L'EPILOGO

Megalò 3 alla riscossa, è il momento giusto per terminare l’opera (in zona esondazione)

Ad agosto presentato il progetto per completare il lavoro iniziato nel 2000

Redazione Pdn

Reporter:

Redazione Pdn

Letture:

2978

CHIETI. La parola magica è “Prusst, progetto lineare della costa” ma di “lineare” in quasi 20 c’è stato davvero poco.

L’enorme progetto di speculazione edilizia a Santa Filomena di Chieti ha radici antiche e trasversali e per questo è riuscito ad attraversare tutte le stagioni politiche.

Ora, dopo una serie di incagli pericolosi, bocciature ripetute, persino una inchiesta giudiziaria zavorrata, sembra il momento giusto per tornare alla carica e completare l’opera.

Il momento giusto evidentemente era questo agosto e così la Sirecc, la società che ha già costruito nel 2005 il Megalò, sfruttando l’altissima competenza dell’eterno progettista Domenico Merlino, ha presentato le carte alla Regione.

La strada sembra spianata perchè le autorizzazioni ci sono già e non ci sono troppi vincoli come le varie valutazioni ambientali che forse qualche problema avrebbero pure potuto portare.

Si parla ufficialmente di «adeguamento degli argini» ma di fatto l’obiettivo è quello di costruire nuovi centri commerciali nell’area antistante il Megalò.

Già, perchè la grande particolarità dell’investimento da centinaia di milioni di euro è quella di nascere a ridosso del fiume Pescara, in piena zona esondazione (ma della cosa le autorità non si sono mai accorti e preoccupate e quando il “particolare” è stato fatto notare hanno fatto finta di non sentire).

Del resto sul mega centro commerciale a ridosso del fiume non si ricordano nè verifiche amministrative nè giudiziarie di rilievo che abbiano contestato violazioni di procedura. Dunque tutto lecito ed ora si raddoppia, anzi si triplica.


IL MOSTRO CON LE DIGHE

Per la cronaca il Megalò è tra i 10 «mostri» più pericolosi da abbattere (!) -secondo Legambiente- per le sue dighe alte oltre 11 metri, necessarie per difenderlo dalle piene come è accaduto nel 2013 quando per due giorni il centro fu chiuso e sgomberato per precauzione in occasione dell’esondazione più imponente dal 1992.

Ma la sua costruzione in zona a rischio  avvenuta sui terreni di una sconosciuta società romana con richiami abruzzesi, la Società Agricola Immobiliare Aterno srl, subito uscita di scena per fare largo alla Sirecc, non è solo una questione ambientale o burocratica o un semplice investimento privato perchè porta conseguenze “pubbliche”.

Proprio mentre il Megalò si sdoppia la Regione veloce di Luciano D’Alfonso vara l’ennesimo progetto faraonico e di grande impatto ambientale: quello delle vasche di espansione da costruire in gran parte a monte.

A cosa servono le vasche?

A rendere più innocuo il fiume che si ingrossa permettendogli uno straripamento controllato prima della foce.

Peccato che qualche chilometro più a valle il fiume aveva una sua area naturale di espansione che la politica nella sua proverbiale lungimiranza ha deciso di occupare con centri commerciali. Di fatto le dighe di 11 metri creano una strozzatura che fa accelerare il fiume in piena rendendolo molto pericoloso e nel 2013 ne abbiamo avuto l’ultima riprova.

La vicenda è un chiaro esempio di scarsissima coerenza della politica che, se deve permettere un investimento milionario al privato a ridosso del fiume in un’area che andrebbe lasciata di “sfogo” chiude tutti gli occhi; se si devono spendere centinaia di milioni per opere pubbliche che creano lo “sfogo” al fiume allora sono tutti pronti a spendere per “mettere in sicurezza”.

Opere imponenti come diventeranno ancora più imponenti gli argini da elevare ancor di più del nuovo Megalò.

Oltre a tutto questo c’è da ricordare che l’ultimo progetto della Sirecc si inserisce nella nebulosa chietina di quelle vicende che emergono solo in parte ma che danno la certezza di nascondere intrecci e grumi che si possono solo intuire.


