SOLDI A MARE

Ripascimento lampo di Capodanno: già tutto finito ma «non ci sono carte»

Il Comune conferma: «finiti il 2 gennaio»

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PESCARA. Il ripascimento lampo di Capodanno si è già concluso il 2 gennaio. Dopo la polemica lanciata dall’associazone ‘Pescara mi piace’ arriva per direttissima l’annuncio del Comune.

«Termineranno oggi», si legge in una nota di ieri 2 gennaio, «i lavori di ripascimento dell'arenile di Pescara Porta Nuova maggiormente soggetto ad erosione. L'intervento mira a stabilizzare il fondale delle ultime vasche che si trovano ai confini con Francavilla al Mare, questo allo scopo di rendere meno profonde le stesse e quindi meno interessate dai riflussi delle maree che sono quelli che producono erosione delle spiagge».

Sempre secondo quanto dichiarato dal vice sindaco Enzo Del Vecchio, «il metodo adottato tende a ripascere gli arenili con un sistema più duraturo di quello “morbido” che è stato svolto negli anni passati e consistente nel trasporto di sabbia con i camion fin sopra i luoghi interessati dal fenomeno, metodo meno idoneo a mantenere la stabilità degli arenili e a garantire la serenità dei balneatori di quell'area che storicamente soffre per la perdita di spiaggia a causa di maree e correnti. Un intervento che è stato possibile grazie a un finanziamento della Regione, a cui però manifesteremo ancora la necessità di lavori più radicali, come la chiusura dei varchi fra le diverse scogliere e ulteriori forme di ripascimento, in modo tale da scongiurare per il futuro momenti di criticità che mettono a dura prova le attività turistiche estive e la frequentazione della spiaggia».


Noti e consunti gli argomenti che ruotano intorno a questo tipo di interventi che in dieci anni hanno «buttatoe a mare» decine e decine di milioni di euro per lavori che a volte sono serviti solo per garantire un arenile per un paio di mesi. Lo conferma anche Del Vecchio che in qualche modo ammette come il «ripascimento morbido» sia poco duraturo come soluzione, cosa denunciata più volte anche da questo quotidiano a fronte di nessuna indagine da parte della Corte dei conti per le continue spese ingenti di soldi pubblici senza un effettivo beneficio pubblico.

Soldi che si sarebbero potuti spendere per opere davvero utili e din grado di risolvere davvero il problema, senza contare che soprattutto a Pescara sud il problema è quanto meno ingigantito dalle infrastrutture portuali che hannoa nche questo ennesimo risvolto negativo.

Staremo a vedere questo nuovo intervento quanto durerà.

C’è da dire, tuttavia, che le speranze devono essere molte e a lunga gittata se si stabilisce di avviare i lavori ad inizio anno si deve avere anche la certezza che la sabbia rimarrà davanti agli stabilimenti almeno fino a settembre…

Naturalmente azioni di questo genere non bastano mai e per questo nei prossimi mesi dalla Regione arriveranno altri soldi.

Solo lo scorso aprile la Regione stanziò 580 mila euro da trasferire ad 8 Comuni della costa abruzzese interessati dai lavori di salvaguardia e ripascimento degli arenili.

I destinatari erano: Martinsicuro, Pineto, Silvi, Città S.Angelo, Montesilvano, Pescara, Francavilla al mare e Ortona. In particolare, ai Comuni di Città S.Angelo e Montesilvano sono andati 50mila euro ciascuno, agli altri Comuni 80mila euro cadauno.

Il proponente della delibera di giunta era l'assessore Donato Di Matteo competente per materia, un veterano, essendo già stato assessore al ramo nella giunta Del Turco autorizzando numerosi interventi e imponenti lavori anche di protezione della costa con le note scogliere frangiflutti


I Lavori di Pescara sono partiti ieri ed hanno interessato per lo più la zona antistante via Celommi, ovvero al confine con Francavilla al Mare, operazioni che non stanno avvenendo con l’utilizzo di camion che spostano la sabbia prelevata dalla Madonnina ma con un’idrovora che risucchia sabbia al di là degli scogli e la spara direttamente sulla battigia.

«Non c’è traccia di documenti per questa procedura», dice Armando Foschi di Pescara mi piace, «così non è possibile sapere nulla di tale procedura, a partire dall’eventuale gara d’appalto per l’affidamento dei lavori, e soprattutto sulle analisi, obbligatorie per legge, condotte sulla sabbia aspirata e sparata: l’Arta ha condotto le analisi sulla qualità del materiale? L’Arta ha verificato l’eventuale presenza di inquinanti chimici od organici, domande necessarie considerate le condizioni di inquinamento riscontrato per tutto il 2016 nel nostro mare. È evidente che chiederemo ad altre Istituzioni di approfondire tale problematica e di fornire le risposte che a oggi non troviamo in Comune».


Dagli archivi del Comune, spiega Foschi, è venuta fuori solo una ordinanza di appena due facciate, firmata in perfetta solitudine dal dirigente Giuliano Rossi, che praticamente si è assunto da solo tutta la responsabilità di tale operazione, e nell’ordinanza si legge che il ripascimento si sarebbe dovuto svolgere addirittura tra il 16 e il 31 dicembre scorso, conclusione rinviata per maltempo al 5 gennaio 2017.

Nell’ordinanza si legge che l’intervento riguarderà il tratto di arenile sud antistante le concessioni balneari compresa tra la prima, Venilla, al confine con Francavilla al Mare, e la numero 7, La Caravella.

Per il resto i dettagli rimangono oscuri.