genio Civile scrive ancora che «da recenti studi effettuati nell’ambito di opere che hanno riguardato il medesimo tratto golenale risultano scenari di esondazione e di pericolosità idraulica diversi e peggiorativi rispetto a quelli stabiliti dalla vigente classificazione PSDA».

 Vennero descritte all’epoca anche ulteriori e rilevanti fonti di pericolo per ampie aree cittadine adiacenti al corso d’acqua, ed evidenziano, nel complesso, «effettive condizioni di rischio idraulico, non ancora esattamente definite, ma certamente difformi e peggiorative rispetto alle attuali previsioni e classificazioni PSDA».

 

Sta di fatto che vennero previste opere di rafforzamento degli argini per aumentare la sicurezza in caso di piena ma su questo aspetto e su cosa sia stato effettivamente realizzato si sa ancora poco.

 Una curiosità: in uno dei tanti ricorsi al Tar (proposto dal Comune di Pescara contro la Regione Abruzzo) viene citata anche la Toto Holding una sola volta ma non si capisce a che titolo visto che questa impresa non sembra aver svolto alcun ruolo nella costruzione del ponte.

Alla fine a sbrogliare la matassa ci ha pensato il Tribunale delle Acque che due anni fa ha dato il via libero definitivo.

Ed oggi finalmente il disegno si compie.

 
a.b.

 

 

LA CRONOLOGIA DEL PONTE NUOVO

 

 - 18 ottobre 2007: la giunta comunale con delibera 828 approva il piano triennale nel quale figura il Ponte Nuovo
 

- 28 novembre 2007: D’Alfonso sollecita Anas a stipulare un accordo e a metterci i soldi
 

- 20 dicembre 2007: l’Anas (capodipartimento Valerio Mele appena arrivato) accetta e trasmette la bozza di convenzione
 

- 20 dicembre 2007: il consiglio comunale con delibera 223 approva l’opera e la definisce “strategica” e “prioritaria”

 

- 8 gennaio 2008: delibera di giunta n.135 approva convenzione Anas che ci mette 5 mln di euro mentre il Comune si impegna per 4 mln e a fare una gara per la progettazione.

 

- 26 febbraio 2008: delibera 239 la giunta D’Alfonso prende atto che la Regione Abruzzo (Del Turco) concede per il ponte 4 mln (sono fondi Por Fesr 2007)

 

- 20 giugno 2008: determina dirigenziale che affida la progettazione definitiva -in seguito alla gara- alla Progeest srl per 107,520 mila euro.

 

- 1 agosto 2008: la delibera di giunta del consiglio comunale 117 approva la progettazione preliminare del ponte nuovo

 

- dicembre 2009  il consiglio comunale (amministrazione di centrodestra) approva il progetto definitivo (delibera n. 1128 del 2009)

 

 

- 2 febbraio 2011 il Comune (giunta Mascia) chiede alla Regione Abruzzo (giunta Chodi)  l’assegnazione della ulteriore somma     pari a 3milioni     600mila     euro.

 

 

- 8     marzo     2011 «grazie al consigliere regionale e comunale     Lorenzo Sospiri,     la Regione Abruzzo ha espresso il proprio assenso»

 

- 16 agosto 2011,     la Regione Abruzzo chiede al Comune di Pescara di trasmettere al     Commissario straordinario il progetto di messa in sicurezza degli     argini del fiume;

 

- 2012 Viene rivisto e aggiornato il progetto «sia in funzione     delle opere aggiuntive lungo gli argini, che ci hanno imposto anche     di alzare la struttura stessa, sia in termini economici». Costo dell’opera ora è 13,1 mln

 

 - novembre 2012 partono i primi ricorsi al Tar per gli espropri

 

- 29 novembre 2012     è stato approvato il Progetto definitivo ed esecutivo;    

   

- Gennaio 2013  è partita la gara d’appalto integrato.

 

   

- 26  ottobre 2013   aggiudicazione definitiva dei lavori;

   

- Aprile     2014     apertura ufficiale del cantiere con la cerimonia istituzionale del sindaco uscente Mascia;

- 7 marzo 2015 apertura ufficiale bis del cantiere con la cerimonia ufficiale del sindaco Alessandrini

 

- 15 giugno 2017 inaugurazione dell’opera

 

- 16 giugno 2017 apertura al traffico