RETROSCENA

Strada asfaltata nel Parco nazionale d’Abruzzo, guerra tra direttore e presidente?

Oggi la Stazione ornitologica diffonderà tutte le immagini dello scempio

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ABRUZZO. Un nastro d'asfalto di km deturpa un santuario della natura nel Parco d'Abruzzo.

Oggi la stazione ornitologica diffonderà tutte le immagini fotografiche e video dello scempio di livello europeo in corso nell'alta Vallelonga con mezzo milione di euro di asfalto.

Intanto è già indignazione e figuraccia nazionale con oltre 4 mila condivisioni su Facebook dell'unica foto uscita.

Proprio la Stazione Ornitologica Abruzzese è in grado di divulgare un documento che inchioda l'Ente Parco alle sue responsabilità sui lavori di asfaltatura.

Il Parco d'Abruzzo a maggio 2015 in un documento a firma del suo presidente Carrara riteneva che nel Comune di Villavallelonga la strada sterrata dei Prati d'Angro, insieme ad altre strade elencate con precisione, dovesse essere chiusa sulla base della Legge 3/2014 della Regione Abruzzo.

La lettera del Parco a Comuni, regione e forestale è netta ed inequivocabile, anche nel definire "sterrata" questa strada.

Il PNALM in questi mesi ha ripetutamente risposto alle associazioni sostenendo che la strada fosse già asfaltata e che si trattava di semplice manutenzione. Il presidente Carrara evidenziava la necessità di apporre una sbarra consentendo l'accesso ai soli aventi diritto, come d'altro lato prescrive la Legge regionale 3 del 2014.

Carrara nella parte finale della nota chiarisce ai comuni che per la tutela dell'Orso bruno queste misure sono importantissime, richiamando anche l'applicazione del Patom e ricorda ai comuni le conseguenze della mancata chiusura della strada in questione: la perdita dei finanziamenti comunitari. Quindi una cosa molto seria.

Ma pochi mesi prima, a gennaio 2015, il direttore Febbo ne aveva inopinatamente autorizzato addirittura l'asfaltatura su tutto il tratto su proposta del Comune di Villavallelonga per un costo di mezzo milione di euro. Solo dopo le proteste delle associazioni e interrogazioni parlamentari avvenute nel 2016, le strutture tecniche del PNALM hanno fatto una tardiva e limitata marcia indietro prescrivendo il 29 giugno 2016 di evitare l'asfalto solo su un brevissimo tratto, quello finale, permettendo comunque la posa del conglomerato bituminoso anche dentro al territorio del Parco, ben oltre il punto di ingresso nel Parco che dovrebbe essere il luogo dove allocare la sbarra. Dispone inoltre un divieto di accesso relativo solo alle ore notturne. «Facciamo notare», sottolinea la Stazione Ornitologica, «che la legge citata da Carrara non differenzia tra ore notturne e diurne: l'accesso deve essere interdetto sempre. Come avevano largamente previsto le associazioni alla fine lo sfregio è stato assicurato. Il tardivo intervento di queste ore con un'ordinanza di fermo dei lavori, emessa solo a seguito delle reiterate denunce delle associazioni e a lavori per gran parte realizzati, è relativo solo a quel tratto brevissimo e non sul resto della strada dove invece i lavori di asfaltatura proseguono, anche dentro al territorio del PNALM».

Ma a cosa è dovuta la diversa valutazione tra il direttore Febbo rispetto a quanto richiesto dall'Ente Parco e dal suo presidente tanto da permettere di spendere mezzo milione di euro per asfaltare una strada per la quale il Parco stesso, ai suoi massimi livelli, aveva chiesto la chiusura ammettendo anche che era sterrata? Perché il 29 giugno 2016 nel parere sulla Valutazione di Incidenza Ambientale a firma del Direttore Febbo l'Ente Parco non ha recepito le indicazioni provenienti...da una legge regionale e dal suo Presidente? L'orso bruno non è più in pericolo? Il PATOM non prevede più la chiusura di queste strade? L'asfalto serve per tutelare l'orso?


ESPOSTO ALLA CORTE DEI CONTI

«Ovviamente, non appena avremo concluso gli accessi agli atti che abbiamo avviato presso vari enti, provvederemo ad inoltrare un altro dettagliato esposto anche alla Corte dei Conti», assicura la stazione ornitologica. Alla Commissione Europea chiederemo che intervenga presso lo Stato Italiano per recuperare i fondi dei progetti LIFE sull'Orso, almeno quelli dedicati alla chiusura delle strade.

«In generale non ci possiamo permettere una gestione bipolare di un ente fondamentale per la tutela di siti di interesse planetario. Crediamo che il direttore dell'Ente abbia commesso una serie incredibile ed inaccettabile di errori nonostante sia stato messo in guardia in questi mesi in mille modi. Erano anni che non si vedeva in un Parco abruzzese un tale scempio, figurarsi nel regno dell'Orso. Il Direttore ne tragga le conseguenze; se non è in grado di farlo da solo intervenga il Ministero dell'Ambiente».



Secondo l'associazione “Salviamo l'orso” il fatto che la strada fosse     stata asfaltata per un breve tratto negli anni 90 del secolo scorso     (quasi 30 anni fa) non rende l’attuale intervento giustificato .     «Al contrario lo rende     ancora piu’ demenziale perchè un vecchio errore non ne giustifica     uno nuovo, specialmente alla luce degli intecorsi sviluppi della     normative vigente in materia di tutela della biodiversità e degli     impegni presi in merito alla conservazione dell’orso.     C’è dell’altro: seguendo questa logica l’Ente Parco intende     forse autorizzare uno sviluppo urbanistico in località Cicerana o     alla Camosciara , le famose speculazioni di più di 30 anni fa ed i     cui segni sono ancora visibili in quei luoghi solo perchè     all’epoca fu fatto?»

