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Taglio alberi Pescara: ambientalisti contro Comune: «nessun esame strumentale»

«Protocollo disatteso» e il Comune chiama la Digos

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PESCARA. Per la segreteria H2o Abruzzo, ed in particolare il coordinamento 'Salviamo gli alberi', il Comune di Pescara non rispetta il protocollo indicato dal Corpo Forestale dello Stato, sull'analisi di stabilità degli alberi e sulla procedura per l'abbattimento degli stessi, che infatti - ritiene il coordinamento - è completamente difforme rispetto a quanto attuato in tutti gli altri Comuni italiani.

Con queste parole Augusto De Sanctis, insieme ad un'altra ventina di attivisti del coordinamento, è tornato ad attaccare il piano del Comune di Pescara, già avviato nei giorni scorsi, per il taglio di 121 alberi considerati pericolosi.

«Finalmente venerdì scorso - ha detto in una conferenza stampa a Pescara - ci è stata consegnata la relazione sulla sicurezza degli alberi, che in realtà era stata assegnata il 27 febbraio del 2015, ma è stata depositata solo poche settimane fa, a dimostrazione dell'assenza del carattere di urgenza affermato dal Comune».

Esaminandolo si è scoperto che gli unici esami compiuti sugli alberi considerati pericolosi sono di natura visiva, mentre in tutti gli altri comuni italiani, da Palermo a Torino passando per Cava dei Tirreni (Salerno) e La Spezia, si sono compiute le analisi strumentali prescritte anche dal Corpo forestale. L'esponente ambientalista riferisce che l'amministrazione pescarese considera eccessiva la spesa per compiere analisi più approfondite.

«Però - sottolinea De Sanctis - ha assegnato una consulenza dal valore di 10mila euro per compiere le analisi visive».

E in ogni caso, a giudizio del coordinamento, le analisi strumentali consentirebbero di risparmiare.

«Gli altri comuni per gli approfondimenti strumentali, a seconda delle tecniche utilizzate, hanno speso dai 24 ai 75 euro a pianta, per un costo complessivo che va dai 3mila ai 9mila euro - spiega il rappresentante del coordinamento -. Basterebbe quindi evitare l'abbattimento di 3 dei 121 alberi considerati pericolosi, per risparmiare i costi di taglio e ripiantumazione, senza considerare il valore economico, ambientale e sanitario di grandi alberi con 60 o 70 anni di vita».

De Sanctis avanza dubbi anche in merito all'annuncio del Comune, relativo alla ripiantumazione con il doppio degli alberi tagliati.

«Sfidiamo il sindaco a rendere pubblici documenti sul progetto di ripiantumazione e sui relativi affidamenti o impegni di spesa - dice l'esponente del Coordinamento Salviamo gli alberi -. A noi risulta non ci sia assolutamente nulla di concreto al riguardo e anche girando per le zone interessate dai tagli, notiamo che in quei punti non ci sono né spazi né aiuole che consentano il raddoppio delle piante».

Per tutte queste ragioni gli ambientalisti tornano a chiedere l'immediato blocco dei lavori, l'avvio di analisi strumentali sulle piante considerate pericolose e l'apertura di un vero confronto.

 


CITTADINI INASCOLTATI, COMUNE KATERPILLAR

Uno scontro che si è acuito perchè il Comune non intende non tanto indietreggiare ma nemmeno discutere è dà le cose per fatte. Secondo l’assessore Di Pietro tutto ruota intorno alla relazione del tecnico esterno Rabottini che inchioderebbe il Comune e lo obbligherebbe a mettere in sicurezza le strade con gli alberi «pericolanti» e nessuno in giunta se la sente di correre rischi.

Il punto però è che la procedura è carente anche se quella effettuata, dicono sempre in Comune, basta ed è sufficiente.

Altro punto scartato nettamente è quello dell’indagine che avrebbe coinvolto lo stesso perito Carlo Massimo Rabottini nell’inchiesta in cui l’imprenditore De Nicola è accusato di bancarotta  per aver gonfiato alcune perizie su terreni. Il processo non è nemmeno iniziato e al Comune spiegano che «il garantismo ci impone di considerare anche quel tecnico innocente fino a sentenza definitiva».

E ieri alle 15 c’è stato il culmine quando il dirigente Giuliano Rossi ha chiamato la Digos facendo identificare due attivisti che protestavano.

E’ successo in zona stadio.

Alcuni attivisti del Coordinamento SalviAmo gli alberi, dopo diverso tempo in cui i cittadini chiedevano lumi (non c'era alcuna scritta sui mezzi nè cartelli) hanno chiamato i Vigili Urbani per chiedere la verifica della regolarità del cantiere, anche per il rispetto delle norme nel cantiere sulla tanto decantata sicurezza. «I vigili non sono venuti», ha spiegato Augusto De Sanctis, «poi è arrivato il Dirigente del Comune Giuliano Rossi che ha pensato bene di chiamare la DIGOS per far identificare i cittadini e gli attivisti (e il consigliere comunale Di Pillo che nel frattempo era sopraggiunto), evidentemente ritenuti ancora più pericolosi degli alberi storici di Pescara così pericolanti. Grazie allo zelo del suo intervento il Dr. Rossi ha potuto dare avvio al taglio di un Pino maestoso di oltre 50 anni allo Stadio che in qualsiasi città sarebbe stato oggetto di approfondimenti di ogni tipo prima di tagliarlo, anche perchè lo stato vegetativo non sembrava tale da farlo apparire a rischio crollo immediato come testimoniano le immagini. Qui è bastata un'analisi visiva speditiva quando tutti i comuni procedono con le analisi strumentali. I bambini presenti sono scoppiati a piangere davanti al lavoro delle motoseghe. Siamo senza parole per come si sta procedendo e dall'atteggiamento di chiusura del Comune. Forse hanno paura che l'analisi strumentale, dal costo di 24 euro a pianta, smentisca la necessità di tagliarli? »

 
DI PIETRANTONIO: «PARLERO’ CON IL SINDACO»

 «Ho ascoltato le ragioni degli ambientalisti, ne parlerò con il sindaco e vedremo quali margini ci sono per andare incontro alle loro richieste», ha detto Moreno Di Pietrantonio, segretario cittadino del Pd di Pescara.

PESCARA Dossier Alberi 01-09-2016