IL PERSONAGGIO

Guglielmo Boschetti, il procacciatore abruzzese tra Merker, cricche e incarichi pubblici

Si dice grande amico di lunga data di Luciano D’Alfonso (che gli dà incarichi) e Giovanni Legnini

Redazione Pdn

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ABRUZZO. Avrebbero voluto mettere le mani sul software che utilizzano le procure, inaugurato da poco per i processi telematici, ma con migliorie che potessero da una parte garantire il riuso - e dunque un risparmio- e dall’altra permettere ad occhi indiscreti di conoscere i segreti di tutte le indagini.

Una specie di cavallo di troia che sarebbe servito alla cricca per avere enormi vantaggi, non solo economici: avrebbero seguito le mosse di tutti i pm in tempo reale.

Raffaele Pizza, “faccendiere” legato a doppio filo con la politica, fratello dell’ex sottosegretario Giuseppe, pure indagato, era riuscito a coinvolgere nella sua rete di presunte tangenti anche Antonio Marotta, deputato di Ncd.

E’ il quadro che emerge dalle carte della nuova inchiesta per corruzione curata dalla guardia di Finanza di Roma e che ha disvelato l’ennesima cricca ed un nuovo “sistema gelatinoso” con amicizie molto in alto.

Un “sistema” di «legami stabili con influenti uomini politici, spesso titolari di altissime cariche istituzionali»: Pizza avrebbe veicolato la nomina di suoi amici in enti pubblici, che poi sfruttava a proprio vantaggio per ottenere “appalti” con «Inps, Inail, ministero dell’Istruzione, ministero della Giustizia, Poste italiane e Consip».

L’ipotesi è della Procura di Roma, che ha ottenuto l’arresto di 24 persone (12 in carcere e 12 ai domiciliari) accusate, a vario titolo, di associazione per delinquere, frode fiscale, truffa aggravata ai danni di enti pubblici, corruzione, falsa fatturazione, traffico di influenze illecite, ricettazione e finanziamento illecito.

Con Marotta - avrebbe ottenuto tangenti per 100mila euro e viene intercettato mentre conta le mazzette nel bagno di una società - risultano 50 indagati, tra i quali Giuseppe Pizza, fratello di Raffaele, ex sottosegretario all’Istruzione col governo Berlusconi (titolare dello storico simbolo della Democrazia cristiana), ma anche Vittorio Crecco, ex direttore generale dell’Inps.

L’indagine farà il suo corso ma quello che interessa sono i fatti che emergono dalle intercettazioni e dai rilievi della finanza anche perchè in questo intreccio di interessi e relazioni pericolose c’è anche Guglielmo Boschetti, abruzzese, ufficialmente imprenditore, mediatore, con amicizie importantissime e di lunga data, per esempio, con Giovanni Legnini (oggi vicepresidente del Csm) e con Luciano D’Alfonso.


«IL CSM? STA LI’ IL VERO POTERE»

A proposito del Csm l’onorevole Marotta in una intercettazione dice «di essere interessato a tornare al Consiglio superiore della magistratura», di cui era stato membro tra il 2002 e il 2006: «Io – afferma - se potevo rimanere lì (al Csm, ndr) me ne fottevo di venire a fare il deputato a perdere tempo qua, me ne fottevo … il potere là è immenso, là è potere pieno, non so se rendo l’idea… grossi interessi non avete proprio idea».

Gli imprenditori della partita si chiamano Danilo Lucangeli, di Sky Media, e Gianni Nastri, legale rappresentante di Siline spa e di Europower Technologies, società di diritto inglese. Lucangeli, al telefono, sostiene più volte di poter fare dei controlli in procura tramite Nastri, «in quanto in grado di accedere ai fascicoli giudiziari».

Annotano i finanzieri nell’informativa finale: «La fitta rete di contatti riguarda Roberto Rao (consigliere economico del ministro della Giustizia Orlando, e consigliere di Poste Italiane, ndr), Gianni di Pietro (ex deputato del Pd, molto vicino a Legnini, ndr), Agostino Ragosa (ex direttore Agenzia per l’Italia digitale)». Non solo.

Interverranno anche Massimo Sarmi, ex ad di Poste, e Guglielmo Boschetti, l’imprenditore abruzzese «che da fonti aperte risulta implicato in varie inchieste legate alla P4».