Il     12 Gennaio del 2015 il Servizio scientifico del parco rilascia un     parere favorevole ai lavori ( «con alcune ridicole prescrizioni…»)     senza tener conto delle ovvie criticità che una strada asfaltata     avrebbe creato in un ambiente delicatissimo per     la fauna protetta dalla Direttiva CEE/HABITATS vale a dire dalla     legislazione nazionale ed europea.

«La     Direzione del PNALM», aggiunge l’associazione, «basandosi sul parere dei propri Servizi     scientifici (gli stessi che hanno coordinato un costosissimo     progetto Life (Life Arctos) tra le cui azioni principali c’era     proprio la chiusura delle strade nelle aree critiche per l’orso)     rilascia il 31/01/2015 un primo nulla osta al progetto; si tratta     di un incredibile ulteriore sbaglio , in quanto non aveva     preventivamente ottenuto la necessaria ed indispensabile VINCA     (Valutazione di incidenza ambientale ) dal Comune di     Villavallelonga, documento propedeutico al rilascio di qualsiasi     nulla osta. Questo, di fatto,     rende ILLEGITTIMO il nulla osta rilasciato dal parco».


Al     ricevimento della VINCA nel Giugno scorso il parco, nonostante che     nelle premesse del suo parere scriva testualmente «…che     la strada rischia di allontanare Orso, lupo e Picchio dorsobianco     dalle aree per il disturbo, e che il ripristino di migliori     condizioni della strada aumenterà il traffico in tutte le ore del     giorno…», decide     di rilasciare     un nuovo nulla osta in soli due giorni senza     nemmeno preoccuparsi prima di ricevere e di leggere le     “Osservazioni” alla VINCA redatte dalle associazioni, il cui     arrivo era stato ampiamente preannunciato al Dott. Febbo direttore     del PNALM .

«Le “Osservazioni” contestano e smentiscono un     documento ( la VINCA del Comune) palesemente insufficiente e privo     di qualsiasi base scientifica . Nonostante tutto il parco liquida     la faccenda lavandosene le mani ed aggiungendo alcune prescrizioni a     questo secondo nulla osta , prescrizioni poi puntualmente e     tranquillamente ignorate dalla Ditta che nei giorni scorsi ha     eseguito i lavori. Gli stessi     lavori che l’Ente, tardivamente e senza successo, ha poi tentato     di bloccare dimostrando anche in questo frangente la sua cronica     lentezza, inefficienza e mancanza di autorevolezza».


«A chi come noi è sempre stato al fianco dell’istituzione, ne ha difeso in passato alcune scelte difficili o impopolari, ha creduto in progetti comuni fino ad investire in essi il lavoro dei nostri volontari ed i fondi raccolti tra i nostri soci ( sicurezza stradale sulla SP83 e campagna contro il randagismo canino) cio’ che accade oggi dispiace ancor di più , ma questi purtroppo sono i fatti, come dimostrano i documenti in nostro possesso e lo stesso comunicato dell’Ente», conclude  “Salviamo l’orso”.



Oggi il Direttore Febbo su un quotidiano parla di «diritti acquisiti» per un'autorizzazione su un progetto di 24 anni fa.

«A parte che nel Nulla osta da lui firmato non si fa alcun riferimento e accenno ad autorizzazioni pregresse», dice Augusto De Sanctis, «si è reso conto il Dr. Febbo che se fosse vero questa interpretazione dovrebbe esso stesso considerare illegittima anche la sua tardiva ed insufficiente ordinanza sul breve tratto di strada di cui ha chiesto di fermare i lavori, dove tra l'altro sono ormai quasi conclusi? Auspichiamo che rimanga solo una dichiarazione alla stampa visto che un direttore di un Parco nazionale dovrebbe sapere, ammessa e non concessa l'esistenza di questa autorizzazione che sarebbe stata rilasciata decenni fa, in un mondo diverso e con leggi diverse (e, comunque, due errori non fanno una cosa buona...), che gli atti amministrativi hanno comunque durata di 5 anni (e il titolo edilizio conseguente permette il completamente dei lavori entro 3 anni)! Chiediamo al Presidente del Parco Carrara di prendere in mano la questione e al Ministero dell'Ambiente di agire in sostituzione qualora il Parco continui in una gestione che sta portando ad un vero disastro con conseguente figuraccia che presto sarà internazionale. La Commissione Europea sarà presto chiamata a giudicare le azioni reali che il Parco sta consentendo e crediamo che sarà difficile dimostrare che si sta operando per la tutela dell'Orso bruno».

«Abbiamo chiesto il blocco dei lavori su tutto il tracciato e il ritiro in auto-tutela delle autorizzazioni e dei pareri rilasciati», conclude, « in quanto fondati su una descrizione dello stato dei luoghi non rispondente alla realtà fattuale e su atti pieni di contraddizioni. L'Abruzzo e l'Italia della Natura non meritavano un simile obbrobrio e faremo di tutto pur di far ripristinare lo stato dei luoghi sull'intero tracciato oggi asfaltato ex novo. Un Santuario della natura si cura, non si offende».

VILLAVALLELONGA Limitazione Traffico l r n 3 Del 2014_pnalm