PISTA NERA

Pista ciclabile e le curve impossibili di Martinsicuro: «progetti violano le leggi»

Ancora critiche sul tracciato ciclabile costruito senza criteri minimi di sicurezza

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ABRUZZO. Sicurezza questa sconosciuta. La Regione ha demandato alle Province che hanno poi passato la palla ai vari Comuni così ogni amministrazione si progetta e costruisce il suo tratto di pista ciclabile.

I soldi lievitano ma la qualità rimane al palo. Così si scopre che nonostante la presenza di linee guida calate nelle norme tuttora vigenti la pista ciclabile in costruzione in Abruzzo riesce a violare decine e decine di prescrizioni di buon senso e di sicurezza. Insomma chi dovrà poi utilizzare la nuova infrastruttura rischierà....


Il Coordinamento Ciclabili Abruzzo Teramano (FIAB Teramo) sta conducendo una battaglia da alcune settimane segnalando tratti precisi che metteranno in pericolo ciclisti tanto che si può facilmente prevedere che le pagine di cronaca oltre agli incidenti stradali dovrà prendere nota anche di quelli ciclistici. Sembra si sia vanificato così lo scopo primario di una pista dedicata che era quello di preservare gli utenti e aumentare la sicurezza evitando la promiscuità con altri veicoli.  


Il Coordinamento intanto si chiede se la Soprintendenza sia stata interpellata per esempio sui vari colori utilizzati ma i problemi seri sono dati da cordoli sporgenti e appuntiti, avvallamenti, curve strettissime.

Il tratto critico di oggi è quello di Martinsicuro dove sono state create una serie di "curvette" che non rispettano il raggio minimo di curvatura (minimo 3 metri, come da art.8, comma 5, del DM 557/1999).

«Come se non bastasse», dice il Coordinamento, «al pericolo costituito dalla curva "stretta" (dove, facilmente, due ciclisti potrebbero scontrarsi o impattare con il marciapiede), nel bel mezzo della carreggiata sono state piazzate griglie per la raccolta delle acque che potrebbero costituire un ulteriore problema per il transito dei ciclisti (art. 12, comma 2, DM 557/1999) a causa del leggero incasso nel piano stradale.  Che dire? Le norme esistono ed è gravissimo che i progettisti non le conoscano o le disattendono apertamente. Inoltre, il buon senso, dovrebbe caratterizzare ogni opera pubblica.  Ma tanto è, e soldi pubblici vengono spesi malamente per opere utilissime, che evidentemente vengono considerate minori e poco degne di attenzione».

Fino ad ora le istituzioni non si sono pronunciate del resto i lavori si stanno svolgendo su progetti approvati, cioè che hanno già ottenuto tutti i pareri necessari degli organi competenti.

Dunque va bene così.

Il Coordinamento Ciclabili però ricorda a tutti gli amministratori, anche a quelli che piazzano il mercato settimanale sopra le piste ciclabili, che «il percorso abruzzese dovrebbe costituire un valore aggiunto per il nostro territorio».