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Maltauro, il centro commerciale con l’ospedale intorno

26 negozi e mega ristorante nella proposta di progetto di finanza da 2 miliardi

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CHIETI. La proposta iniziale è stata modificata e «adeguata». Nella nuova spuntano 26 negozi tra cui una gioielleria, un negozio di gadget ed anche una agenzia di viaggi che porta bene… Praticamente un vero e proprio centro commerciale ed un mega ristorante persino capace di ospitare banchetti nuziali. Tutto intorno il nuovo mega ospedale di Chieti da 2 miliardi.  

Qualcosa di strano?

Per ora dopo settimane di studio delle carte il primo parere è quello di Mauro Febbo (Fi) che lo giudica un «Un progetto inutile, del costo complessivo di 2.303.552.000 euro, che si basa su motivazioni insensate».

Il presidente della Commissione di Vigilanza del Consiglio regionale ha definito così il nuovo project financing per l’ospedale di Chieti nel corso di una conferenza stampa tenuta questa mattina a Chieti scalo, alla quale hanno partecipato i Consiglieri Comunali di Forza Italia, Maura Micomonaco, Emilano Vitale e Stefano Maurizio Costa.


LE ATTIVITA’ COMMERCIALI

Dalla lettura più attenta del project  financing Forza Italia ha individuato anche un altro aspetto su cui esprime  contrarietà, ovvero la realizzazione di una vasta area destinata ad attività commerciali che vengono quantificate in ben 26: ristorazione (con la bellezza di 750 mq), edicola, ottico, parafarmacia, profumeria, cosmesi, telefonia, bigiotteria, gioielleria, orologeria, ricevitoria, libreria, parrucchiere, fiorista, calzature, abbigliamento (uomo, donna, intimo, bimbo, accessori), erboristeria, alimentare, gadget, agenzia viaggi, caramelleria, videogiochi nonché un’ area destinata ad “accoglienza e servizi” di altri 222 mq (sulla quale ognuno è libero di fantasticare).

 

I PARCHEGGI

 Un mega progetto di questa portata inoltre non affronta una delle reali necessità: i parcheggi.

Si aumenta il numero dei posti gratuiti (destinati ai dipendenti) da 219 a 261 mentre rimangono invariati (sempre gratuiti) quelli per gli utenti deboli (disabili, anziani ecc..) 87  e per utenti per dialisi, day hospital, pronto soccorso  101, mentre allo stesso tempo propongono un aumento di posti a pagamento che da 151 vanno 488.

La cosa più grave però, secondo Forza Italia, riguarda i posti letto: «nonostante si stia parlando di un’opera mastodontica, resteranno invariati rispetto a quelli di cui si dispone oggi: 437 ai quali si aggiungono i 61 di day hospital e day surgery».

Invariato anche il numero delle UOC (Unità Operative Complesse) e quindi invariata l’organizzazione ospedaliera complessiva.

Febbo ha chiarito che si può anche essere d’accordo sulla necessità di un intervento per il nosocomio teatino «ma sicuramente non in questi termini».

Abbattere e ricostruire un edificio che per circa un quarto della sua superficie presenta problemi di cemento impoverito viene definito «quanto mai assurdo».

Secondo Febbo ci sarebbero altre modalità per risolvere queste problematiche, tra le quali  intervenire con le nuove tecniche di ingegneria antisismica per puntare al miglioramento dei manufatti esistenti, pensando a un contestuale restyling e opportuna riorganizzazione logistica dell’ex ospedale San Camillo. Inoltre, secondo l’esponente di centrodestra, si potrebbe definire il completamento dei laboratori dell’ex SS. Annunziata, «con giovamento per l'economia dell’intera città».

 

I PUNTI DEBOLI

Forza Italia ha riscontrato diversi punti deboli di questo project financing.

In primis il fatto che a fronte della realizzazione di un nuovo manufatto del costo di 200 milioni di euro, si vogliano affidare numerosi servizi per 30 anni.

Nello specifico si tratta del servizio manutenzione opere edili e affini, manutenzione aree verdi, servizio energia e manutenzione tecnica impianti, lavanolo e sterilizzazione, ristorazione, pulizia e sanificazione, logistica, assistenza e manutenzione della apparecchiature medicinali, gestione laboratori di biochimica, gestione tecnica e amministrativa di radiologia e medicina nucleare. Inoltre con l’affidamento trentennale di tali servizi, l’Azienda sanitaria teatina sarà vincolata a uno standard attuale mentre nel lungo periodo sicuramente verranno introdotte nuove tecnologie impiantistiche, costruttive o energetiche, a cui peraltro potrebbero essere legati possibili finanziamenti (per esempio europei e a fondo perduto), ma l’Asl sarà ingessata da una matassa di cavilli burocratici e normativi.

Altra motivazione per cui Fi si dice assolutamente contraria a questo scenario è l’esternalizzazione dei servizi che in termini strettamente economici viene vista come un impoverimento reddituale della città e del territorio: «oggi», spiega Febbo, «le centinaia di persone che sono impiegate all’interno della struttura sono regolarmente inquadrate con contratti da lavoratori dipendenti della sanità, magari con mansioni diverse, e conseguentemente percepiscono uno stipendio dignitoso; in futuro saranno rimpiazzate da altrettanti lavoratori magari di agenzie interinali e/o di cooperative a cui verranno imposti orati ridotti e/o comunque saranno sottopagati».

 

 

Secondo Forza Italia alla luce di quanto emerso dal project financig di Maltauro, giunto alla seconda stesura e ottenuto solo il 12 settembre cresce la convinzione dell’inutilità di realizzare un’opera faraonica che peraltro “ingesserebbe” il bilancio della intera ASL 2: «metterebbe seriamente a repentaglio la realizzazione dei nuovi ospedali a Lanciano e Vasto, la cui costruzione ormai è improcrastinabile», chiude Febbo.

D’ALESSANDRO (PD): «CRITICHE FUORI LUOGO»  

«A Febbo voglio fare presente che», ha risposto Camillo D’Alessandro, «confondere i costi di realizzazione (251 milioni) con i costi di funzionamento è come mischiare le mele con le pere: si tratta di cose molto diverse, come ci viene insegnato sin dai tempi delle scuole elementari. Quanto alla classificazione dell’ospedale al II livello, non è frutto della fantasia di qualcuno ma una precisa statuizione formulata nel decreto 79, quello che disegna il riordino della rete ospedaliera abruzzese. Infine, è davvero fuori dal mondo la proposta di frammentare il nosocomio teatino in tre sedi (quella attuale, il San Camillo e l’ex SS. Annunziata): è noto che la dispersione delle sedi porta ad un maggior dispendio economico. Ad ogni buon conto, l’istruttoria è in mano alla Asl che rimetterà il proprio parere nei termini adeguati».