SCOMPENSAZIONI SOTTOMARINE

A parte l’iter autorizzativo del Prusst avvenuto quando governatore era il chietino Giovanni Pace (An), a parte le sbavature e le verifiche sommarie ambientali, dopo dieci anni rimane la piaga del parco fluviale mai realizzato con una vistosa violazione dell’accordo di programma mai reclamata da nessuno: le opere private costruite tutte e subito, quelle pubbliche (in compensazione…) no.

Il parco, per chiara ammissione del progettista Merlino, (nel 2005) era di fatto “sottomarino” trovandosi tra fiume e dighe e da quelle parti deve essere una cosa normale...

Negli anni successivi si è avuto sentore poi di una guerra tra varie imprese diversamente sponsorizzate politicamente che avevano come obiettivo proprio la costruzione degli altri Megalò. Una inchiesta giudiziaria ha fornito la prova di questa guerra sotterranea che arrivava fin dentro le istituzioni, con intrecci di interessi poco onorevoli e coinvolgeva l’Autorità di bacino e il sindaco di Chieti, Umberto Di Primio, poi riconfermato primo cittadino nelle more dell’inchiesta.    

Sbaragliato il gruppo di Carmen Pinti-Colanzi-Enzo Perilli, rimasti incagliati nell’inchiesta, la Sirecc ora prova l’affondo dopo essere stata riconosciuta proprio da quelle verifiche giudiziarie “penalizzata” dal gruppo che aveva tentato di farle lo sgambetto.


GRANDE ATTENZIONE AL PAESAGGIO:  IL PARCO FLUVIALE. CI RISIAMO

Sempre nelle carte del nuovo progetto si legge che «l’area confina sul lato ovest e nord con il fiume Pescara, pertanto anche se parzialmente, essa risente di un contesto naturalistico-paesaggistico rilevante per il quale occorre garantire la qualità ambientale. L’intervento di progetto pone particolare attenzione alla tutela e alla valorizzazione di tale ambito, infatti è stata proposta la creazione di un Parco Fluviale di circa 35.000 mq già realizzata e ceduto gratuitamente al Comune di Chieti nella prima fase dei lavori riguardanti il P.R.U.S.S.T. ».

Qui qualcosa non torna sia perchè il parco non è mai esistito (se per parco intendiamo un’area verde, curata, fruibile, attrezzata e sicura), sia perchè sarebbe stata pagata dal Comune oltre 600mila euro come venne denunciato quasi dieci anni fa.

Ma siccome il cemento ci sarà si è pensato a compensazioni per mitigarne l’impatto.

«Saranno inoltre collocate a dimora delle essenze arbustive e arboree autoctone, in modo da valorizzare e caratterizzare ancor meglio l’ambito fluviale. Relativamente all’aspetto paesaggistico è doveroso precisare che il progetto riguarda un’area inserita in prossimità di un’area già antropizzata quale quella del Centro Commerciale Megalò e dell’area industriale di Chieti Scalo. L’area quindi è solo parzialmente interessata dall’ambito di tutela del Fiume Pescara, essendo inserita in un contesto già parzialmente antropizzato e da riqualificare. Gli impatti visivi e percettivi saranno minimi dato l’inserimento congruo a quanto già realizzato (volumi del tutto compatibili al complesso Megalò, adozione dello stesso sistema costruttivo) e alle opere d’inserimento previste per le aree di pertinenza (riduzione della superficie di pertinenza impermeabile, aree verdi con essenze autoctone)».

Infine si registra la cancellazione da parte della Banca d’Italia della società Finworld spa che nel 2013 aveva firmato le fideiussioni per i lavori. Epilogo non inatteso visto che già nel 2012 ea stata sanzionata pesantemente per carenze di controlli nelle pratiche.

ECCO IL PROGETTO


Mentre era in atto la guerra con colpi bassi la Cesi, socia che fa parte della della Sirecc, è entrata in concordato coatto e la società Sile  Costruzioni srl, con sede a Bergamo, ha formulato una offerta per l’acquisto del terreno, operazione che ha trovato il favore del sistema bancario che finanzia.
Il tribunale di Chieti dovrà avallare la procedura di cessione dell’area originariamente acquisita dalla Cesi.

