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Movida piazza Muzii, residenti: «Comune modifichi ordinanza»

Forza Italia: «sindaco totalmente assente»

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PESCARA. Un manifesto funebre per dire addio al caro… ‘riposo’.

E’ quello che hanno esposto giovedì in Commissione Commercio i residenti di piazza Muzii e di VIA Cesare Battisti che contestano con forza la nuova ordinanza del Comune che disciplina i nuovi orari di apertura notturna dei locali.

«Quell’ordinanza va riscritta da zero», hanno detto nel corso della riunione il vicecapogruppo di Forza Italia al Comune di Pescara, Vincenzo D’Incecco e il consigliere FI Fabrizio Rapposelli. «Bisogna consentire il giusto riposo a chi abita nelle vie della nuova movida, oggi completamente allo sbando, trasformate in una latrina a cielo aperto. E soprattutto va ripristinato il turno notturno della Polizia municipale che non può chiudere il Comando a mezzanotte, quando cominciano musica, rumori e tormenti nel quartiere. Anche perché fare un’ordinanza, stabilire delle regole, quando poi non c’è nessuno a farle rispettare è inutile, oltre che ridicolo».

Alla riunione, come detto, hanno partecipato anche i residenti esasperati, che non hanno avuto alcuna risposta né dal sindaco Alessandrini, «ormai irrintracciabile», dicono, né dall’assessore Cuzzi, «che asseconda solo i titolari delle attività», né dal presidente di Commissione che è completamente disarmato e non ha alcun potere d’iniziativa.

«Nella zona la situazione si è fatta molto complicata per l’assenza dell’amministrazione comunale, totalmente incapace di governare l’emergenza», ha sottolineato il vicecapogruppo D’Incecco, che ha richiesto la riunione.

Il 27 maggio il dirigente del settore Commercio ha firmato una determina in cui ha stabilito che dal martedì al venerdì i locali devono restare chiusi dalla mezzanotte e mezza alle 6 del mattino, e il sabato e la domenica dall’1.30 alle 6.

Ma la determina è stata smentita pochi giorni dopo dall’ordinanza firmata dal sindaco Alessandrini che ha invece allungato gli orari di apertura sino alle 2 e oggi non si sa quale sia il documento valido, ovvero i locali devono chiudere a mezzanotte e mezza o alle 2?

«Ovviamente», spiega D’Incecco, «riteniamo assurdo far chiudere le attività alle 2, perché è normale che quell’orario si allunghi fino alle 4 o alle 5, per consentire ai locali di smaltire tutta la clientela che sta ancora consumando, e comunque, foss’anche che il locale chiude, la gente resta fuori a stazionare e a chiacchierare, ed è ovvio che mille o 3mila persone che parlano tutte insieme scatenano dei volumi insopportabili. Il sindaco ha il dovere di tornare sui suoi passi e di ridurre quegli orari».

Poi il discorso delle regole: se la Polizia municipale chiude il proprio servizio a mezzanotte, come accade oggi, chi andrà a far rispettare l’ordinanza sindacale emessa dopo la mezzanotte? Chi garantirà la chiusura delle attività alle 2 con immediato sgombero delle aree?

«Va subito ripristinato il turno notturno dei vigili urbani e lo deve fare il sindaco che a Pescara è anche l’assessore delegato alla Polizia municipale», insiste D’Incecco.

C’è poi il capitolo decibel: «bisogna incaricare Asl e Arta di eseguire subito le misurazioni per verificare cosa accade nel quartiere della movida.

«Se piazza Muzii, via Cesare Battisti, piazza Santa Caterina, sono delle latrine a cielo aperto», ha sottolineato il consigliere Rapposelli, «il sindaco Alessandrini deve assumersi le sue responsabilità, che non possono essere scaricate sempre sul prefetto o sull’ordine pubblico. In quelle strade c’è un evidente problema di sicurezza che richiedono la discesa in campo del Comune per l’individuazione di misure alternative, compreso il ricorso alla sicurezza privata se la Polizia municipale non riesce a coprire tutti i turni di lavoro».

«FOLLE CHIUDERE A MEZZANOTTE»

«Prendiamo atto che ampi settori dell’opposizione hanno chiesto che l’estate pescarese si spenga a mezzanotte sia in piazza Muzii che sul lungomare – riferisce il presidente Piero Giampietro (PD) dopo la seduta - Noi abbiamo un’altra visione del futuro di Pescara, e con testardaggine rafforzeremo la lotta al bivacco, agli eccessi ed ai rumori molesti, senza accanirci inutilmente contro gli esercenti ed i loro clienti con inevitabili conseguenze su un settore che produce centinaia di posti di lavoro. Ho voluto aprire la Commissione ai residenti in segno di trasparenza e massima disponibilità al dialogo, nella consapevolezza che le loro sono legittime aspirazioni e che molte richieste degli stessi esercenti non sono state accolte».

«A chi propone di spegnere oggi la città allo scoccare di mezzanotte, chiedo perché non lo ha fatto quando era classe dirigente - commenta l’assessore alle Attività Produttive e Turismo e Grandi Eventi Giacomo Cuzzi – Pescara non è Cenerentola, ha un potenziale straordinario che può consentirle di diventare una piccola grande metropoli e non una città dormitorio come oggi di colpo vorrebbe qualcuno. Questa Amministrazione ha detto chiaramente sin dall’inizio di essere dalla parte dello sviluppo, per una crescita sostenibile in cui convivono indoli e vocazioni e non dove una uccide l’altra. Occorre capire l’indotto creato dai pubblici esercizi in termini di posti lavoro e di attrattività prima di demonizzarlo, la città deve vivere e convivere con tutte le sue anime. Detto questo lavoreremo affinché vengano rispettate le regole, perché nella zona e su tutto il territorio ci siano maggiori auspicati controlli e chiedendo a chi usa la nostra città di farlo come fosse a casa sua, se residente o come ospite gradito, se di passaggio, in ogni caso rispettandola. Ma chi chiede di spegnere la città a mezzanotte di certo non fa bene al necessario processo di sviluppo del comparto».