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Alberi tagliati per errore. Invasione in Consiglio: il sindaco promette e poi fugge

Confronto e promesse disattese mentre continuano proteste e tagli

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PESCARA. Il sindaco Marco Alessandrini oltre agli alberi  taglia anche… la corda. Costretto ad un confronto sul campo, dopo la protesta pacifica e l’occupazione del consiglio comunale di ieri, ha poi disatteso le promesse non presentandosi all’appuntamento in via del Santuario per constatare gli errori.

Il primo cittadino ha invece convocato il coordinamento per un altro incontro in via Scarfoglio cercando di dribblare il confronto promesso. Prima si è detto pronto a fermare i tagli poi si è rimangiato tutto di nuovo.

«Cose del genere non le avevo mai viste in 30 anni di battaglie ambientaliste e nel confronto con le istituzioni», ha detto Augusto De Sanctis, portavoce del Coordinamento “Salviamo gli alberi”.

E nuovi errori sono stati “certificati” dal coordinamento anche in via Colledimezzo, dove sono stati tagliati due alberi non segnati come D sulla relazione e dove ci sono situazioni «palesemente inesatte e non spiegabili neanche con errori materiali».


LA PROTESTA IN COMUNE

La giornata di ieri si è aperta con la protesta ed il sit in fuori di palazzo di Città dove era in corso il consiglio comunale.

Associazioni e cittadini di ogni convinzione e impegno, dagli insegnanti ai musicisti, hanno gridato a gran voce le loro ragioni, invocando quello che chiedono da due settimane: buon senso.

«Abbattere e potare in questo periodo centinaia di alberi, molti dei quali di grande pregio», hanno spiegato dal Coordinamento “Salviamo gli alberi”, «sulla base di una relazione con gravissime criticità (a partire dalla mancanza dell'esatta localizzazione degli alberi per arrivare all'assenza nell'identificazione della specie passando per altri problemi più o meno gravi), è un errore. Addirittura siamo arrivati al taglio di piante inequivocabilmente errate, come abbiamo provato accompagnando una decina di giornalisti sul posto, relazione alla mano».

Dopo alcune decine di minuti di attesa, il sindaco Alessandrini ha interloquito con i cittadini, concordando una sospensione dei lavori in vista di un sopralluogo congiunto da effettuarsi nel pomeriggio.

«Abbiamo invitato sia il sindaco sia tutti coloro dell'amministrazione che vogliono toccare con mano gli errori compiuti, come hanno fatto i giornalisti, ad essere presenti», ha detto Augusto De Sanctis «crediamo che con la buona volontà si possa uscire da questo problema, riconoscendo i gravi limiti della relazione Rabottini che non può più essere a nostro avviso di alcuna utilità. Abbiamo anche suggerito l'attivazione di forme di collaborazione con altri enti pubblici che possono dare una mano per le analisi strumentali in viale Kennedy e via Scarfoglio e sulle altre vie rimaste, dove l'amministrazione aveva nei giorni scorsi concordato di ricorrere alle analisi strumentali prima dell'abbattimento».


IL SOPRALLUOGO MANCATO

Nel pomeriggio come concordato doveva esserci il sopralluogo congiunto. Ed invece…

«Dopo un'attesa vana di 4 ore a Via del Santuario», ha spiegato De Sanctis, «con scene surreali di tecnici comunali che cercavano disperatamente, andando sopra e sotto, di trovare un'ancora di salvataggio, quando i numeri degli alberi parlano chiaro, come abbiamo dimostrato alla stampa, la segreteria del sindaco ci chiama per un appuntamento a… via Scarfoglio con 15 minuti di preavviso».

Nonostante questo tipo di comportamento il coordinamento si è presentato al nuovo appuntamento  chiedendo comunque di andare anche a via del Santuario per mostrare gli errori che sindaco e assessore continuano a negare.

«Purtroppo è stato chiaro l’intento dilatorio del sindaco che è sembrata più una fuga dalla realtà. In tanti decenni di impegno civico non ci era ancora capitato di prendere accordi con il sindaco di una città davanti a decine di cittadini, consiglieri di ogni estrazione e alla stampa per un semplice sopralluogo di buon senso e dopo qualche ora veder stracciato questo patto tra gentiluomini unilateralmente».


