RECUPERO

Pescara, Cittadella della cultura nella ex caserma di Cocco

Firmato protocollo d’intesa

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PESCARA. Il Ministro della Difesa, Roberta Pinotti, il Presidente della Regione Abruzzo, Luciano D’Alfonso, il Sindaco di Pescara, Marco Alessandrini e il Direttore dell’Agenzia del Demanio, Roberto Reggi, hanno firmato un Protocollo d’Intesa per la razionalizzazione degli immobili militari presenti sul territorio comunale e la riqualificazione del tessuto urbano della città.

Al centro della collaborazione istituzionale il recupero e la destinazione a nuove funzioni culturali dell’Ex Caserma Di Cocco, di proprietà dello Stato, ad oggi assegnata al Ministero della Difesa.

Il protocollo prevede infatti che, attraverso una permuta di immobili statali e comunali ad equivalenza di valori economici, le attività militari della Caserma Di Cocco verranno riallocate presso altri immobili, che il Comune trasferirà allo Stato in cambio della proprietà della Caserma.

In particolare, gli alloggi di servizio saranno realizzati in una porzione di edificio di edilizia residenziale pubblica, mentre le attività direzionali e logistiche verranno spostate in un altro bene da individuare attraverso un apposito Tavolo tecnico tra tutte le istituzioni coinvolte - tra le ipotesi in esame, anche una porzione del Palazzo di Giustizia.

Dopo anni di stasi si rimette in moto la macchina per il recupero e la valorizzazione dell’importante immobile nel centro del tessuto urbano.

«La valorizzazione, la dismissione e la razionalizzazione degli immobili militari rappresentano uno dei principali obiettivi del mio mandato ministeriale – afferma il Ministro Roberta Pinotti -  Ad oggi il Ministero della Difesa  ha reso disponibili circa 400 infrastrutture a favore della collettività. Diminuire in modo significativo il numero degli immobili non più necessari alle Forze Armate consente da un lato di ridurre, in modo strutturale, i costi di gestione e dall'altro di "sprigionare" importanti risorse infrastrutturali che, di concerto con l'Agenzia del demanio, possono essere alienate ovvero gestite per altre esigenze.  L’accordo di Pescara ne è un esempio».