Ascoltati dalla finanza grazie alle cimici, gli indagati mostrano preoccupazione anche per l’indagine in corso e dimostrano, dunque, di avene conoscenza in un momento in cui doveva essere assolutamente segreta.

A parlarne a gennaio 2015 è lo stesso Pizza con un imprenditore del gruppo, Lucangeli: «Pizza», si legge nelle carte dell’inchiesta, «chiede dell'iscrizione (non specificano altro) e Lucangeli riferisce che non c'è e che nel merito se ne sta occupando Guglielmo (Boschetti) il quale si sarebbe visto con Legnini (presumibilmente Giovanni vice presidente del Csm) e poi in giornata gli avrebbe fatto sapere dell'esito dell'incontro. Pizza dice che vuole incontrare lui stesso Legnini per la questione dell'agenda digitale. Lucangeli non è d'accordo e dice che la prima cosa da fare è intervenire sul ministero della giustizia, il ministero deve inviare una lettera chiedendo i software ed è per questo che aspettano l'esito dell'incontro con Legnini».

Risulta alla finanza che proprio Boschetti il 21 gennaio 2015 si è incontrato con il conterraneo Legnini, in un meeting per il “loro progetto” dall’esito sconosciuto.

Appena un mese prima, il 29 dicembre 2014, Alberto Orsini, socio di Pizza e tra gli arrestati, afferma che il giorno dopo si deve incontrare «con il capo del Csm... uno dei capi del Csm».

Lo stesso Orsini commissionò anche la bonifica dei suoi uffici da eventuali cimici e fece installare poi un apparecchio anti-intercettazione e al telefono lo racconta tranquillo ad un imprenditore che gli chiede se il lavoro di bonifica e “l’attrezzo” gliel'ha fornito «quello dell'Abruzzo».

Secondo i finanzieri l’uomo faceva «riferimento ad una persona vicina agli apparati di intelligence».

Chi sia non si dice.


CHI E’ BOSCHETTI

Ma chi è Guglielmo Boschetti?

Nato a Cupello in provincia di Chieti, nel suo curriculum scrive di essere geometra, di aver lavorato per società come la In.Co.Tec. Srl e la Belectric Italia srl responsabile relazioni esterne, la multinazionale tedesca, da tre anni in Lazio, presente in 15 Paesi del mondo con fatturato da 800mln di euro.

Altri, però, lo indicano come “imprenditore” o “consulente finanziario”, sta di fatto che è difficile dire con certezza di cosa si occupi, spaziando dalle pubbliche relazioni ai rapporti istituzionali ad alti livelli seguendo grandi affari e appalti pubblici.

Ex Udc, vicino all’onorevole Giampiero Catone, nel 2005 componente del consorzio

acquedottistico, già candidato alle elezioni provinciali di Chieti con l’Mpa e candidato consigliere anche in altri comuni ma sempre senza successo.

Boschetti è sempre dietro le quinte e non si ferma un attimo. I suoi rapporti con le istituzioni sono costanti. Si parla anche di rapporti stretti con D’Alfonso e Legnini, rapporti che si sarebbero raffreddati improvvisamente da alcuni mesi e sembra che si sia anche lamentato della cosa.

Di recente, per esempio Giampiero Leombroni appena arrivato al consorzio di Bonifica Sud (fine 2014) lo ha nominato come consulente a titolo gratuito per reperire «fondi di finanziamento», una sorta di procacciatore di affari anche se non si capisce bene di quali fondi abbia bisogno il consorzio che è pubblico.

Siccome sono passati anni Leombroni e D’Alfonso possono pubblicare gli atti e le relazioni prodotte dalla consulenza e chiarire almeno questo aspetto.

Boschetti si definisce grande amico di D’Alfonso e di Legnini tanto che quando quest’ultimo fu eletto al Csm nel 2014 scrisse «Un grande riconoscimento ad un persona onesta Perbene e Grande lavoratore, di cui tutti gli Abruzzesi dovrebbero esserne orgogliosi. Mi auguro che il grande lavoro avviato per l'Abruzzo possa essere raccolto da qualcun'altro all'altezza.... Onorato della sua amicizia» .