E’ stata rigettata dai manifestanti anche la proposta dell’amministrazione comunale di fare alcune prove di trazione non specificando quante e quali senza peraltro interrompere i tagli.

«Una vergogna a cui ci siamo ovviamente sottratti.Ovviamente non si poteva accettare di fare le prove strumentali su pochi superstiti (non avevano neanche il numero esatto di prove da fare) mentre tutti gli altri alberi venivano abbattuti. Una vergogna a cui ci siamo ovviamente sottratti. Perde la Natura, pere la Democrazia e perde la città per la totale refrattarietà di questa amministrazione alle scelte operate dagli altri comuni italiani».


IL MURO DI GOMMA

Insomma è chiaro che da questa situazione non se ne uscirà nè con il buon senso nè con il senso delle istituzioni o grazie alla tutela esclusiva dell’interesse pubblico.

Purtroppo anche in questa vicenda c’è qualcosa di misterioso dietro l’incomprensibile caparbietà che impedisce uno svolgimento sereno della amministrazione pubblica con le basilari regole di educazione e civiltà.

Rimane il brutto esercizio della politica -che offende per prima le istituzioni- e marca una distanza siderale tra Palazzo e cittadini (peraltro di gran lunga più savi, accurati, accorti e preparati dei rappresentanti eletti).

Appena ieri c’era stata la risposta ufficiale del Comune per bocca dell’assessore “al ramo”, Laura Di Pietro, che ha assicurato che gli attivisti si sbagliavano e che «nessun albero è stato tagliato per errore» senza produrre nè una spiegazione nè una prova che confutasse quelle prodotte dai comitati (anche in procura).

La verità è che i pescaresi si stanno abituando  alle bugie istituzionali che sembrano essere diventate persino un utile salvacondotto.

Purtroppo anche queste sono le dirette conseguenze di uno Strato che funziona sempre peggio e non è più abituato ad ascoltare i cittadini, non riesce più a garantire in alcun modo l’interesse pubblico e nemmeno la ragionevolezza, figuriamoci il diritto o la  giustizia.

Le decine di attivisti sono sempre più infuriati contro la giunta Alessandrini per il trattamento riservato e così oggi all’orizzonte ci saranno nuovi tagli e nuove proteste ed è bene anche sottolineare la qualità e la civiltà della protesta che non è mai trascesa nè ha travalicato i confini.

Nel frattempo c’è pure chi racconta una storiella che prova ad immaginare la fine di questa ennesima incredibile vicenda: interrogati dalla procura, tra qualche mese, il sindaco e l’assessore ammetteranno gli errori che oggi negano pubblicamente e per loro non ci sarà nessuna conseguenza penale. Salvi loro nonostante gli alberi abbattuti.

Un film già visto che si ripete.

In attesa del prossimo sequel.

ERRI DE LUCA IN DIFESA DEGLI ALBERI

Lo scrittore Erri De Luca in difesa degli alberi di Pescara: anche lo scrittore lancia il suo appello.

«Cittadini Pescaresi! Ha ragione il Comune di Pescara che vi sta tagliando gli alberi, centoventi, dal bordo dei viali. "Sono pericolosi". Si tratta del più originale aggettivo attribuito agli alberi in tutta la storia umana. Nemmeno il più celebre di loro  piantato nel giardino detto Eden,  portatore del velenoso frutto della conoscenza di bene e male, è stato dichiarato albero del pericolo. Era invece vietato avvicinarlo.

Oggi la vista lungimirante, ma sì, posso dire profetica, del vostro sindaco ha toccato il più visionario traguardo : l'albero è una minaccia urbana e interurbana. Le sue pigne cadono senza paracadute, i suoi aghi esauriscono gli sforzi della nettezza urbana e non sono provvisti di sistema anti sdrucciolo, le sue radici sfruttano sottosuolo pubblico comunale. L'albero sporge in disordine i suoi rami, tutto proteso verso il cielo se ne infischia di voi e incombe strafottente sul vostro traffico. L'albero sfrutta i vostri gas di scarico per produrre l'asfissiante ossigeno, a stento moderato dall'azoto.

