LA TESTIMONIANZA

Divieto di balneazione. Scattano le denunce e ad Ortona compaiono i cartelli

Dovevano esserci dal 1° maggio invece sono stati messi alle19.30 del 25 giugno

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ABRUZZO. Allora gli ambientalisti avevano ragione sul caso Ortona? Davvero il sindaco è responsabile di aver messo a repentaglio la salute pubblica come denunciato da associazioni Forum H2O e Pescara PuntoZero?

Difficile che si tratti di coincidenze visto che il 23 giugno scorso le associazioni denunciano a mezzo stampa di aver inoltrato un esposto alla procura della Repubblica perchè alcuni tratti non sono balneabili ma i cartelli non ci sono mentre sono molti i bagnanti a mollo. Una grave mancanza che potrebbe configurare anche responsabilità penali.

Con calma due giorni dopo il “solerte” addetto dell’ufficio tecnico del Comune di Ortona spedito dal dirigente competente a bordo di una grossa macchina con le insegne della “protezione civile” arriva a mettere il cartello di divieto: sono le 19.30 di sabato scorso e ci sono ancora molti bagnanti nella zona del fiume Foro.

Molti assistono sgomenti, altri protestano vivacemente perchè magari sono stati tutta la giornata al mare e solo alla fine apprendono del pericolo che hanno corso…

Ma andiamo con ordine.

Gli ambientalisti hanno denunciato quattro sindaci tra cui quello di Ortona.

Nello specifico nel territorio di Ortona le associazioni contestano la mancanza dei cartelli di divieto di balneazione su ben 3 tratti chiusi (su tre controllati).

Due di questi ("350 metri a Nord della Foce del Fiume Foro" e "350 metri a Sud della Foce del Fiume Foro") sono chiusi dal primo maggio 2016.

Un altro, "200 a nord della stazione di Tollo", secondo il Portale Acque del Ministero della Salute ieri risultava sulla carta chiuso temporaneamente alla balneazione.

In tutti e tre i casi c'erano bagnanti, con diversi minori, anche di 2-3 anni, che facevano il bagno in aree vietate alla balneazione.

Su un quarto tratto,"Zona prospiciente molo nord Porto", che doveva essere chiuso temporaneamente tra il 17 e il 19 giugno per un superamento dei limiti, gli ambientalisti non sono riusciti a trovare alcuna Ordinanza di divieto ( e di riapertura) pubblicata sull'albo pretorio online del Comune.


I BAGNANTI TRADITI

La famiglia di un nostro lettore, Massimo, sabato 25 giugno ha deciso di trascorrere una giornata al mare, la prima della stagione, e dopo aver preparato tutto decidono di fare il bagno in una zona tranquilla di spiaggia libera al confine tra Francavilla e Ortona alla foce del fiume Foro.

Quando arrivano di buon mattino la giornata è splendida e l’acqua è cristallina, non c’è quasi nessuno e si sistemano. I bambini giocano e per il caldo afoso per buona parte della giornata sono stati in acqua.

Mentre si preparano per andar via vengono colpiti da una scena che li insospettisce.

Una grossa auto con le insegne della Protezione civile si ferma a pochi metri da loro ed una persona scende con alcuni attrezzi ed un cartello.

Si crea un capannello di quei pochi bagnanti che erano rimasti a quell’ora e si capisce che l’uomo è un addetto del Comune di Ortona mandato per mettere i cartelli di divieto di balneazione permanente ( «Il divieto è permanente cioè armane sempe. Vi sconsiglio, non ci venite mai qui vi conviene andare più a nord dove l’acqua è pulita») .

L’uomo dice di essere stato chiamato per un servizio urgente il giorno prima (cioè venerdì 24 giugno).

Si tratta proprio del divieto che interessa 350 metri a nord della foce del Foro e 400 metri a sud in territorio di Ortona.

A chi glielo chiede anche un pò alterato l’operaio del Comune spiega che sono gli abitanti del posto che tolgono gli avvisi.... secondo una logica almeno incomprensibile per cui senza cartello l’acqua diventa balneabile?

Nella zona vi è un solo stabilimenti balneare ma per stessa ammissione dell’addetto il divieto in passato non è stato messo lì davanti. Dunque non si può pensare nemmeno a qualcuno preoccupato dal calo dei guadagni per il divieto che decide nottetempo di distruggere i cartelli.

E’ vero tuttavia che alcuni pali molto distanziati ci sono e a terra alcuni cartelli rotti ma è difficile capire quando siano stati rotti.

«I cartelli c’erano e ora stiamo a rimettere le pezze con questi qui», conferma l’addetto che in effetti installa cartelli “cartonati” molto differenti da quello che giace a terra.

Qui l’operaio parla di «residenti» e la cosa insospettisce non poco ma la magistratura se vorrà essere solerte e attenta saprà come verificare la circostanza.

Ma a parte questo per legge quei divieti dovevano essere lì dal 1 maggio 2016 e sono stati messi il 25 giugno. Se poi il Comune è a conoscenza del fatto che i residenti tolgono i divieti potrebbero prevedere controlli per impedire che persone facciano il bagno in acque non balneabili.

A questo proposito lo stesso addetto conferma che lui stesso ha effettuato un sopralluogo e controllato «due o tre settimane fa che i cartelli c’erano».

Conferma anche che altri cartelli invece sono stati tolti perchè non coerenti: quelli che intimavano attenzione ai bagnanti di non allontanarsi troppo perchè la spiaggia non era provvista di soccorso ai bagnanti.

«Francamente trovo la cosa scandalosa e pericolosa», racconta Massimo, «praticamente ho esposto i miei figli a rischi per la salute e per questo mi sento responsabile ma qui i cartelli non ci stavano e chi doveva metterli non può e non deve cavarsela. Mi sento beffato e umiliato dopo una giornata intera al mare mettere i divieti alle 19 è davvero scandaloso».