Ma Boschetti è anche organizzatore di cene elettorali e sostenitori del Pd vastese e delle campagne elettorali di D’Alfonso e Paolucci spesso facendo il padrone di casa anche in occasione delle elezioni regionali 2014. Sembra che tra i suoi interessi recenti vi fosse anche la sanità nei suoi vari aspetti, soprattutto edilizi, ma il suo nome non figura in nessuno dei documenti pubblici ufficiali.

Voleva fare il commissario del consorzio vastese dei rifiuti Civeta.

Non si sa se per reperire fondi per il consorzio di Bonifica sud ma Boschetti sembra essere a suo agio anche nella sede romana del Parlamento europeo dove riesce a mettersi sotto braccio al professionista del “sottobraccio”: un sorridente D’Alfonso.

Di certo Legnini e D’Alfonso possono dire molto di più di questo abruzzese sfuggente e mai sotto i riflettori che ha avuto la sfortuna, però, di essere citato più volte in grosse inchieste giudiziarie, il più delle volte non indagato, e quando lo è stato ne è sempre uscito pulito.

E’ il caso di uno degli scandali più grossi d’Abruzzo, quello legato all’investimento farlocco della Merker quando si riuscirono a bruciare milioni di euro e gli squali di un pool di banche figurarono come i veri bidonati.

L’investimento totale era di 150 miliardi di lire. Ne nacque un processo per bancarotta da 280milioni di euro ed una insidiosa indagine portata avanti dal pm Giampiero Di Florio (oggi procuratore di Vasto) ed arresti nel 2003 ma poi il processo partì solo 12 anni dopo, tanto che tra gli altri anche Boschetti si salvò grazie alla prescrizione.

Tra i 44 indagati dell’inchiesta figurava anche il deputato della Dc, Giampiero Catone, accusato di estorsione ma poi subito uscito dall’inchiesta con un proscioglimento.

«Il deputato insieme a Guglielmo Boschetti», scriveva il pm Di Florio, «avrebbe utilizzato il suo ascendente politico per farsi consegnare 118 mila euro. In cambio avrebbe assicurato la corretta erogazione del finanziamento della Banca Intesa Mediocredito, dove lavorava anche il fratello di Catone, Mario. I due sarebbero andati da Gianfranco Ramoser e Cinquegrana, millantando di riuscire a risolvere i problemi economico-finanziari della Merker. E secondo gli inquirenti furono usate anche minacce palesi, tanto che riuscirono nel loro intento e ottennero 118 mila euro di sponsorizzazioni per le società sportive Castel di Sangro e Virtus Cupello. 100 mila euro vennero versati per la società calcistica Castel di Sangro e 18 mila euro per la Virtus Cupello. Ma tutto venne fatto figurare come corrispettivo per una consulenza di due mesi operata da Boschetti in favore della Merker ».

Curioso che proprio Boschetti di recente avesse intimato a PrimaDaNoi.it di cancellare l’articolo del suo recentissimo proscioglimento per prescrizione (2015) quando di solito si utilizza il diritto all’oblio per cancellare notizie ben più fastidiose.

Curioso anche che Boschetti possa interessarsi ad un articoletto di un “giornaletto di provincia” come il nostro quando a ben cercare le sue tracce si rinvengono in articoli di giornaloni ben più quotati e riguardano i suoi contatti con alcuni esponenti dell’inchiesta della P4 come l’ex parlamentare Papa ma in quel caso la procura ipotizzava che Boschetti fosse stato addirittura vittima di concussione, poi quel capo di imputazione venne cancellato. Sta di fatto che sembra che il nostro uomo si muovesse con disinvoltura grazie a contatti e frequentazioni di anni con personaggi di un certo calibro.

Boschetti, sempre dalle carte di altre inchieste, per esempio del post terremoto de L’Aquila, risulta essere l’uomo sul territorio (anche attraverso il geometra marsicano Liborio Fracassi) della potentissima Btp di Massimo Fusi, quest’ultimo implicato nell’inchiesta della famosa cricca e poi in una inchiesta sul consorzio Federico II per la ricostruzione aquilana di cui faceva parte.

Comunque troppo poco per dire davvero chi sia Gugliemo Boschetti e quale sia realmente la sua influenza nella vita pubblica abruzzese e non solo.