Unitevi al vostro sindaco che eleggeste proprio per questo punto saliente del suo programma elettorale. Lo pronunciò come un'annunciazione :" Estirpazione! Estirpazione!".

O no? Non ve l'ha detto prima? Meglio ancora: voleva farvi una sorpresa. Non vi è piaciuta? Ingrati».


ARRIVA LA DIGOS


Attivisti e cittadini seduti sotto gli alberi per impedire l'esecuzione dei lavori di abbattimento e sul posto arrivano Polizia e Digos: inizia così un'altra giornata di braccio di ferro tra il Comune di Pescara e chi, in queste ultime settimane, è sceso in piazza contro il taglio di 121 pini programmato dal Comune.

Stamane gli interventi di abbattimento avrebbero dovuto interessare via Scarfoglio e i manifestanti hanno atteso, posizionandosi sotto agli alberi, l' arrivo degli operai.

Nella strada sono da abbattere diversi pini ritenuti 'pericolosi' dal Comune. Al centro delle polemiche c'è la relazione tecnica su cui si basano gli interventi, contestata dagli ambientalisti.


Gli ambientalisti hanno provato a fermare i lavori, ma alla fine, anche dopo un confronto con la Digos, gli interventi hanno preso il via ed è stato abbattuto il primo pino in via Scarfoglio, tra l'amarezza e lo sconforto dei presenti. Il coordinamento 'Salviamo gli alberi' annuncia comunque di voler proseguire la battaglia. Le operazioni proseguono nel pomeriggio, sempre in via Scarfoglio. Al presidio odierno, insieme a cittadini ed attivisti, hanno preso parte anche esponenti politici locali. C'erano, tra gli altri, il consigliere regionale Domenico Pettinari (M5s), il consigliere comunale Massimiliano Di Pillo (M5s), Maurizio Acerbo della segreteria nazionale di Rifondazione Comunista ed Armando Foschi dell'associazione 'Pescara - Mi Piace'. «Un'operazione sconsiderata - commenta Augusto De Sanctis del coordinamento - con problematiche enormi. Stanno tagliando un albero di cui ignorano ufficialmente anche la specie. Come si fa a sapere la stabilità di una pianta solo con un'analisi visiva e senza conoscere la specie di appartenenza? Andremo fino in fondo, presenteremo nuovi ed inequivocabili errori».

FOSCHI: «SECONDO ESPOSTO ANCHE A PREFETTO E QUESTURA»

Pesante anche il giudizio di Armando Foschi, dell’Associazione ‘Pescara – Mi piace’ che sta partecipando al presidio: «un atto di arroganza e superbia inaccettabile, un guanto di sfida sbattuto in faccia ai cittadini che democraticamente e pacificamente manifestano contro lo scellerato abbattimento di 121 alberi sani della città di Pescara. È quello del sindaco di Pescara Marco Alessandrini e della sua giunta comunale inadeguata, a partire dall’assessore delegato al verde Laura Di Pietro che deve dimettersi dopo il clamoroso errore emerso negli ultimi giorni, ovvero l’abbattimento di piante sane per clamorose inesattezze contenute nella relazione dell’agronomo incaricato dal Comune. E l’arroganza è venuta fuori oggi in maniera roboante quando la politica ha ordinato di sgomberare i manifestanti e di andare avanti con gli abbattimenti in via Scarfoglio nonostante non ci fosse neanche l’ordinanza per chiudere al traffico le strade, perché quell’ordinanza non è mai stata firmata dal sindaco Alessandrini, allergico, come sappiamo, agli atti amministrativi. Per questa ragione stamane ho inoltrato un secondo esposto in merito alla Procura della Repubblica, indirizzato anche a Prefetto e Questura, per denunciare una violazione palese della legge che tutti devono rispettare, sindaco compreso».