ELETTRODOTTO

Cavo Montenegro, lavori sottomarini a Pescara prorogati fino ad aprile

Concessa la proroga richiesta dalla società

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PESCARA. Sono prorogati fino al 30 aprile prossimo i lavori per l’esecuzione di indagini geofisiche e geotecniche, con la motonave “Ievoli Ivory”, lungo il corridoio di posa dei cavi sottomarini dell’elettrodotto Tivat-Pescara tra l’Italia e il Montenegro.

La ditta Poliservizi ha chiesto una prima proroga ad ottobre scorso, poi qualche giorno fa. Si andrà avanti dunque fino a primavera inoltrata.

Stando all’autorizzazione della Capitaneria il personale subacqueo eventualmente impegnato, dovrà operare esclusivamente entro il raggio di 50 metri dalla verticale dell’unità ed effettuare le operazioni con l’ausilio di mezzi idonei ed attrezzature, in ore diurne e in condizioni meteomarine favorevoli.

Tutte le unità in navigazione in prossimità degli specchi acquei interessati dalle operazioni dovranno navigare «con la massima cautela ed alla minima velocità di manovra», mantenendosi comunque ad una distanza di sicurezza non inferiore a 500 metri dall’unità impegnata nei lavori.

Durante l’escursione dei lavori di ricognizione è vietata, entro i limiti di cui al precedente comma qualsiasi altra attività inerente i pubblici usi del mare.
Il collegamento rappresenta il primo “ponte elettrico” da 1.000 MegaWatt con la regione balcanica. 415 km di lunghezza tra Villanova (Abruzzo) e Tivat (Montenegro) di cui 390 km in cavo sottomarino e 25 km in connessione terrestre per complessivi 760 milioni di euro di investimenti.

Il “ponte elettrico” è in fase di progettazione preliminare dell’infrastruttura, da parte di Terna e del gestore delle rete montenegrina Prenos, e sono in fase di finalizzazione gli accordi per la realizzazione dell’interconnessione e di un programma di sviluppo delle infrastrutture di rete in Montenegro associate al cavo. Il 6 febbraio del 2010 è stato firmato l’accordo intergovernativo tra Italia e Montenegro. Il 2 dicembre 2009 Terna ha avviato l’iter autorizzativo per la parte italiana del nuovo cavo.

L'opera, non avendo fatto nè Via (valutazione di impatto ambientale) nè Vas (valutazione ambientale strategica), nonostante determini una variazione del piano regolatore di Cepagatti, non è mai stata assoggettata ad una fase pubblica per le osservazioni pur essendo stata approvata con decreto nel 2011. Curioso dunque che si pubblichi oggi.

Il Ministero dell'Ambiente, ha infatti sostenuto che per gli elettrodotti a corrente continua non è prevista la Via (quella completa). Ipotesi in parte contestata sul territorio e secondo alcuni orientamenti doveva almeno essere fatta la verifica di assoggettabilità viste le dimensioni.