Il progetto prevede la messa in sicurezza ai fini idraulici dell’area commerciale disciplinata dal Programma P.R.U.S.S.T. 7-93, mediante il completamento dell’argine fluviale esistente con la realizzazione di una palancola metallica, adeguamento dell’argine esistente e il completamento dell’intervento edilizio con modifica planimetrica in variante al Giudizio VIA n. 1925 del 10.04.2012. Il progetto oggetto di nuova SIA non si allontana dalle previsioni precedenti ma migliora i suoi contenuti recependo i pareri e prescrizioni degli Enti preposti.
L’intervento edilizio complessivo, oltre al fabbricato denominato A1 (Centro commerciale Megalo’ già realizzato) che sviluppa una superficie in pianta pari a mq. 52.000, prevede la realizzazione di sette edifici commerciali, denominati rispettivamente Edificio “C-1”, Edificio “C-2”, Edificio Ex “B1-B2”, ricadenti all’interno del territorio del Comune di Chieti e Edificio “B-3”, Edificio “B4-1”, Edificio “B4-2”, Edificio “B4-3”, ricadenti all’interno del territorio del Comune di Cepagatti.
Tutti i fabbricati sono a piano unico e risultano direttamente accessibili dai parcheggi pubblici riservati agli utenti. Presentano sul retro ampie aree riservate ai dipendenti e al carico/scarico delle merci, in diretta connessione con la viabilità al fine di garantire un efficiente movimentazione delle merci.
L’ampia dotazione di aree pedonali garantisce l’agevole fruizione da parte degli utenti.

L’edificio “B-1”
destinato alla esposizione e vendita di prodotti per il bricolage ed arredo casa, si sviluppa su un piano unico e presenta un superficie coperta di mq 6.000.
Ha due accessi per il pubblico dal piazzale principale.
Sul retro dell’area destinata alla vendite ed esposizione presenta gli spazi funzionali all’attività quali magazzino, servizi igienici per il pubblico, spogliatoi e servizi per i dipendenti.
All’interno è presente un ampio spazio destinato all’esposizione di prodotti per il giardinaggio (serra) in diretta connessione con l’area espositiva esterna ad uso esclusivo.

L’edificio “B-2”
ospita quattro esercizi commerciali di diverso taglio e destinazione, rientranti nel settore merceologico non alimentare. Ha una superficie coperta totale di mq 4.498,77 ed una superficie edilizia di mq 5978,77 articolata in un piano terra destinato all’esposizione e vendita dei prodotti, oltre agli spazi funzionali quali magazzini e servizi per i dipendenti.
Tutti gli esercizi presentano ampi ingressi sul prospetto principale accessibili dai parcheggi ed ingressi separati, sul retro, per il carico/scarico merci.

L’edificio “B-3”
ospita sette esercizi commerciali di diverso taglio e destinazione, rientranti nel settore merceologico non alimentare. Ha una superficie coperta totale di mq 6.294,77 ed una superficie edilizia di mq 8.379,74 articolata in un piano terra destinato all’esposizione e vendita dei prodotti, oltre agli spazi funzionali quali magazzini e servizi per i dipendenti.

L’edificio “B-4”
destinato alla esposizione e vendita di prodotti per lo sport ed il tempo libero , si sviluppa su un piano unico e presenta un superficie coperta di mq 4.800.

L’edificio “C” Hotel
si inserisce nella planimetria generale nel pieno rispetto della viabilità esistente, garantendo al contempo la piena indipendenza dagli edifici commerciali già esistenti o di prossima realizzazione.
L’edificio è dotato di un ampio parcheggio riservato agli utenti direttamente accessibile dalla viabilità principale esistente.
L’hotel si sviluppa su nove livelli per un’altezza massima di mt 27,75 e presenta una superficie coperta di mq 1668,90.
Il piano terra ospita, oltre alla hall-reception, due sale ristorante ed un ampio bar con i relativi spazi funzionali quali cucine, magazzini e servizi igieni ci per il pubblico.
Gli altri piani ospitano le camere da letto di diverso taglio e tipologia, con i relativi servizi igienici, per un totale di 16 camere a piano.