IL CAPPIO

Ospedale Maltauro, la Asl non si fida e nomina super consulente

Ieri altro incontro emersi altri problemi ma D’Alfonso continua a spingere

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ABRUZZO. Ha ascoltato tutti, ha fatto parlare e si è interessato alle variegate argomentazioni, particolarmente a quello dell’inaspettato avvocato Marco Cerritelli, accompagnatore speciale del manager Pasquale Flacco.

Poi il verdetto: «bisogna accorciare i tempi e fare in fretta». Come dire: avete la libertà di dire quello che vi pare ma qua si fa come dico io.

Alla fine dell’affollato incontro (l’ennesimo) tra Asl di Chieti, Regione Abruzzo e l’Ati capeggiata da Maltauro per lanciare il progetto di finanza del nuovo ospedale di Chieti, Luciano D’Alfonso ha voluto ripetersi ancora una volta: bisogna fare in fretta perchè l’ospedale nuovo si farà, costi quel che costi…

Ed infatti è proprio questo il punto nodale…

Al presidente della Regione vengono attribuiti sempre più “punti di rottura” con dirigenti e pubblici ufficiali con i quali si deve rapportare e anche con Flacco le cose non sembrano girare bene. Pare che D’Alfonso abbia scoperto ieri l’esistenza di una consulenza molto speciale affidata dalla Asl di Chieti ad uno dei massimi esperti di progetti di finanza, appunto l’abruzzese Marco Cerritelli da poco sbarcato in uno dei più prestigiosi studi internazionali.

Ma perchè la Asl di Chieti ha chiesto una consulenza?

Nel comunicato dalfonsiano si legge «Per agevolare gli adempimenti burocratici, infine, la Asl di Lanciano-Vasto-Chieti ha incaricato un consulente legale per riconsiderare gli effetti amministrativi prodotti dalla delibera regionale n. 133 del 2016» che per gli umani potrebbe essere tradotto “abbiamo bisogno di una spalla su cui contare che possa evitare di far fare alla Asl passi falsi”, di quelli per esempio che scatenano le fantasie dei... «denuncisti».

Ed il risultato emerso dalla consulenza non sarebbe molto incoraggiante, nè per D’Alfonso, nè per Maltauro le cui posizioni sembrano sovrapponibili.

Sembrerebbe che il consulente della Asl, studiando tutte le carte, abbia assunto una posizione di contrarietà che parrebbe però non netta e nemmeno irrimediabile. L’esperto avrebbe messo in luce molti punti critici del contratto che la Regione e la Asl dovrebbero stipulare e avrebbe giudicato il bilanciamento degli interessi eccessivamente oneroso, rischioso e pericoloso per il pubblico. Insomma un favore al privato nemmeno troppo dissimulato e che costerebbe in totale a spanne 800 mln di euro.

Ma il destino di questa iniziativa imprenditoriale che ha ancora zone grigie da illuminare a giorno è quella di diventare sempre più problematica e nebulosa.

Il manager Flacco ieri ha dato il suo contributo sfoderando il consulente tirato fuori dal cilindro ma non dall’albo pretorio dove pur facendo ricerche non risultano pubblicati documenti inerenti l’incarico a Cerritelli.


DOVE SONO I DOCUMENTI DELLA CONSULENZA?

Sarebbe, invece, opportuno chiarire l’oggetto della consulenza anche agli abruzzesi e magari il costo del parere. Non semplice poi spiegare all’uomo della strada che la Asl debba pagare con soldi pubblici una consulenza per verificare, valutare, eventualmente smontare, le posizioni della Regione, altro ente pubblico di riferimento.

“La fretta è cattiva consigliera” sembra aver risposto Flacco a D’Alfonso il quale negli ultimi giorni lo ha preso di mira. Ma -se davvero venisse confermata la posizione contraria della Asl di Chieti- i prossimi giorni potrebbero essere difficili per il manager il quale potrebbe trovare sponda forse proprio nell’’assessore Silvio Paolucci, ieri assente, impegnato a presentare un nuovo portale sulla sanità, un pò utile ai cittadini, molto di più ai politici.


PRESUPPOSTO DEBOLE

La Maltauro ha risposto ai dubbi con il suo legale Antonio Menna, l'ex consigliere regionale di area democristiana ma le sue parole benchè tecniche sono sembrate meno incisive rispetto a quelle di D’Alfonso: «velocizzare e concludere in tempi brevi le procedure amministrative».

A cosa è dovuta la fretta? Alle «problematiche strutturali che da tempo interessano l'immobile, come certificato dal Ctu nominato dal Tribunale di Chieti».

Infatti, l’urgenza e la fretta non si spiegano se è vero che «da tempo» vi sono problemi strutturali, così come pure abbiamo spiegato e se anche ci fosse, nulla obbliga una amministrazione pubblica ad accettare acriticamente una proposta di un privato come Maltauro.

Del resto nessuno ha nemmeno mai spiegato come la mettiamo con i lavori da 70mln di euro già autorizzati ed eseguiti proprio per consolidare le strutture cedevoli di un ospedale iniziato a costruire nel 1973 con cemento “fragilino” e non conforme agli standard attuali (che è vero) ma non tutte le costruzioni costruite 40 anni fa rischiano di crollare come l’ospedale Santissima Annunziata.

Intanto il M5S alza le barricate già sufficientemente alte sull’argomento avendo dimostrato l’assoluta antieconomicità dell’accordo e tutta una serie di ricadute negative persino nell’indotto della sanità, per via del fatto che tutta una serie di servizi dall’aggiornamento tecnologico dei macchinari alla manutenzione del verde andrebbero all’Ati Maltauro.

Ieri Sara Marcozzi ha firmato una lettera alla autorità nazionale Anticorruzione di Cantone per chiedere un parere anche alla luce della nuova normativa.

Ma se ad oggi molti problemi sembrano insormontabili, con D’Alfonso si troverà il modo per superarli così come pare siano stati superati tutti i problemi della sanità se anche Renzi si sbraca e annuncia l’uscita dal commissariamento.

Tutti felici. Ora però diteci come avete fatto e dove sta il trucco se è vero che il debito è aumentato.